I plug-in che emulano i classici hardware hanno permesso di avere delle leggende analogiche da world class studio alla portata di tutti. Ma gli sviluppatori di plug-in riescono davvero a catturare la magia degli originali senza compromessi?

La maggior parte delle apparecchiature hardware può essere clonata nel mondo digitale. In generale, l’hardware analogico che ha un’elevata ampiezza di banda e un comportamento non-lineare presenta le maggiori difficoltà nella creazione di modelli accurati ed è spesso proprio il suono di questa non-linearità che rende l’hardware originale tanto desiderato.
Quindi, più la natura dell’hardware è non-lineare e più complesso sarà il modello fisico richiesto e inoltre più grande sarà la potenza di elaborazione richiesta da parte del sistema digitale.

Qualsiasi cosa creata in hardware può essere ricreata in software. Scrivere un software è un metodo di ingegneria molto più fluido e, per sua natura, molto più flessibile di un progetto hardware.
Per certi versi l’idea che l’hardware analogico è capace di fare qualcosa che un computer medio non può fare è obsoleta. Le uniche limitazioni sono solo nella creatività, fantasia, esperienza degl’ingegneri che creano i plug-in audio e dalla mancanza di comprensione totale dell’hardware da clonare.
Se il processore dell’hardware è lineare si può modellare completamente l’apparecchio misurando la sua funzione di trasferimento con sweep sinusoidali o segnali di test a banda larga. Mentre per quelli non-lineari bisognerà fare dei test più accurati e creando dei modelli univoci.
Il test di questa settimana affronta proprio questo grande dilemma: i plug-in suonano come gli hardware?
Abbiamo utilizzato l’equalizzatore API 5500, versione dual-channel del famoso 550B, comparandolo con la versione plug-in fatta dalla Waves.
Cosa pensiamo?
Software is good
Hardware is great
Buon ascolto a tutti
Antonio Campeglia e lo staff di The CTRL Room.