M-Audio Code 49

Alfredo Capozzi
M-Audio Code 49

 
Cliente: Avrei bisogno di una Master Key!
Negoziante: con tasti pesati o no? deve avere anche un minimo di controlli per gestire i VST? ed i Fader per Volumi e Pan? Ti serve programmare groove ritmici in modo semplice?
Cliente: Sicuramente se c’è tutto, è moooolto meglio! Uhm…, ma quanto costa?
Benvenuti nel mondo dei Controller a tastiera, e più specificatamente della nuova serie CODE di M-Audio.
 

M-Audio Code 49
M-Audio Code 49

 
Una Master Controller va valutata, ovviamente, in base alle esigenze e, per chi ha un background pianistico, capita sovente che l’attenzione la si pone quasi esclusivamente solo sulla tastiera. Poi capita che, in fase di programmazione verrebbe voglia di gestire i volumi in modo più veloce rispetto a come si possa fare con il solo mouse. Poi, ancora, nel caso di una programmazione ritmica, ecco che un buon numero di Pad dinamici tornerebbe altrettanto comodo per snellire tutto il lavoro. E se ad un certo punto si avesse bisogno di tenere sotto controllo filtro ed Inviluppo del synth virtuale che si sta adoperando?
Il rischio è che in men che non si dica, il vostro tavolo di lavoro si possa riempire di controller specifici con altrettanto accumulo di costi che in precedenza non sono state ben ponderate.

Code Series

La nuova serie “CODE” della M-Audio, di lapalissiana derivazione dalla serie AXIOM, prevede 3 modelli, rispettivamente a 25, 49 e 61 tasti, sensibili alla dinamica e all’Aftertouch, con in dotazione, ognuna, di un nutrito numero di PAD dinamici (16, retroilluminati RGB, già riscontrati sul Trigger Finger Pro), 8 Fader strutturati in quattro banchi/layer + uno Master, ognuno correlato da sottostanti switch on/off (anche questi multicolore RGB), 8 Potenziometri a corsa continua (per la Code 25, Fader, Knob e Switch scendono a 4); un controller PAD bidimensionale X/Y; controlli per il trasporto della DAW e pulsanti per l’on/off delle quattro zone di tastiera, indipendenti l’una dall’altra, rotelle Pitch Bend/Modulation Wheel, quattro selettori per il cambio di ottava sia della tastiera che dei PAD, ed una serie di switch da destinare alle modifiche ed ai settings. Display LED a 6 cifre per la programmazione delle Zone e dei parametri, oltre la lettura dei valori di tutti i controller, compreso l’Aftertouch di tastiera. Di default, il display mostra una delle 12 memorie possibili, già settate per funzionare con le principali DAW in combinazione con i due strumenti virtuali (Loom e Hybrid 3) offerti in bundle: all’occorrenza, tuttavia, è possibile sovrascriverle con le proprie programmazioni.
Il pannello retrostante, identico per tutti e tre i modelli, presenta la connessione per un eventuale alimentatore, non fornito di serie, un comodissimo pulsante per l’accensione/spegnimento della macchina (non sempre presente su altri prodotti), la connessione autoalimentata USB, 2 connettori jack per pedali di Sustain e Volume, e l’In/Out pentapolare MIDI, parallelo all’USB.

 

M- Audio Code - Rear Panel
M- Audio Code – Rear Panel

 

Hardware

Premetto, ma ciò è ovvio, che tutte le impostazioni di default di seguito descritte possono essere completamente cambiate e sovrascritte. Vi rimando alla lettura del manuale d’uso, solo in Inglese al momento, per eventuali approfondimenti. Qui vi anticipo che alcuni controlli, Switch/Button e PAD X/Y, possono agire anche come comandi ASCII, dando modo all’utente di comandare alcune finestre della DAW stessa. Provato con LogicPro X, il primo banco dei Buttons consente ad esempio di aprire diverse finestre di editing, visualizzare le automazioni, nascondere e visualizzare i plug.ins su cui si sta lavorando. Anche in Ableton Live, gettando Ovviamente, tali possibilità operative dipendono direttamente dalla DAW e non tanto dalla CODE.

