Faro’ outing, questo è il primo synth Clavia (per la precisione Clavia DMI AB proprietaria del marchio Nord Keyboard, tastiere fatte a mano in Svezia) da me posseduto. Cosa mi ha spinto ad acquistare un synth del genere? un synth che, da una breve e superficiale vista del pannello e delle caratteristiche tecniche, potrebbe risultare fin troppo semplice e privo di tante funzioni, oggi considerate uno standard anche su synth di fascia medio bassa. Forse perché le sue apparenti limitazioni costituscono proprio il suo punto di forza?

Forse perché se si ha bisogno di un suono particolarmente complesso attualmente ci sono a disposizione fior di plugin che possono svolgere questo compito e, diciamoci la verità, tra navigare in tantissime pagine di un synth hardware e quelle di un plugin forse oramai non c’e’ piu’ tanta differenza. Poi ci sono gli ibridi come il Virus TI che con la sua Total Integration può essere anche usato solo tramite il suo plugin dedicato via USB, tenendolo chiuso in una scatola (caso limite), sara’ l’età ma io sono ritornato, dopo anni di display, al bisogno di ruotare manopole! Capisco che una workstation tipo la Korg Kronos non potrebbe mai essere dotata di tutti i controlli necessari a pannello (come la maggior parte delle workstation) e mi adeguo, ma per me un synth puro ora deve essere modificabile il più possibile in tempo reale.
Cosa ha di particolare l’A1?
Partiamo dall’oscillatore (come, un oscillatore solo??), Apparentemente il synth ha un solo oscillatore, un oscillatore che pero’ ha la possibilita’ di utilizzare non solo le forme d’onda tradizionali ma anche altre piu’ complesse (tutte elencate con estrema chiarezza sul pannello del synth), interessanti le forme d’onda inarmoniche tipo Bells e quelle Formants per la generazione di sonorità vocali. Dove sta la particolarità è però nel fatto di avere varie modalità di modifica/utilizzo dell’oscillatore, ricapitolando :
Un primo encoder rotativo endless permette la scelta della forma d’onda tra le tante da utilizzare;
Un secondo encoder seleziona il tipo di modificatore da applicare all’oscillatore che determinerà quindi la sua modalità.
Un terzo controllo, questa volta tipo standard, serve a determinare la quantita’ di modificatore applicata, questa puo’ essere modulata nel tempo in automatico dall’LFO (impostabile tra l’altro anche in modalità envelope) e dal MOD ENVELOPE.

L’elenco di modalita’ e’ veramente ghiotto
Pitch : e’ possibile variare l’intonazione dell’oscillatore in modo continuo a partire da pochi centesimi di detune fino a 24 semitoni.
Shape: uno shaper che nel caso di forme d’onda formant riesce a ricreare la variazione delle vocali, nel caso di onda quadra il classico PWM.
Sync: Genera il noto effetto di sincronizzazione del ciclo tra oscillatori.
Noise: Aggiunge un noise alla forma d’onda.
Detune: Interessantissimo, serve ad aggiungere un secondo oscillatore identico al primo ma con la possibilità di intonarlo da pochi centesimi a 24 semitoni di differenza. In questo modo potremo simulare un doppio oscillatore.
Sine-Tri-Saw e pulse mix: aggiungono alla forma d’onda selelzionata una forma d’onda a scelta tra le 4 basilari a partire da -1 ottava (quindi sfruttabile com sub.oscillatore) fino a 24 semitoni.
FM: Classica modulazione di frequenza con vari intervalli o ratio.
AM: Modulazione di ampiezza.
Segue un filtro multimodo: passa alti passa banda e passa basso 12/24 dB con emulazione filtro Minimoog e Roland TB-303 con regolazione del tracking di tastiera su 4 posizioni predefinite, anche il filtro e’ modulabile dall’LFO e dal MOD ENVELOPE. Utile il controllo di DRIVE per ottenere sonorità più aggressive.
Il synth ha una sezione effetti abbastanza completa e di grande qualità, anche se non modificabile a piacimento in tutti i suoi parametri ma sempre rimanendo in un’ottica di semplicità e velocità di utilizzo. Il segnale viene trattato prima da un effetto a scelta tra flanger, chorus, phaser, ensemble, drive e ring modulator, un unico controllo determina la quantita’/velocità’ dell’effetto. Segue un delay con tap tempo o sincronizzazione in base al master clock, feedback selezionabile tra 4 quantittà, possibilità di abilitare il ping-pong (funzione da me molto gradita) e controllo dry/wet. Segue un riverbero con scelta tra 5 algoritmi con controllo dry/wet devo dire molto denso e sfruttabile. Le 3 sezioni effetti hanno il controllo separato on/off in modo da metterle velocemente in bypass.

