News in casa Arturia: arrivano i “3 compressors”

Giuseppe Marrazzo

News in casa Arturia: arrivano i “3 compressors”

Da qualche tempo a questa parte, Arturia si sta dedicando non solo alla realizzazione dei software instruments, ma anche ai software effects. Di recente ha lanciato sul mercato 3 compressori “old school”, ispirati a 3 hardware in particolare.

Avremo a che fare con le ennesime emulazioni vintage oppure con un qualcosa di inedito e/o innovativo?

Ve li presento singolarmente.

Comp FET-76

Dal nome si può subito intuire che si tratta di un emulazione dell’iconico compressore FET (Field Effect Transistor) UREI 1176, nato alla fine degli anni ’60, che non ha sicuramente bisogno di grosse presentazioni, considerando il fatto che stiamo parlando di un industry standard, per quanto riguarda l’ambito della registrazione e del mixaggio.

Questo compressore è noto perché ha dei tempi d’attacco veloci, ed è reattivo nella risposta, se settato in un certo modo.

Negli anni sono state introdotte varie revisioni di questa macchina, identificabili in base ai look differenti delle interfacce. Tuttavia farò comunque riferimento esclusivamente al modello che propone Arturia.

COMP FET-76: l’interfaccia principale

Come sull’hardware originale, i controlli di attacco e rilascio sono al contrario: in senso orario (FAST) velocizzo l’attacco e/o la release, mentre in senso antiorario (SLOW) rallento.

Con INPUT stabilisco quanto materiale audio deve entrare nel compressore, aumentando inoltre il livello; quindi bisogna necessariamente compensare il tutto con OUTPUT.

Per ottimizzare questa operazione posso linkare i due controlli, cliccando sulla vite a taglio posta al centro; in questo modo cerco di mantenere costante il volume percepito durante le regolazioni.

Ci sono i classici bottoni della RATIO (4-8-12-20) che tipicamente si possono incontrare quando si ha a che fare con emulazioni di questo tipo.

Quando attivo ALL è come se li schiacciassi tutti insieme: entra in gioco una modalità, per mezzo della quale il compressore assume un carattere esplosivo, fortemente reattivo, e la distorsione è praticamente dietro l’angolo.

Lavorando in questo modo posso conferire una certa aggressività alla traccia, immaginando di usare questo plugin come una sorta di saturatore/distorsore, che può anche distruggere il suono.

Urei 1176 hardware

Da notare che non c’è il controllo della threshold, e questa cambia in base alla ratio che scelgo; bisogna quindi fare riferimento solo alla manopola INPUT.

C’è la possibilità di poter monitorare il segnale in ingresso/uscita, tramite VU meter, oppure monitorare la classica gain reduction.

In fondo a destra si trova il classico controllo MIX, non presente sull’hardware originale, che può tornare utile quando si vogliono effettuare delle compressioni parallele in maniera veloce.

A causa della limitazione fisica riguardo i tempi d’attacco, questo compressore non è in grado di salvaguardare totalmente i transienti. Molto dipende dal materiale audio con cui sto lavorando; per essere precisi, dal suo inviluppo e contenuto spettrale. In altre parole, non posso pretendere di tirar fuori dalle tracce, la classica “mazzata”, ma tutt’al più posso salvaguardare lo “snap”.

Per quanto riguarda la release, posso arrivare ad ottenere dei tempi veloci, e rendere il compressore particolarmente reattivo, specialmente se lavoro nella modalità ALL. Ho inoltre la possibilità di salvare velocemente due preset (A – B); non tantissimi, ma alle volte sono più che sufficienti per decidere quale settaggio scegliere.

L’interfaccia secondaria: ADVANCED MODE CONTROL PANEL

Cliccando sulle due frecce in alto a destra compare una seconda interfaccia, che va ad aumentare le dimensioni generali della finestra. Qualora questa cosa dovesse rappresentare un problema, in termini visivi, è possibile ridimensionare l’interfaccia totale del plugin, cliccando in alto a sinistra, accedendo al menù dedicato. Molto dipende anche dallo schermo che si utilizza, in termini di dimensioni, e dalla risoluzione adottata.

