Quando mi è stata proposta la stesura di un articolo su un prodotto della serie Chandler, il primo impulso è stato quello di richiedere un mini mixer rack. La scelta è avvenuta sulla considerazione che la maggior parte dei lettori, come me, non può permettersi una villa a Miami o la rilevazione del “Real World” di Peter Gabriel, meglio quindi recensire qualcosa alla portata di tutti.

Sbirciando un po’ il catalogo,la mia attenzione è inevitabilmente caduta su un prodotto dalle caratteristiche interessanti:il Pre/DI Germanium. In verità, avevo già letto recensioni squisitamente realizzate,su siti inglesi e tedeschi e del fatto che questo fosse venduto ad un prezzo molto accattivante. Proprio il prezzo, infatti, ha destato maggiore curiosità:vantaggioso, forse anche troppo rispetto ad altri prodotti similari. E’ ovvio che in situazioni di questo tipo sorgano spontanei dei dubbi, il presunto timore che qualcosa di economico sia inevitabilmente sinonimo di una non eccelsa qualità, in un mercato sempre più caratterizzato da prezzi, caratteristiche e cifre. Abbandoniamo per una volta ogni infondato preconcetto, liberiamo per un attimo la mente e lasciamo parlare il suono, ascoltiamo il Germanium, lasciamolo lavorare e vediamo se ha qualcosa di diverso da raccontarci! Chandler.
Germanium
La prima sensazione che si ha guardando il Germanium è quella di una costruzione manuale/industriale,apparentemente spartana, ma con soluzioni di grande pregio, adottate per rendere la macchina più precisa,senza lesinare sui costi di realizzazione. Il nostro Pre/DI è mono e si presenta in un formato rack standard (una unità) (Fig.1). Da sinistra verso destra troviamo un selettore switch a due posizioni “up”DI in “down” MIC IN, un input “DI” in formato jack standard non bilanciato,un controllo rotativo GAIN con un’escursione a “step” che garantisce dapprima una preamplificazione lineare; continuando la corsa della manopola si ha un progressivo potenziamento armonico. Seguono quattro selettori a pulsante che ricordano le prime radio di marca “Geloso” di cui il primo in alto è il PAD di attenuazione di 15dB, il corrispondente in basso “THIC” provvede ad un arricchimento di basse frequenze (tipo loudness), il terzo pulsante alto invece corrisponde all’ alimentazione PHANTOM 48V per i microfoni a condensatore ed, in ultimo, il corrispondente pulsante in basso funge da invertitore di fase “PHASE”. Spostandoci ancora sulla sinistra troviamo un potenziometro rotativo a corsa libera denominato FEEDBACK che consente di svolgere la doppia funzione (1) di output e (2) di arricchimento delle frequenze medio-alte. Continuando, abbiamo un interruttore “push”denominato VU che permette una duplice lettura del range Vu-meter. In posizione OFF l’escursione del Vu meter va dai -12 ai +3 dB,in posizione ON l’escursione del Vu meter va dai +5 ai +20 dB. Sul retro della macchina (Fig.2) sono posti in ordine,da sinistra verso destra, un output in formato XLR, il connettore a quattro pin rigorosamente Neutrik per la giusta alimentazione esterna ed in ultimo un input sempre in formato XLR.
Descrizione alimentatore
L’alimentatore esterno si presenta in formato 1/2 unità rack (Fig.3). SIDE anteriore: rack con interruttore on/off – fusibile di protezione- led di accensione. SIDE posteriore: 2 connettori di massa (qualora dovesse occorrere la messa a terra esterna), 2 Neutrik a 4 pin per l’alimentazione fino a due unità esterne e la tri-power per l.alimentazione di rete. Attenzione!L’ alimentatore del Germanium come tutti i prodotti Chandler è da acquistare a parte, perché ognuno di essi riesce a gestire e alimentare correttamente due macchine identiche.

