La Zoom ha prodotto il nuovo registratore portatile F8n entrando così ancor di più nel mondo “pro” per quanto riguarda le produzioni audio-video.
L’azienda giapponese ormai da anni è impegnata nella produzione di macchine portatili per la registrazione di buona qualità e dal prezzo indubbiamente conveniente con al top di gamma il registratore F8. A prima vista questo nuovo Zoom F8n sembra pressoché identico al precedente ma, analizzando il prodotto nel dettaglio, scopriamo che ad essere uguale è solo l’involucro esterno.

Abbiamo avuto la possibilità di testare questo nuovo prodotto su un vero e proprio set cinematografico. Abbiamo effettuato le riprese audio del cortometraggio “Non è solo un gioco” con regia di Guglielmo Lipari.
Essendo giunto alla casa produttrice da pochissimo, abbiamo avuto l’onore di poter effettuare anche l’unboxing dell’F8n.
Come si presenta
La confezione si presenta con due scomparti, uno per l’F8n e l’altro per il cavo di alimentazione. Sotto la scatola troviamo invece il manuale d’istruzioni e i codici per il download di Cubase LE e Wavelab LE.
Come già detto all’inizio, l’F8n si presenta esternamente pressoché identico al precedente. Esteticamente davvero notevole, grazie alla scocca blu scuro. L’unica grossa differenza col modello precedente è rappresentata dal vano batterie. Infatti prima era presente un involucro esterno che conteneva il pacco batterie necessario e rappresentava una soluzione molto comoda in quanto con un altro involucro con batterie già cariche, si poteva praticare facilmente la sostituzione, nel nuovo modello, l’involucro esterno è stato eliminato, probabilmente perché oltre che lievemente scomodo, correva fortemente il rischio di essere danneggiato.
Nel nuovo F8n, infatti, il vano batterie è interno al registratore e posto nella parte inferiore. C’è comunque da sottolineare che, grazie al connettore a quattro pin “Hirose” presente sul nuovo dispositivo, è comunque possibile collegare un pacco batterie esterno decisamente più duraturo delle normali pile stilo così da lasciare le 8 batterie interne solo come backup in caso di necessità.

Altre migliorie riguardano l’amplificazione in cuffia notevolmente migliorata su questo modello a differenza del vecchio sul quale era decisamente rumorosa e poco prestante. Inoltre è possibile regolare la risposta del controllo del volume con tre diverse curve (lineare, A, S) e aumentare di 24db il guadagno digitale del proprio ascolto.
Un’altra interessante novità è la possibilità di registrare contemporaneamente sia su SD che USB, cosa che amplia notevolmente le possibilità del registratore. Ad esempio, diventa molto più semplice effettuare uno streaming. Da notare anche l’introduzione della funzione di Auto-Mixing, di genesi Yamaha, ormai presente sulla stragrande maggioranza dei mixer digitali che, in breve, consente di abbassare automaticamente i canali microfonici attivi che in quel momento non stanno ricevendo segnale, aggiunta che vale tutto il prezzo del biglietto! Lo Zoom inoltre può anche trasformarsi in un SD-Reader così da poter visualizzare file presenti sulla propria SD.
Pannello Frontale
Passiamo alla descrizione delle altre “facce”. Sul pannello frontale, partendo da sinistra, abbiamo un display LED da 2,4” anch’esso decisamente migliorato rispetto alla versione precedente. A seguire abbiamo una levetta che ci permette di switchare tra il comparto di ingressi microfonici e di linea a quello del microfono interno dello Zoom e al generatore di tono.

Al di sotto troviamo una manopola funzione da cui è possibile navigare nei vari menu o ad esempio regolare il trim su ogni canale (cosa utilissima), poi abbiamo un pulsante menu da cui accedere a tutte le funzioni e infine la manopola per la regolazione del volume della cuffia. Dal centro del registratore, fino all’estrema destra, abbiamo la sezione degli 8 ingressi XLR\Jack con i pulsanti per “armare” i vari canali, il relativo controllo per regolare il gain e il pulsante PFL (il tutto per ogni singolo canale) , utile per entrare nel menu interno del canale e cambiare vari parametri e in basso la pulsantiera di start\stop\forward\rewind\power.
Pannello lato sinistro
Sul lato sinistro troviamo gli ingressi XLR\Jack 1-4, i due slot per le schede SD, la connessione USB e il connettore a 4 pin “Hirose” di cui abbiamo già parlato in precedenza. Sul lato destro invece troviamo gli ingressi XLR\Jack 5-8, un uscita Sub Out mini-jack, l’uscita cuffie e il main out con connettore TA3-XLR, purtroppo non presente nella confezione (con l’F8 invece era disponibile).

Pannello Posteriore
Infine sulla parte posteriore abbiamo l’ingresso per l’alimentatore 12v, due connettori BNC per la sincronizzazione e uno slot per poter inserire i microfoni Zoom in vendita separatamente.

Test
Passiamo all’utilizzo durante le riprese. Come nel vecchio F8 la gestione degli ingressi e delle uscite è davvero immediata. Grazie alla produzione, abbiamo avuto a disposizione anche la Bag PCF 8n, decisamente comoda, così da non impazzire tra cavi, bodypack, batterie e quant’altro.
Sono stati risolti un pò di problemi con l’interfaccia di comando, così da renderla ancor più user-friendly, anche se per qualche nostalgico è possibile tornare alla vecchia interfaccia dell’F8.