Torniamo alla Master ed iniziamo dalla:

Tastiera: è di tipo semipesato, con azione da sintetizzatore, con una buona reazione al tocco ed una buona dinamica di default. Gestisce anche l’aftertouch (AT), di indiscussa utilità per attivare modulazioni in punta di dita dei suoni sintetizzati: sotto le dita, l’AT risulta essere molto lineare e facilmente gestibile.
Preset: i 12 preset, come già anticipato, richiamano altrettante configurazioni che prevedono l’uso separato degli strumenti virtuali Loom e Hybrid 3 in Live, ProTools, Cubase, Logic Pro, Bitwig. Il primo Preset gestisce strumenti in General MIDI, mentre l’ultimo ha una gestione combinata per usare contemporaneamente Loom e Hybrid 3 in Ableton Live. A fondo articolo, viene riportato l’elenco di default.
Colori: molto comodi in quanto dopo un breve periodo di training diventa facile visualizzarne i settaggi. C’è da dire che, mentre gli switch possono assumere fino ad 8 colorazioni diverse, nel caso dei PAD le variazioni arrivano a 13.
PAD: di default sono impostati per richiamare i suoni ritmici corrispondenti alle note che vanno da C2 a Eb3, ma ricordo che con i pulsanti traspositori, si possono coprire praticamente tutte le 128 note (C1 – G8) previste dal protocollo MIDI. Per tale motivo, può risultare comodo usarlo anche per attivare i KeySwitch di un campionatore software, tipo Kontakt.
Fader: nonostante la lunghezza di circa 40 mm, risultano essere molto precisi nel dosare i valori grazie ad una leggera inerzia tattile che evita salti incontrollati.
Buttons: hanno tre modalità di funzionamento, MIDI, Mackie HUI, HID (corrispondente ai caratteri ASCII). Nella modalità HID, i Buttons, sostituiscono a tutti gli effetti i comandi da tastiera, purché, ovviamente, siano stati assegnati ai 4 banchi possibili.
Knob: a rotazione continua, anche questi risultano essere molto reattivi al tatto con escursione che accelera in base alla velocità con cui si agisce. Ciò consente di agganciare il valore del parametro desiderato velocemente per poi controllarlo nei particolari.
PAD X/Y: consente di gestire due controlli MIDI simultaneamente. Il fatto è che non si ferma solo ai Control Change, ma può agire anche sulle Note (sulla CODE 49 l’escursione va da C3, nota MIDI 36, a C7, nota MIDI 84), oppure controllare la stessa DAW, tramite i caratteri ASCII. Dato che gli assi X/Y sono indipendenti e possibile anche utilizzare una qualsiasi combinazione mista delle tre modalità: magari in orizzontale (X) per controllare le Note e in verticale (Y) il Filtro!
Zone: fino a 4 zone di tastiera possono essere programmate indipendentemente per strutturare situazioni di layer/split differenti. Ogni Zona può gestire il suo canale MIDI, piuttosto che un Program o Control Change separati, con tanto di trasposizione di ottava, giusto per accennare ai parametri più tipici richiesti dai tastieristi.
 

Control surface setup
Control Surface Setup

 
Software

Insieme alla tastiera e alla breve guida multilingue, nella confezione trovate anche du opuscoli che rimandano al download dei software a corredo: Ableton Live Lite (con tanto di codice seriale per l’attivazione) e due strumenti virtuali della AIR Music Technology: Loom (sintesi additiva modulare) e Hybrid 3 (virtuale analogico). Questi ultimi due si scaricano solo ad avvenuta registrazione della Code, da farsi sul sito della M-Audio. Nella pagina di download, vengono generati anche i due seriali da inserirsi poi nell’applicativo di autorizzazione che viene installato insieme ai software. C’è possibilità, durante la procedura, di attivare i software anche sul proprio account iLok, casomai se ne avesse uno (ricordo velocemente che la nuova procedura di autorizzazione dell’iLok consente di attivare il software anche sul computer, qualora non si fosse in possesso della chiave apposita. Attenzione, però, a non formattare il computer, pena la perdita irreversibile di tutte le autorizzazioni).
Sulla qualità dei software non ci metto parola: suonano. E, pertanto, credo rappresentino un buon valore aggiunto all’investimento fatto. Del resto AIR per anni è stata la software house che ha sviluppato strumenti esclusivamente in formato RTAS per AVID ProTools, come Structure, Strike, Velvet, ecc. Un paio di anni, ceduta al consorzio InMusic, tutti gli strumenti a catalogo sono stati poi migliorati allargando la compatibilità con i protocolli VST, AU e, di recente, AAX.
Per inciso, nella pagina di download di Loom e Hybrid 3, viene generato anche un codice promo, qualora si volesse “upgradare” il proprio parco strumenti con la suite AIR Instrument Expansion Pack che comprende, oltre i due già citati software, anche Strike (Virtual Drummer), Strutture (Sampler multitimbrico), Transfuser (Groove creator), Vacuum Pro (Synth ad emulazione analogica/valvolare), Velvet (Piano Elettrico vintage). Il costo dell’upgrade, grazie al codice, scende da 299$ a 129$.
Nella dotazione c’è anche una licenza per Ableton Live LE. Personalmente, però, ho preferito usare la versione completa per vedere come la CODE si adattasse all’impiego di tale DAW.