L’importanza della componentistica

Lo sviluppo del transistor al germanio aprì la porta ad infinite applicazioni dell’elettronica allo stato solido. Basti pensare che dal 1950 fino al 1970 circa il mercato del germanio per semiconduttori crebbe costantemente. In realtà il silicio già presentava proprietà di conduzione migliori, ma fu solo durante gli anni .70 che gradualmente sostituì il germanio; per il silicio, infatti, erano richiesti cristalli molto più puri, e non era facile la sua lavorazione in un periodo buio come quello dei primi anni del dopoguerra. Ciò nonostante, col passare del tempo il germanio (Fig.4) trovò un ideale impiego nella realizzazione di fibre ottiche per reti di comunicazioni, per sistemi di visione notturna agli infrarossi e catalizzatori per reazioni di polimerizzazione; questi tre usi hanno rappresentato e rappresentano l’85% circa del consumo mondiale di germanio negli anni Duemila. Il transistor al germanio, molto comune negli anni ‘50 e ‘60, presenta una tensione di “cut off” più bassa rispetto ad altri suoi colleghi, ha caratteristiche di maggiore sensibilità alla temperatura e, proprio per questa peculiarità, permette la costruzione di hardware di gran pregio e dal sound molto caldo e pastoso, una grana sonora assimilabile a quella di una valvola con un “punch” più presente e aggressivo. Data la rarità del materiale e dei componenti, il costo nel tempo è divenuto proibitivo e poco competitivo sia per la costruzione di pedalini che di outboard. Basti pensare che negli ultimi quattro anni il prezzo del materiale è raddoppiato passando dai circa $380/Kg del 2003 ai più di $700/Kg nel 2007. Attualmente molti musicisti cercano vecchi amplificatori e pedalini vintage proprio per ottenere quelle bellissime tonalità “fuzz” tipiche dell’era del primo “rock’n’-roll”, quel colore inconfondibile ottenibile proprio mediante l’utilizzo dei suddetti “transistors” al germanio. Dopo questa panoramica generale, vediamo come si comporta il nostro PRE/DI Chandler Limited Germanium sulle fonti sonore moderne. Non utilizzeremo per quest’articolo vecchi microfoni Telefunken o similari, quello che ci interessa è sentire come reagisce una macchina progettata negli anni ‘50 con prodotti frutto di moderne tecnologie che possono essere facilmente reperiti dalla maggior parte degli utenti. Sarà tutto oro quello che luccica? Ci troviamo a cospetto di una macchina che può dare ancora tanto anche alle generazioni moderne? Oppure è un bel Pre/DI utilizzabile per un target di musicisti o cantanti legati ad un certo tipo di esigenze timbrico-sonore? Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere ed esploriamo i punti di forza e di debolezza di questo sistema.
Voce Maschile
La voce maschile per questa prova ha un carattere tipicamente pop italico, con leggere sfumature di blues mediterraneo. Buona la rotondità, con dei medio-alti intorno ai 5000 Hz presenti ma mai esagerati ed aspri e con dei medio-bassi (dai 200ai 500 Hz) generosi ma mai intubati. Molto gradevole anche l’interpretazione aspirata, cioè quel modo di emettere le voce con poco suono e molta aria intorno. Anche in questo caso il Germanium ha restituito, con punti di esaltazione intorno ai 10 KHz, tutta l’aria tipica delle registrazioni anglosassoni. Ho notato, con gran piacere, che il nostro PRE, pur essendo costruito a stadio solido, ha un’anima dal sapore valvolare. Il Germanium è riuscito a fornire al timbro una buona dimensione e degli ottimi armonici, e come ogni sistema professionale a stato solido è riuscito a mantenere una notevole velocità di risposta ai transienti con una buona dose di “headroom” e silenziosità.
Voce Femminile
La cantante in questione (Fig.5) è una professionista, possiede grande capacità di interpretazione, ampia versatilità e un ottimo controllo sull’emissione vocale.