Di partenza, Il display è dominato da otto fader di mix verticale che sono controllati direttamente dai controlli rotativi posizionati sul pannello principale, con accanto un level meter molto chiaro, mentre all’estrema destra della prima schermata è presente anche un altro meter che mostra il mix stereo in uscita. In alto possiamo vedere un timer a scorrimento continuo che ci indica da quanto tempo abbiamo acceso il nostro Zoom, al di sopra troviamo il frame rate, mentre sulla sinistra abbiamo l’indicatore temporale della take, mentre sulla destra l’indicatore del livello batteria.
Sulla pagina successiva, troviamo l’esploso delle uscite con le varie regolazioni del Main out che ci permettono di selezionare On\off, il livello (se di linea o normale da -10db a +4db, di cui è possibile ascoltare anche il relè interno che fa questa modifica) e il controllo per attivare o disattivare il limiter. Stesse impostazioni le troviamo per quanto riguarda il Sub out 11\2 da inviare ad esempio ad una videocamera. Da segnalare che tramite il sotto menù della sezione output è presente una matrice che ci permette di scegliere cosa ascoltare dalle uscite.
Avendo utilizzato per qualche anno il glorioso Zoom H6, sicuramente un prodotto di fascia diversa, ha comunque destato interesse la silenziosità dei preamplificatori, con 75db di guadagno e un rapporto segnale\rumore di -127dbu. Non abbiamo avuto modo di testarli su strumenti musicali (ma forse non sono neanche stati progettati per quello), ma sul parlato e sugli ambienti, fanno il loro sporco lavoro.

Cliccando sul pulsante pfl di ogni canale, abbiamo la possibilità di selezione l’input tra Mic, Line e USB, regolare il make-up digitale del canale (trim), selezionare la Phantom e scegliere tra la 24v e la 48v, il filtro Hi-Pass, l’input limiter, decisamente migliorato rispetto al passato, infatti nel menu “Avanzate” è stata introdotto un nuovo parametro, quello del look-ahead, non disponibile a 192kHz che grazie all’aggiunta di un ritardo di 1ms nel percorso del segnale registrato per ogni canale, fa in modo che il side-chain del limitatore veda eventuali transienti in anticipo sulla registrazione, così da avviare un azione di limiter in anticipo, fornendo cosi una soluzione molto più efficace e trasparente. Ovviamente tutto ciò aumenta la latenza del monitoraggio e potrebbe potenzialmente causare problemi di comb filtering, creando sfasamenti nell’ascolto in cuffia, cosa che effettivamente riuscivamo a percepire.
Altre opzioni presenti nel channel menu sono la regolazione del Pan, l’inversione di fase, l’input delay (una manna…), lo stereo link tra due canali e infine la possibilità di scegliere come utilizzare il pulsante PFL (attivando o meno il Solo).

Tramite il pulsante menu è possibile invece, regolare a livello generale tutte le funzioni precedenti relative al singolo canale, con l’aggiunta però del sotto-menu Ambisonic Mode che permette di scegliere tra nove diversi formati.
Molto utile è il beep che si attiva quando partiamo in registrazione o quando stoppiamo (sembra un vezzo, ma non lo è), immediata è anche la possibilità di scorrere tra le varie take per riascoltare qualcosa in tempo reale.
Come nota negativa, almeno personalmente, riguarda il pulsante di accensione, piccolo e “incassato” nella scocca, da valutare la sua durata nel tempo, visto che va schiacciato con un po di forza, ma probabilmente posizionato in questo modo, così da non essere schiacciato involontariamente durante le riprese.
Il codice temporale può essere generato e registrato, come abbiamo detto, con ingressi e uscite su BNC sul pannello posteriore. Sono disponibili le consuete modalità di registrazione, record-run, free-run, jam and slave-sync e tutti i valori standard di timecode supportati, da 23.976 fps a 30 fps (Drop and Non-Drop).
Conclusioni
Che dire, avremmo potuto scrivere altri 10 pagine di articolo, soltanto per elencare le decine di funzioni disponibili all’interno di questo nuovo F8n, infatti il vero passo in avanti di Zoom è stato proprio quello di rendere questa macchina quanto più multitasking possibile, potendola utilizzare per field-recording, come scheda audio, ma volendo anche come mixer in caso di emergenza.

Innumerevoli gli accessori disponibili, dal controller con 8 fader, alla Bag, alle varie tipologie di setup microfonici (X-Y, M\S ecc.).
Con questa nuovo modello, Zoom si affaccia ulteriormente nell’ambito Pro per quanto riguarda le produzioni cinematografiche, per anni sotto scacco di prodotti e aziende dal costo proibitivo per la stragrande maggioranza dei privati. Il prossimo passo per l’azienda giapponese speriamo sarà quello di avvicinarsi ancor di più ai prodotti di fascia alta, ad un prezzo decisamente umano. E’ doveroso far notare che il prezzo di questo nuovo giocattolo è un pò superiore al vecchio, ma con le nuove funzioni introdotte, è ampiamente giustificato.
Avrei gradito trovare nella confezione i cavetti TA3 – Xlr per le uscite. Il loro costo si aggira circa 70€.
Vincenzo Siani
Ringraziamo i produttori Viceversa Srls di Roberto Cicco e Skratch Fab per averci permesso di testare a fondo il prodotto.
Informazioni Utili
Sito ufficiale: www.zoom-na.com
Distributore italiano: Mogar Music
Prezzo: circa € 900,00 (IVA inclusa)