Il Nord A1 ha due modalità : patch e performance, in modalità patch sono selezionabili 400 suoni richiamabili a scelta in uno dei quattro slot denominati A-B-C-D e completamente indipendenti anche nella sezione effetti! (a parte la polifonia che in totale non può superare le 26 voci), ciò significa che possiamo attivare uno due o anche tutti e quattro gli slot contemporaneamente, il synth suonerà in layer gli slot selezionati.
E’ possibile il copia e incolla tra gli slot in maniera veramente veloce, in più è attivabile un’utilissima funzione MULTI FOCUS con la quale è possibile editare gli slot attivi in contemporanea agendo sui vari controlli.
In modalità PERFORMANCE si hanno 200 memorie a disposizione dove salvare le configurazioni e i suoni dei quattro slot, attenzione, in memoria performance vengono salvati i suoni dei quatto slot in maniera indipendente dalle 400 selezionabili in modalità PATCH, ciò significa che possiamo editare i suoni dei quattro slot in modalità PERFORMANCE senza modificare alcun suono salvato in modalità PATCH. Riassumendo in una performance sono memorizzati tutti i suoni e gli stati dei 4 slot (attivo/disattivo), nonchè il punto di split e il master tempo (immaginate la possibilità di avere 4 slot/synth con settaggi dell’arpeggiatore indipendenti), utile anche la possibilità’ di salvare in performance quattro suoni diversi di cui solo uno attivo e, durante l’esecuzione dal vivo, passare velocemente da uno slot all’altro agendo sui quattro tasti di selezione SLOT (da notare che i 4 slot possono essere anche assegnati a 4 uscite separate mono e a canali midi in ingresso differenti).
Esiste una funzione molto innovativa che veramente non ho mai riscontrato su un synth hardware, parlo della funzione LIKE, in fase di editing/creazione di un suono se abbiamo ottenuto un risultato intermedio che ci soddisfa basta premere il tasto LIKE e il suono verra’ salvato in una memoria temporanea (sono memorizzabili fino a 50 stati), dopo aver memorizzato vari editing nella memoria LIKE potremmo richiamarli e confrontarli per poi salvare la versione del suono che più’ ci soddisfa, una sorta di storia dell’editing o undo.
Come suona l’A1?
il suono e’ convincente e in linea con gli attuali synth virtual analog in commercio, le cose che fa le può certamente fare meglio anche un Virus TI (al doppio del prezzo pero’) ma non nella stessa maniera spedita e fluida, alcune limitazioni sono proprio superate per via della facilita’ d’uso e della velocità con cui si impostano layer e split, se vi serve a tutti i costi un synth completo dalle molteplici modulazioni, a partire dalla catena di sintesi per finire con gli effetti, forse il Nord Lead A1 non fa per voi ma, se amate la semplicità, la velocità e il raggiungimento del risultato finale in brevissimo tempo non vi resta che andare nel vostro negozio di fiducia e provarlo.
Occorre considerare anche che il synth, con meno di 5 kg di peso e un ingombro ridottissimo, è l’ideale da portare in giro durante i live.

Cosa mi sarebbe piaciuto avere a bordo che manca?
Dunque, in realtà prima di acquistarlo non ci avrei pensato molto per rispondere a questa domanda, aftertouch, un display alfanumerico anche piccolo, gli inviluppi completi di sustain level, un bel delay con fade time sul’LFO, l’LFO polifonico… dopo un mese di utilizzo vi dico che queste mancanze sono piu’ sormontabili di quanto potessi immaginare, ormai solo un vecchio ricordo offuscato dalle altre possibilita’ che offre lo strumento.
Demo audio Roberto Miele
Colonna sonora: Blade Runner
Pink Floyd:One of my turns
Pink Floyd:Shine of you crazy diamond Pad
Pink Floyd:Shine of you crazy diamond
Buona musica a tutti
Roberto Miele