La creazione di un Plug-in Vst, non è mail cosa semplice. Se poi decidiamo ci dedicarci alla ricostruzione fedele di uno strumento più o meno leggendario le cose si complicano oltremisura.
Andrea Agnoletto, titolare della Crumar, si assume la responsabilità di coordinare un progetto colossale e si fa carico di tutte le ricerche storiche. La programmazione del software è stata affidata invece a tre giganti:
Guido Scognamiglio (GSi), Michele Picaro (Tantalum audio), Luigi Felici (Nusofting).
Per programmare cosa? Ah certo, dimenticavo… ll mitico PERFOMER !
Cos’è?
Una mitica strings Machine del 1979. In quegli anni le strings machine formavano una vera galassia di macchine più o meno interessanti dove dominavano nomi blasonati come Korg, Logan, Farfisa, l’imperatrice ARP (la Solina è la madre di tutte le strings machine); ovviamente uno dei marchi più interessanti della panorama italiano qual era la Crumar non si poteva sottrarre alla sfida.
Cos’era una strings Machine?
In realtà il manuale inferiore di un Home Organ olandese che si chiamava EMINENT.
Marca tanto sconosciuta quanto celebre, perché?
Chi non ricorda il secondo tempo di Oxigene del grande Jean Michel Jarre? Ecco il mitico “pad” con abbondante spolverata di Phaser Small Stone (o Bad Stone?…) non è una Solina come molti credono ma il lower manual di un organo “EMINENT 310 Unique”, che ha rappresentato la colonna portante degli album più belli di Jarre: Oxigene ed Equinoxe. La ARP capendone la potenzialità, ne acquistò i brevetti e nel 1974 fece uscire la “Solina”, venduta negli USA come ARP Strings Ensemble.
Pochi sanno però che in Italia già alla fine degli anni sessanta si creavano strings machine di indubbio pregio, che sotto il “falso” nome di Combo Organ detenevano il mercato del prodotto tanto amato dai gruppi psichedelici come ad esempio i Pink Floyd.
La “machine” di cui il pool di CRUMAR ha creato la copia virtuale nasce però nel 1979, ultimo periodo di vita di queste macchine (poi arriveranno i “paddoni” analogico/digitali degli anni 80) ed ebbe un successo strepitoso, sia per il rapporto qualità/prezzo, sia per la trasportabilità e per la sua sessione “brass” che, se utilizzata da sola risulta un po’ spompata (soprattutto se messa a paragone di certi concorrenti della sua epoca) ma a dire il vero efficacissima se accoppiata agli Strings, perché gli danno quello spessore che trasforma il suono di un “zanzara” in quello di uno “sciame di calabroni”.
Bando alle ciance!
INTERFACCIA
Avviamo il software terminiamo la registrazione e poi? Peccato che un Plugin non può emanare odori, perché la riproduzione è talmente simile all’originale, che sembra quasi di sentire l’odore della polvere accumulata negli anni sui circuiti Sembra fotocopiato! Identico.

La prima cosa che spunta all’occhio è la rigida sistemazione tipicamente anni 70 dell’interfaccia del synth: ordinata ed efficace come solo noi italiani sapevamo fare. Eravamo i padroni assoluti del design…

Il MENÙ riprende la grafica della macchina originale e vi troviamo l’accesso ai menù più importanti:
1. MAIN. – Fornisce l’accesso ai parametri del synth
2. EFFECT. – Fornisce l’accesso agli effetti sapientemente scelti da pool di Crumar.
3. WRITE/FILE. – Fornisce l’accesso ai parametri di salvataggio, carico e scelta delle patch.
4. EDIT/SETTING/HELP. – Fornisce l’accesso a tutti i parametri globali, cioè controllo intonazione impostazione dei Control Change e l’help online
FATE MOLTA ATTENZIONE in alto a sinistra trovate appartato e con una seria mancanza di autostima (un po’ alla Native Instruments…), il pulsante OPTIONS, fondamentale per la programmazione di scheda audio e interfacce MIDI !!
Clicchiamo su MAIN
Da sinistra a destra troviamo:
Sezione BRASS
Sezione STRINGS
Sezione MODULATION
Ed infine il povero MASTER sempre isolato a fare il suo sporco lavoro!