Le ho chiesto di eseguire svariati take, dal blues al rock, dal pop al funk. Il Germanium, in ogni situazione, è riuscito ad essere un valido compagno di viaggio dando il meglio di sé, in particolare nelle esecuzioni rock e funk. Con la manopola Gain ho potuto sperimentare varie soluzioni sempre correlate all’altro elemento rotativo, il Feedback. Si può avere a disposizione una valida tavolozza di timbri e colori sul segnale. Se spostiamo il Gain verso il Drive (Fig.6) otteniamo un segnale più marcato insieme a delle sibilanti più presenti, il timbro acquista più attacco e incisività restituendo una grana più “cattiva”. Inversamente, con il Gain al minimo e il potenziometro del Feedback a 3/4 della corsa, otteniamo un segnale molto più pulito e lineare. In entrambi i casi però otteniamo un timbro dotato di una buona risposta ai transienti con una bella prontezza capace di perforare qualsiasi MIX.

Chitarra acustica
La ripresa della chitarra acustica mediante un microfono appartiene, da sempre, ad una dimensione affascinante. Sicuramente, in questo tipo di ripresa vi è l’intenzione di catturare un momento di verità, compito di sicuro nobile ma altrettanto arduo. Ci vorrebbe, per raggiungere l’obiettivo, un microfono omnidirezionale, di quelli ultra lineari del tipo Dpa, Schoeps, magari interfacciati a preamplificatori Millenia Media, Prism Sound, Avalon serie AD; forse solo così, adoperando sapiente strategia di microfonatura, potremmo riuscire ad avvicinarci il più possibile al grado massimo di realtà. Non dimentichiamo che spetterebbe poi ad un sistema di ascolto finale di altissima qualità, posizionato in un giusto ambiente, la riproduzione di tutto il programma audio. Mettetevi l’anima in pace, tutto questo ipotetico esoterismo non potrà mai riprodurre fedelmente quel magico momento che fortunatamente rimarrà sempre unico e irripetibile. Per quello che riguarda questa prova effettuata con il Germanium (collegato ad un microfono Neumann M149 a valvole) è successo praticamente l.opposto di ciò che sopra è stato menzionato. La chitarra utilizzata per questo test è una splendida Taylor 810. Il risultato è entusiasmante ed efficace. Anche i “tweeter”dei monitor dello studio sono sembrati più sensibili, senza mai però perdere il contenuto timbrico del “range” di emissione dello strumento; bassi definiti e mai gommosi, medi centrali rotondi e coerenti. Sono rimasto molto soddisfatto di questa combinazione PRE e microfono a valvole, non nascondo che nutrivo seri dubbi sul risultato in termini di pasta sonora, ma mi sbagliavo. Il segnale processato ha perso alcuni piccoli dettagli della fonte originale ma non ho mai avuto una sensazione di impastamento o di sonorità poco chiara.
Suoni percussivi
Sia nei tamburi a pelle che nei metalli e legni il Germanium, collegato con un microfono AKG C451B, è riuscito a rivelare con grande velocità, tutti i dettagli di scena; addirittura, come avvenuto sulle chitarre acustiche, ha enfatizzato piacevolmente le risposte. Si sentiva chiaramente lo strusciare delle mani sulle pelli delle congas. Netta sia la penetrazione dello slap che la pienezza dei timbri gravi dei tamburi. I triangoli e le campane tubolari sono stati riprodotti con grande vivacità quasi come se i “tweeter” dei diffusori da cui ascoltavo fossero posizionati più in alto di ciò che vedeva l’occhio. Gli shakers e le maracas sono risultate granulose e setose, con quella plasticità che è tipica dei diffusori Martin Logan. Perfetta anche questa prova. D.I. Le prove più interessanti che ho effettuato su questo PRE/DI riguardano la sezione D.I, mi riferisco in particolare al basso elettrico e svariati tipi di chitarre, sia elettrificate che piezo. Per qualsiasi tipo di elettrificazione utilizzata, il suono ottenuto è stato sempre di grande dettaglio e dimensione timbrica, in special modo azionando il tastino Thick.

