«Nella storia dei Radiohead, ogni disco rappresenta un’impresa. Per costruire e andare avanti, abbiamo ogni volta demolito tutto quello che avevamo fatto fino a quel momento. Il processo creativo è sempre stato penoso, tormentato, laborioso.» (Thom Yorke)
Ci sono tantissime band che fanno parte ormai della storia della musica e i Radiohead sono una di esse. Nacquero nel 1985 con Thom Yorke, Jonny Greenwood, Philip Selway, Ed ‘O Brien e Colin Greenwood come una band alternative rock, riconosciuta soprattutto per ‘’Pablo Honey’’ e ‘’The Bends’’.

Ma, ad un certo punto della loro carriera, decisero di prendere la strada della musica elettronica e sperimentale. Vediamo infatti, come questo sia partito da uno dei loro dischi più famosi: ‘’Ok Computer’’.
Ma a cosa è dovuto questo cambiamento? Si pensa che non sia stato un cambiamento per il mercato musicale (infatti è presente anche Paranoid Android che è un brano della durata di 6 minuti e mezzo), ma probabilmente come una scelta artistica e una ricerca di nuove sonorità, con testi importanti (con tematiche quali il perdere sé stessi, il desiderio di fuga…). Poco dopo uscì ‘’Kid A’’: caratterizzato dallo stile minimalista e l’uso irriconoscibile delle chitarre (dato rilevante visto che ce ne sono tre nella band) e dalla presenza delle Ondes Martenot.

L’album anziché contenere dei singoli, contiene dei blips (ovvero dei video musicali non commerciali), che crearono molta curiosità ed emozione nei fans. Subito dopo l’uscita dell’album, Thom Yorke disse in un’intervista: “Ci sono molte cose sul rock che sono ancora valide, quasi sciamaniche: approfondire le droghe per motivi creativi, non per motivi di stile di vita; la musica come impegno per tutta la vita. Se questo è ciò che qualcuno intende per rock, fantastico. Ma trovo difficile pensare al percorso che abbiamo scelto come “musica rock”. “ Un altro punto importante nella carriera dei Radiohead, riguarda il loro metodo di vendita dei dischi nel corso degli anni. Se prima c’era una semplice vendita di CD o vinili, ad un certo punto cambiarono le cose. Dopo che si concluse il contratto con la EMI, uscì “In Rainbows“, nel 2007, in due formati: il primo, in MP3, che poteva essere acquistato sul loro sito con un’offerta libera; il secondo, in discbox, cioè che includeva CD, vinile e artbook. I Radiohead sono una delle poche band che cerca un modo in cui tutta la loro musica possa abitare, infatti, per quanto riguarda alcune canzoni sono disponibili soltanto su uno scaffale virtuale.

Scaffale che fa parte della loro archivio online, la “Radiohead Public Library” che permette ai fans di tutto il mondo di poter accedere alla discografia completa (anche alle tracce più rare, a delle esibizioni dal vivo), tramite una tessera con cui iscriversi. Sicuramente il cantante e il chitarrista sono le menti principali della band e coloro che hanno contribuito maggiormente al passaggio verso la musica elettronica e sperimentale. Questo grazie al loro legame con l’ambiente e con i compositori di musica elettronica.

Thom Yorke nacque nel 1968 a Wellingborough. E’ un polistrumentista, compositore e cantautore che, oltre a scrivere vari album per i Radiohead, ha composto anche album da solista, ricordiamo ‘’The eraser’’, ‘’Anima’’ e molti altri. Yorke è anche un vegetariano e sostenitore dei diritti degli animali, infatti dichiara: «La società ritiene necessario creare tale livello di sofferenza in modo da far mangiare [alle persone] cibo di cui non necessitano… dovresti almeno essere cosciente di ciò che fai anziché pensare che quello che fai sia un tuo diritto in quanto essere umano». Jonny Greenwood nacque ad Oxford nel 1971. Anche lui è un polistrumentista e nelle sue influenze ci sono musicisti del 20° secolo come Krzysztof Penderecki e Olivier Messiaen da cui ha preso la sua passione per le Ondes Martenot, introdotte nell’album “Kid A”. L’evoluzione della band dalla musica alternative rock ad una musica più elettronica è dovuta non solo alla voglia di sperimentare, ma anche al desiderio di utilizzare meno gli strumenti tradizionali che richiedono un ampio uso di energia elettrica, soprattutto durante i concerti live.

Per questo, hanno iniziato a pensare a quali potessero essere i metodi per rendere i loro concerti più ecosostenibili: ad esempio utilizzando led a basso consumo ed imballaggi riciclabili. I Radiohead hanno scritto anche alcune canzoni che hanno come tema l’ambientalismo: “Fake Plastic Trees”, “Polyethylene”, “The Numbers”. A differenza dei seguaci della maggior parte delle band, i fan dei Radiohead sono tantissimi, da semplici seguaci dell’alternative rock, a quelli di musica elettronica, che possono andare da adolescenti ad un’età più avanzata, questo sia grazie ai vari generi da loro sperimentati, ma anche per le tematiche che affrontano. Spesso i fan sono definiti “pretenziosi”, anche “presuntuosi” e che spesso si attribuiscono dei titoli che in realtà non hanno. Altri pensano anche di essere depressi e soli, ma pensano che questo li renda speciali. Possiamo vedere come i Radiohead siano rivoluzionari sotto tanti punti di vista, mai banali e sempre con tante idee nuove, che portano sempre a delle sorprese. Quindi la domanda che ci verrebbe è: cosa ci riserveranno per il futuro?
Articolo realizzato dagli allievi del Liceo Musicale G.M. Galanti di Campobasso nell’ambito del PERCORSO PCTO.
Ludovica Castello
Miriam Baranello
Matteo Carosella