Alla programmazione bisogna farci un po’ il callo!
La sezione BRASS contiene:
- Un inviluppo a due stadi (attack e decay) e un filtro passa basso.
Attenzione perché se il RESONANCE è lì inconfondibile, il Cutoff si chiama RANGE (sigh….).
- Un bel pulsante per accensione e spegnimento della sezione.
- Un bel fader per il volume della sezione.
La sezione STRINGS che è la più importante si pone al centro e troviamo:
- Un equalizzatore a tre stadi (Low, Middle, High).
- Due pulsanti per la selezione dell’ottava degli oscillatori (16’ e/o 8’).
- Un inviluppo a due stadi, anche qui fate attenzione:
1. CRESCENDO corrisponde all’attacco del suono (attack)
2. SUSTAIN che in realtà corrisponde alla fase di RELEASE
3. Il solito Fader per il volume della sezione
La sezione MODULATION invece contiene un LFO che può agire o sul cutoff o sull’intonazione degli oscillatori (qui la Crumar segna FM ma non facciamoci trarre in inganno... diciamo che è una sorta di FM lite ma non c’entra niente con ciò a cui ci ha abituato la serie DX Yamaha)
La sezione MASTER invece contiene il master che sarebbe come sempre il volume generale del plugin.
Sotto abbiamo la tastiera.
Bella spigolosa, molto Crumar Old Style (Crumar degli anni 70)

Finito?
Al pool di Crumar non bastava, e solo chi le ha suonato sa benissimo che una strings machine senza effetti e come una Ferrari senza i giusti carburatori!
Cliccate allora sul pulsante EFFECTS oppure sul touchpad con due dita scorrete verso l’alto (sul mac funziona, sul pc non ho potuto provare ma aggiornatemi.

Et Voilà!!!!
A voi gli effetti tutti in serie! Da sinistra verso destra troviamo il nirvana degli effetti per strings machine, quindi il pool di Crumar, non solo ha creato il Plugin del performer, ma pure di effetti che assomigliano molto al Bad Stone (Electro Harmonics), il 220 della DOD o un analog delay della MXR, più un equalizzatore grafico a 7 bande.
Riepiloghiamo!!
Da sinistra verso destra:
1. Equalizzatore grafico
2. Phaser
3. Chorus/Flanger
4. Analog Mod Delay
L’equalizzatore vi consente di colmare quella lacuna timbrica tipica della strings machine, senza il quale nemmeno il performer ha molte possibilità sonore..
Il Phaser e il Chorus/Flanger vi danno la possibilità di creare quei suoni liquidi tipici delle strings machine, tanto amato dai Kraftwerk o da Jean Michel Jarre o da Wakeman ad esempio.
Il Delay analogico vi da quella spazializzazione sempre tipicamente anni 70 per non snaturare il carattere della macchina.
OK COME SUONA?
Il Virtual Performer è praticamente identico al Performer originale, sia nei pregi che i difetti. Ad esempio essendo un synth polifonico per moltiplicazione ma avendo solo un paio di generatori d’inviluppi questi ultimi lavoreranno solo sull’inviluppo creato dal primo tasto pigiato e tenuto, il resto delle note seguirà di conseguenza.
È un difetto? Ma quando mai! É proprio il carattere di queste macchine: il tipo di esecuzione degli accordi o delle parti risente pesantemente di questo parametro, senza sarebbero delle “volgari sforna paddoni”!
Il suono si presenta incisivo e tagliente come una strings machine deve essere, ma grazie all’equalizzatore grafico si può spaziare verso un universo sonoro quasi infinito.
Vi ricordate la famosa sezione BRASS? Come vi ho accennato sopra, presa così com’è sembra un tantino moscia, soprattutto se messa a paragone con macchine dell’epoca come la serie Jupiter della Roland o anche il mitico Synthorchestra della Farfisa. Allora a che serve? A dare corpo a quei violini che di suo, corpo non ne hanno!
La sezione BRASS restituisce alla sezione STRINGS quella sostanza che normalmente manca alle String Machine.
La sezione MODULATION poi ci conduce in quella fascia di suoni tanto amata ai Pink Floyd e ai LED ZEPPELIN (pensate a No Quarter).
La sezione EDIT
Se aprite la sezione EDIT trovate una cosa che solo dei pazzi possono concepire. Sarò molto essenziale anche se qualcuno griderà allo scandalo, ma devo cercare di essere più semplice possibile:
Il PERFORMER genera l’intonazione delle note grazie a un chip dal nome altisonante di “MK50240”. Questo chip genera 12 suoni di diversa altezza, il resto delle ottave è generato matematicamente. Ciò cosa vuol dire? Che se per caso si rompe l’oscillatore del FA, tutti fa della tastiera non funzioneranno. Questi 12 suoni potrebbero essere accordati separatamente tramite dei trimmer.