Questa opzione si sposa perfettamente con le D.I perché permette l’ottenimento di un segnale gonfio quanto basta, per niente goffo, insomma una sorta di “loudness” senza però il tipico buco sui medi centrali. Volendo fare un esempio, inserendo la chitarra Fender Stratocaster direttamente nel Germanium, senza azionare questo tastino, la pasta sonora è buona e definita ma si avverte sensibilmente la mancanza di un amplificatore. Con l’azionamento del Thick lo stesso take sembra essere riprodotto da un cabinet. Basta quindi solo un po’ più d’effetto ed il gioco è fatto. Ovviamente il risultato non è lo stesso di quello ottenibile con uno speaker-amp ma quasi non se ne avverte la mancanza. Per quel che riguarda il basso con i tasti, per ottenere il suono giusto, è bastata solo la preamplificazione senza l’utilizzo del famigerato tastino, il suono è venuto fuori corposo e ricco di attacco, mentre per il fretless, in particolare sui fraseggi acuti, il Thick è riuscito a non farlo confondere con una chitarra, donando penetrazione e profondità. Altrettanto positiva è stata la prova con il mio Fender Rhodes Mark 1 (Fig.7), forse il più affascinante e caratterizzante tra gli strumenti vintage. Il suono Rhodes è stato riprodotto con grande carattere e penetrazione senza mai snaturare la sua tipica voce.
Utilizzo Live/studio
Nell’utilizzo live mi è piaciuto moltissimo. Il Germanium è stato utilizzato con un AKG C-414, posto davanti allo speaker-amp della chitarra elettrica, devo ammettere che il risultato è stato particolarmente completo. Il 414 non faceva sentire la mancanza dei medi centrali ove risiede l’attacco della pennata, quasi come fosse ripresa con uno Shure SM57, conservando al contempo le caratteristiche di profondità dei microfoni a condensatore, tutto questo sicuramente merito del nostro preamplificatore. Anche il charleston della batteria era notevolmente presente, al punto giusto, ma mai aspro. Anche il cantante si è accorto subito, nel suo ascolto monitor tradizionale, della risposta più veloce sulla sua voce rispetto ai lenti preamplificatori del banco normalmente utilizzati. A fine serata ha testimoniato di aver addirittura avvertito meno fatica del solito, proprio grazie alla prontezza espressa dal Germanium, che ha fatto guadagnare più presenza e “headroom” riducendo, con questo tipo di efficienza, anche il brutto fenomeno del “larsen”. Non credo sia superfluo ricordare che nell’utilizzo in studio il PRE si posiziona, come di consuetudine, fra microfono e scheda audio (o convertitore se abbiamo la possibilità di investire utilmente i nostri soldi), non conviene mai frapporlo all’ingresso di un mixer dato che si perderebbero le sue caratteristiche timbriche e il suo headroom; il mixer, in questo caso, fungerebbe solo da elemento che snatura (per non dire degenera. ) il segnale audio, una resistenza passiva inutile che ci priverebbe, appunto, del colore del PRE che, invece, utilizziamo proprio per dare una particolare caratteristica timbrico-sonora alle nostre registrazioni (Fig.8).

