Benvenuti in questo nuovo articolo dedicato ancora una volta ai plug-in UAD. Questa volta ci occuperemo dell’aggiornamento fatto recentemente da Universal Audio alla modellazione del canale del SSL 4000 E.
Questo canale della console 4000 serie E è stato oggetto, nel corso degli anni, di svariate emulazioni, che di volta in volta hanno sempre fornito (per l’epoca in cui sono state programmate) un attrezzo atto a diminuire il salto tra il processing analogico e quello digitale.
La stessa Universal Audio, anni addietro (credo nel 2009 o giù di lì), ha proposto una prima e utile versione di questo processore. Nella nuova versione rimodellata, il canale 4000 E diventa un plug-in con tecnologia Unison: viene quindi emulato anche il preamplificatore microfono con tanto di trasformatore di ingresso Jensen.
Per coloro che non fossero addentro il sistema UAD, Universal Audio produce due differenti tipologie di hardware che permettono il processing dsp. Le linee si chiamano Apollo e Satellite.
La linea Apollo è una vera e propria interfaccia audio con i suoi preamplificatori, gli ingressi di linea e le uscite (disponibili in vari formati a seconda delle più disparate esigenze) e i suoi processori di segnale dedicati, che permettono la registrazione a latenza zero, attraverso un ambiente di lavoro chiamato Mix Console, che precede, nel percorso digitale del segnale, la nostra DAW.

Nella serie Satellite, invece, i processori di segnale dsp sono sempre allocati nell’hardware, che si presenta, però, come un piccolo box che non ha né ingressi né uscite: attraverso connessioni thunderbolt, USB3 o firewire possiamo, dalla nostra daw, delegare a questi processori il calcolo dei plug-in proprietari di UAD. Naturalmente i plug-in usati in questo sistema sono proprietà di Universal Audio e non possono essere usati sul processore centrale del nostro computer. Vengono perciò venduti da uno shop dedicato che vede le periferiche hardware UAD come dei veri e propri dongle di protezione.
Il canale Solid State Logic 4000 E è quindi un plug-in Unison: che significa?
Nella terminologia propria di Universal Audio, la ristretta cerchia dei plug-in Unison include quei processori digitali che possono sostituirsi via software ai preamplificatori hardware montati sulle Apollo, con un processing a latenza zero, se posti nello slot “Unison” del mixer UAD.
Di questa categoria fanno parte tutti i channel strips, le emulazioni Fender e il recente delay della Korg SDD 3000.

Partiamo proprio dal Preamplificatore del SSL 4000 E, sul quale troviamo il pulsante XMFR per attivare o disattivare l’emulazione del trasformatore d’ingresso Jensen quando è attivato l’ingresso MIC. Il bump sui bassi del trasformatore è evidente e incredibilmente musicale ma può essere bypassato per esigenze di linearità.
Come secondo modulo troviamo le dinamiche; come nella console originale, abbiamo un compressore/limiter e un expander/gate indipendenti.
Il terzo modulo è rappresentato dai filtri e dai tasti del routing del segnale.
Il quarto modulo è l’equalizzatore con modalità black/brown per un controllo tonale più personale (le manopole marroni, per quello che indica il manuale, contraddistinguono un suono più gentile con setting più estremi, mentre quelle nere rivelano un suono più chirurgico.
Ultimo, ma non meno importante, modulo è il fader di canale. Vorrei porre l’accento su questa sezione perché è una vera e propria fonte di tonal shaping: alzare o abbassare il fader influenza in modo drastico (almeno quanto il pre) la distorsione armonica del contenuto audio (che può, successivamente, e in modo lineare, essere regolato in uscita attraverso il controllo output, posto in basso a destra del canale).

Vorrei specificare che tutti i processori di cui faccio le recensioni sono software che ho acquistato, per cui questa mia rubrica si pone esattamente come “consiglio per gli acquisti” e non come la descrizione di processori che mi vengono sottoposti per scopi promozionali.
Sicuramente il fatto di consigliare un processore rispetto ad un altro non è un discrimine per dedurre la mia onestà intellettuale, ma credo che, per indicare la qualità di questo plug-in, non ci sia nulla di meglio che raccontare l’esperienza che mi ha indotto a comprarlo.
Stavo registrando un basso elettrico, un jazz bass, in linea e avevo attivato la demo di questo plug-in per curiosità. Dopo aver passato esattamente 15 secondi a smanettare sui controlli, il basso era pronto per essere registrato. Ed è rimasto flat durante il mixing, così come tutti gli altri bassi e voci che ho registrato nei successivi 15 giorni della durata della demo. Non è che il basso in uso fosse uno strumento stellare, credo avesse anche problemi di dislivello di volume tra una corda e l’altra, ma il compressore e il tonal shaping del pre e del fader hanno modellato il segnale in maniera perfetta.
La cosa che più mi ha stupito è stata la stratificazione della distorsione armonica attraverso i moduli. Ogni modulo è stato modellato esattamente come l’hardware e quindi attraversando tutto il canale possiamo, in ogni sezione aggiungere clipping diversi a seconda dell’operazione . Per esempio, generando più energia attraverso il preamplificatore, possiamo clipparne leggermente l’uscita e, entrando nell’equalizzatore aggiungendo guadagno su una banda, si può clippare anche l’uscita di questo modulo esattamente come avverrebbe nell’hardware. Alla fine la saturazione totale viene fuori da quanto sovraccarichiamo ogni singolo modulo, non come nella maggior parte degli altri plug-in in cui, per simulare una saturazione, il canale ha il modulo di drive per ultimo.
Questo tipo di processore è indicato per il trattamento di ogni tipo di segnale, dalle voci alle chitarre, batterie acustiche. Forse mi troverei un po’ a disagio a gestire percussioni elettroniche, data la poca flessibilità dell’attacco (e questo è un limite anche della controparte hardware) ma per il colore questa emulazione è, a mio avviso, il più alto punto che il software abbia raggiunto.
Unica nota che mi rattrista è il gigantesco carico sulla cpu di questo processore: 70% di un dsp per la versione stereo (Manley Voxbox 56%, Api vision channel 30%, Neve 88rs 44%) mi fanno capire che ormai 12 processori non mi bastano più (sigh!).
Ancora una volta ringrazio Age of Audio e lo studio L’arte dei Rumori di Marano per avermi dato la possibilità di scrivere questo articolo e sperimentare un nuovo software. CI risentiamo prestissimo con nuovi consigli per acquisti digitali.
Giovanni Roma