Benissimo il pool di Crumar ripropone la stessa caratteristica sul plugin; di conseguenza abbiamo la possibilità di accordare gli oscillatori con un range di 110 cents di frequenza (-55 +55), riuscendo a riproporre l’accordatura (o scordatura dipende dai punti di vista) utilizzata in quel periodo, oppure crearne una adatta alle nostre esigenze.
La figata dove sta? Che in realtà, la macchina originale non possiede Trimmer!
Non mi da nessuna possibilità di accordare alcunché, dato che l’intonazione è generata dal chip MK50240. Perché allora questa aggiunta anti filologica (qualcuno griderà allo scandalo, pazienza…)? Perché rende il Plugin ancora più anni 70!!! Questa filosofia molto “CS80 Style” permette di creare atmosfere tipicamente “seventy” che soltanto quel genere di parametro può conferire. Geniale.
Ma non è finita qui: sempre in EDIT possiamo scegliere quale filtro della sezione BRASS utilizzare, già perché di PERFORMER ne sono esistiti due versioni.
Inoltre copriamo che effettivamente il PERFORMER è dotato di REVERBERO! Infatti dal menu EDIT abbiamo accesso al reverbero e ai suoi parametri.
Inoltre tutti i parametri sopra elencati posso essere regolati PATCH per PATCH !!!
Personalmente avrei preferito una gestione del reverbero più veloce, ma sono punti di vista personali che non hanno influenzano minimamente la potenza del plugin.
MENU’ SETTING
Ultimo ma non per ordine d’importanza è il menù SETTING che ci consente di programmare tutti i control change da attribuire personalmente (un grazie al pool di Crumar per non averci costretto a modificare le mappature delle nostre tastiere sul plugin) parametro per parametro; ma tranquilli se volete potete sempre utilizzare il MIDI Learn direttamente dal parametro stesso.

Prezzo? Pacchetto versione base 99,00 euro.
Questo pacchetto include il plugin schietto schietto, pronto all’utilizzo
Pacchetto versione DeLuxe 129,00 euro
Contenente:
1. La licenza per 3 postazioni
2. Poster formato A0 (porc….)
3. T-Shirt in cotone nero con i loghi PERFORMER E CRUMAR
4. Logo in plastica dura della CRUMAR
5. Adesivo in vinile della CRUMAR
6. Memory Stick USB (penna USB) da 2Gb in metallo con inciso al laser il marchio CRUMAR
CONCLUSIONE
Conviene acquistare il PERFORMER? E me lo chiedete pure?
Per una volta che finalmente fanno un plugin dia leggenda italiana! Assolutamente sì.
Il PERFORMER ha un suo carattere, dato proprio da tutta quella versatilità riproposta digitalmente grazie a quella valanga di parametri sapientemente organizzati dal pool di Crumar. Se siete degli smanettoni è il plug che fa per voi: scatenatevi!
Se non siete degli smanettoni ecco a voi 10 patch che ho programmato su questo magnifico plugin; ne seguiranno altre patch perché questo virtual mi ha acchiappato pesantemente!!!
Crumar, quando il T1 e l’Organizer?
Link Performer: PERFORMER