Tech Guitar Tips – Floyd Rose con Michele Migi

Antonio Cangiano
Michele Migi

Il ponte Floyd è un ponte molto particolare che va curato e settato con attenzione e cura, come controparte a questa quantità di lavoro però si ottiene un escursione di leva incredibile e delle sonorità altrimenti irriproducibili con un ponte “Normale”

Abbiamo chiesto al migliore del settore dell’italico stivale, Michele Migi, uno dei miglior tecnici che possiamo avere, alle terme emiliane (così è conosciuto il suo laboratorio) sono passate le migliori chitarre possibili che appartengono a grandissimi chitarristi della scena nostrana.

Vediamo ora cosa ha da dire Michele per noi.

Ibanez RG7 custom Marco Sfogli

A.Cangiano: Come si struttura un ponte Floyd Rose?

M.Migi: Il Floyd Rose è sostanzialmente un tremolo tipo Fender sotto steroidi. La piastra-base è in acciaio (parliamo dell’Original Floyd Rose) e bascula su due soli perni, anch’essi in acciaio.

Il blocco inerziale è acciaio o ottone, le corde vengono bloccate sia sulle sellette che al capotasto.

Inoltre, le stesse sellette vengono fissate alla piastra, e per ciascuna è presente un accordatore fine, per eventuali ritocchi senza dover sbloccare le corde al capotasto.

A.C. Che vantaggi e svantaggi può portare un ponte di questo tipo?

M.M.: Il vantaggio principale è l’estrema stabilità di accordatura dopo l’uso della leva, cosa che spesso e volentieri il tremolo tipo Fender non garantisce.

Svantaggio principale: la complicazione per quanto riguarda la regolazione dell’assetto e delle ottave, specie sui Floyd sospesi, ovvero il 90% dei sistemi presenti sulle chitarre in commercio.

Il Floyd settato “flat”, cioè appoggiato al body, è invece drasticamente più semplice da regolare e mantenere.

Fender Stratocaster Deluxe 2012 Fede Poggipollini

A.C. Può un utente effettuare piccole regolazioni su un ponte di questo tipo?

M.M.: Certo, ma, come dicevo nella risposta precedente, se il ponte è sospeso, la procedura può trasformarsi in un incubo, a volte anche per chi è avvezzo.

Per questo io consiglio sempre di bloccare il ponte in “pull”, cioè di appoggiarlo al body, cosicché non abbia modo di “tuffarsi” all’indietro. Lo consiglio perlomeno a chi non ha esigenze di pull-up (leva tirata all’insù).

Col ponte appoggiato si eliminano alla radice almeno il 90% dei problemi e dei malditesta, oltre a garantire, nel caso di rottura di una corda durante un live, di poter finire il pezzo con le restanti corde accordate.

Sul ponte sospeso, invece, oltre a tutti gli altri problemi, se si rompe una corda, tutte le altre si scordano, e si è costretti a cambiare chitarra durante il pezzo.

A.C. Come può un utente capire che il suo Floyd Rose è ben fatto o meno?

M.M.: Non credo ci sia un metodo per stimare la qualità di un Floyd Rose solo guardandolo.

Certo, il suono e la stabilità di accordatura sono due ottimi indizi, ma non attribuiscono necessariamente i meriti al ponte in sé.

Ci sono ponti economici che suonano tutto sommato bene (o comunque rispondono bene su certe chitarre) o che hanno un’ottima stabilità di accordatura.

Quindi l’unica è affidarsi al marchio, ma non al prezzo, poiché esistono, inspiegabilmente, ponti di bassa qualità che costano come, e a volte più, di un Floyd originale.

In ogni caso, se i materiali sono di qualità (vedi acciaio) è difficile sbagliare.

Gibson SG Double Neck per Vince Pàstano per Vasco Modena Park 2017 (proprietà Vittorio Corbisiero)

A.C. Quali sono i modi per capire che un Floyd Rose sta cominciando a presentare problemi?

M.M.: Quando la stabilità dell’accordatura dopo l’uso della leva inizia a dare segni di cedimento, è probabile che qualcosa stia succedendo tra le lame e i solchi in cui esse basculano.

Questo succede perlomeno sui Floyd Licensed, che per ragioni di brevetto non sono fatti in acciaio, ma in leghe di metallo più o meno nobili, ma sempre soggette a usura.

Al momento, gli unici Floyd privi di questo problema sono l’Original Floyd Rose e lo Schaller Lockmeister.

Le molle, se di qualità decente, si mantengono operative per anni, a volte decenni.

Secondo me le migliori sono le Schaller, le Gotoh e le Fender nere. Per il resto, sono più che altro problemi estetici dovuti a ossidazione, scoloritura ecc.

A.C. Quali sono i ponti Floyd e di tipo Floyd Rose che hai preferito negli anni?

M.M.: Come stabilità di accordatura e durata in generale, sicuramente i migliori rimangono l’Original Floyd Rose e lo Schaller Lockmeister.

Tuttavia, i miei preferiti sono gli Ibanez Edge e LoPro Edge, più ostici da mantenere e fare funzionare bene, ma talmente morbidi e precisi da farli sembrare un prolungamento del proprio braccio. Subito sotto (in termini di preferenze puramente personali), il Gotoh GE1996T, con sellette in acciaio, seguito dall’Ibanez EdgeZero (compresa la versione minore EdgeZero II), meno morbidi degli Edge ma mediamente più stabili.

Anche se il mio preferito in assoluto è l’Ibanez SynchroniZR, anche se non è esattamente un Floyd, dal momento che funziona su cuscinetti a sfera. Diciamo che, per motivi affettivi, se dovessi portarmene solo uno su un’isola deserta, mi prenderei il buon vecchio Ibanez Edge.

 

Antonio Cangiano

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