Conclusioni finali
L’unico dispiacere è stato quello di non aver avuto a disposizione un’altra unità Germanium per poter eseguire delle prove stereo, ma va bene lo stesso. Non consiglio questa macchina come unico o principale preamplificatore nel vostro “setup” proprio per il suo carattere incisivo e marcato che non lo rende adattabile a tutti i generi musicali. La sensazione, condivisa anche con un caro amico fonico, è stata quella di un audio piacevolmente vintage in stile Abbey Road, anche se attento alle esigenze moderne, quali la convivenza col digitale.
Lo strumento riesce a scaldare anche senza la presenza delle valvole e, nello stesso tempo, con grande silenziosità, regala “headroom” e una contenuta linearità a tutto il segnale dato in pasto. La sezione D.I. è davvero eccellente, in particolare il tastino “Thick” capace di trasformare le corde di una chitarra in quelle di un basso! A parte la mia particolare esagerazione, è una funzione davvero notevole e che difficilmente potremmo eguagliare a meno che, non utilizzassimo un buon equalizzatore. E’ una sensazione diversa. Un altro plauso riguarda la scelta di alimentare il Germanium esternamente (il ché viene fatto solo su particolari outboard professionali). Precisiamo che l’alimentatore può gestire due macchine, con tutti i vantaggi che questa opzione comporta: il buon rapporto segnale rumore e l’ottima reazione alle interferenze e ai disturbi in generale. Eccezionale, infine, anche il rapporto qualità/prezzo che lo rende persino alla portata dei project studios, senza che sia necessario effettuare mutui. Esteticamente ha un look retrò, affascina subito per le sue manopole che restano sempre di agevole accesso in qualsiasi rack venga installato (studio o service audio).
Volendo scovare un difetto, c’è da dire che non è possibile utilizzare il tasto Thick senza l’attenuazione in modalità microfonica perché ciò causerebbe dei “bump” esplosivi nel segnale. Beh, comunque basta saperlo. Aggiungo che all’enorme vantaggio di silenziosità del segnale (dovuta anche all’alimentazione esterna), c’è da considerare la scomodità di portare in giro due pezzi in caso di eventuali spostamenti. Ma per voi che, come me, bada te più al contenuto che alla forma, questo è un piccolo sacrificio che si può fare.
Sguardo all’architettura interna
Il prodotto, come preannunciato, pur presentando un design molto semplice e spartano, non trascura la qualità dei componenti: sono adottate soluzioni di qualità eccelsa unite ad una tecnica costruttiva senza compromessi. Come si può notare dalla foto, sia il box esterno metallico che il circuito stampato interno (Fig.9) presentano un’adeguata schermatura alle interferenze esterne; tutto il box di colore argento (stagnato) è a tenuta external RF noise.

Effettuando un’analisi chirurgica dello strumento ho individuato una scatola nera posizionata sul circuito stampato (Fig.10) che oserei definire “magica” proprio perché è lì che risiede il cuore del sistema (ma le black box non erano prerogativa esclusiva degli aerei…?). Ovviamente, è difficile sapere con precisione cosa ci sia dentro, ma di sicuro Transistor al Germanio ovvero quei componenti vintage che, per peculiari caratteristiche di basso rapporto S/N, hanno fatto sognare generazioni, sia quanto a purezza che qualità di suono.

Sempre a riguardo della Magic Box è evidente la fattura di tipo Home-Made, pare che i transistor al Germanio posizionati nella scatola nera siano stati realizzati esclusivamente dalla “Neve” la quale, dal 1960, ha sempre sfornato prodotti di ottima qualità. La basetta del circuito presenta le piste argentate, tale filosofia produttiva risponde all’esigenza di evitare eventuali processi di ossidazione di piste, saldature e componenti; non abbiamo a che fare quindi col canonico processo anti-ossidazione realizzato laccando una pellicola trasparente su normali piste in rame, anche questa è una prova sincera di qualità senza compromessi. Si evidenziano poi due trasformatori, le cui funzioni sono, di esercitare il lavoro di adattatori di impendenza IN/OUT. Anche la basetta con i led e l’essenziale “vu-meter” sono realizzati rigorosamente a mano.
Photogallery Architettura interna Germanium
INFORMAZIONI UTILI:
Produttore: ChanderLimited
Modello: Germanium
Website: www.chandlerlimited.com
Distributore: www.feel.it
Prezzo: 1.216,00+IVA
Power Supply: 189,00 + IVA
Alla prossima recensione