Gestione ed uso

Ad una Master di ultima generazione, come requisito di partenza, si richiede di inserirsi nel proprio setup operativo senza troppi “se” ne troppi “ma”. Nell’insieme la Code 49 consente di snellire non poche procedure di programmazione. Grazie ai suoi molteplici controlli e modalità d’uso (MIDI, MACKIE, HID) e alla tastiera semipesata, all’aftertouch e alla possibilità di creare layer/split in modo semplice, si riesce a programmare un intero brano velocemente anche se il software non è autosettante (eccezione fatta per i due plug.in in dotazione, Hybrid e Loom. ndr): tuttavia, bisogna annotare che la velocità di abbinamento ai diversi controlli non dipende strettamente dalla CODE, ma dalla DAW stessa. Ricordo che il MIDI learn, ormai implementato su tutti i più importanti software musicali, come molti sanno, consente l’associazione parametro/controller con un semplice click del mouse.

AIR Music Technology - Loom
AIR Music Technology – Loom

 
Il fatto che la serie CODE abbia così tanti controlli, una lettura al manuale è d’obbligo, fermo restando che le procedure di programmazioni sono molto logiche per cui, una volta afferrati i concetti base, si riesce a procedere poi speditamente. Una pagina del manuale da conoscere subito è senza dubbio quella relativa ai Preset, ovvero alla memoria che ingloba tutti i settaggi dello strumento: ciò perché tutti e 12 preset sono impostati di default per il controllo dei due plug.in in dotazione. Da precisare che, anche se nell’elenco non sono annotate alcune DAW, come ad esempio Reason, Studio One, FL Studio, a questo link potete trovare dei tutorial per la configurazione specifica. Su YouTube, invece, sono già disponibili delle demo in inglese relative alle possibilità operative dello strumento.
Da rilevare, con convinto pollice alto, la modalità Mackie e HID. La prima, oltre al controllo standard di Volume e Pan prevede, previo pressione del tasto Shift, anche di alternare i Button nelle opzioni Track selection, Record, Solo e Mute; la seconda, come già anticipato sopra, consente di poter richiamare alcune finestre o funzioni fondamentali della propria DAW eludendo, per le funzioni programmate, la necessità di ricorrere ai comandi da tastiera. In questo caso, l’uso dei colori, ovvero la riprogrammazione degli stessi, diventa determinante per non confondersi tra i diversi banchi.
Se bisogna annotare un appunto, ciò è da indirizzare al fatto che i PAD, seppur utilizzabili in modalità launch clip su Ableton Live, con l’attuale firmware non si autocofigurano, ma vanno programmati ad hoc secondo il Live Set caricato.

PRESET DAW Plug.in

1 General ASCII General MIDI
2 Ableton Live AIR Hybrid 3
3 Ableton Live AIR Loom
4 AVID ProTools AIR Hybrid 3
5 AVID ProTools AIR Loom
6 Steinberg Cubase AIR Hybrid 3
7 Steinberg Cubase AIR Loom
8 Apple Logic Pro AIR Hybrid 3
9 Apple Logic Pro AIR Loom
10 Bitwig Studio AIR Hybrid 3
11 Bitwig Studio AIR Loom
12 Ableton Live AIR Hybrid 3 & Loom

Pollice alto
Pollice Alto OK *Controlli multipli (Pad, Fader, Knob, Buttons, Pad X/Y);
*Modalità HID per richiamo funzioni/finestre DAW, oltre quelle MIDI e Mackie HUI;
*Synth software in Bundle (Hybrid 3, Loom!);
*4 Layer/Zone MIDI;
*Colori RGB;

Pollice Verso
Pollice verso OK*Autoconfigurazione per le clip di Ableton Live;

 
 
 
 
 

INFORMAZIONI UTILI

Prezzo orientativo in €uro
Code 25: 190,00
Code 49: 255,00
Code 61: 298,00

Distributore: Soundwave

Nota: pur volendo essere pienamente obiettivi, il presente test è comunque basato sull’esperienza diretta di chi scrive, per cui tutte le valutazioni e indicazioni riportate vanno mediate dalle competenze e dalle conoscenze dall’utente finale.

Alfredo Capozzi

 

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