COMP FET-76: l’interfaccia secondaria

Grazie a dei controlli avanzati gentilmente offerti da Arturia, è possibile modificare (senza troppe pretese) il comportamento naturale del compressore.

Posso utilizzare anche un sidechain esterno, lavorare in modalità LINKED o DUAL, cosa che può tornare utile quando si ha a che fare con tracce stereo. Inoltre c’è la modalità REVERSED, dove la detection del canale sinistro pilota la compressione del canale destro e viceversa. I canali vengono comunque trattati separatamente.

E’ possibile inoltre comprimere solo il MID o il SIDE, quindi non possiamo processarli insieme, caricando una sola istanza del plugin.

Un controllo particolarmente curioso è TIME WARP: possiamo vederlo come una sorta di “look-ahead”, se regolato in senso antiorario. E’ un parametro che tipicamente possiamo trovare nei limiter e in alcuni compressori.

Il dispositivo in pratica anticipa l’azione di X millisecondi, tendendo in questo modo a tenere sotto controllo, in maniera decisa, i transienti del materiale audio.

Regolandolo invece in senso orario non si parla più di look- ahead, ma di una funzione opposta, grazie alla quale il compressore, ritardando l’azione di X millisecondi, è in grado di conferire uno snap/punch aggiuntivo alla traccia, recuperando una certa dose di transienti. Il tutto può essere settato in congiunzione con il controllo ATTACK.

C’è poi un SIDE-CHAIN EQUALIZER, abbastanza fornito, costituito da un passa alto e passa basso, più una campana. Grazie a questo equalizzatore posso modificare la detection originale del compressore, portandolo a reagire in maniera decisa a certe frequenze rispetto ad altre, e/o posso escludere una precisa gamma di queste dalla detection. È possibile anche ascoltare il side chain isolato, cliccando su LISTEN.

Oltre alla ratio posso controllare anche COMPRESSION RANGE, imponendo al dispositivo una limitazione sul massimo numero di dB che può comprimere. Settando questo controllo a 0 dB, è come se stessi lavorando con una ratio di 1:1 (nessun bottone attivato).

In pratica non c’è nessuna compressione, ma i controlli di input e output lavorano comunque, ed è qui che entra in gioco un’altra caratteristica: la possibilità di usare questo plugin per colorare il suono, nonché per aggiungere armoniche, andando a sovraccaricare lo stadio d’ingresso. Si ottengono delle sonorità simili a quelle di un clipper, dovute alla particolare tecnologia di questo dispositivo. La colorazione è comunque presente, anche quando si lavora FULL range. La “non linearità” di certo non manca.

In basso c’è la possibilità di calibrare il VU meter, un comodo indicatore della CPU, e un interruttore di BYPASS interno, che evita il più possibile quei fastidiosi click/pop, tipici del bypass esterno.

Certamente non posso definirlo compressore “trasparente”; si può comunque provare a fare un intervento pulito, senza velocizzare troppo i tempi di attack/release, lavorando con una ratio bassa, e soprattutto, senza esagerare con l’input, onde evitare di andare in distorsione evidente; quindi una compressione tendente a salvaguardare i transienti e l’integrità timbrica del segnale.

Per tutto il resto, parliamo di un compressore in grado di inibire i transienti in maniera evidente, che può conferire armoniche al segnale, specialmente quando si lavora con input alto o comunque quando viene coinvolto molto materiale audio. Questo modello viene anche chiamato PEAK LIMITER, proprio per il fatto che ha un azione veloce, che tende a contenere i picchi del segnale.

Bisogna tenere in considerazione, la saturazione introdotta dallo stadio di compressione, e quella dello stadio d’ingresso; senza dimenticare la modalità ALL, che è un po’ il cavallo di battaglia dell’1176. I controlli aggiuntivi non fanno che aumentare la versatilità di questo plugin, già buona di partenza.

L’azienda era sicuramente cosciente del fatto che sul mercato ci sono svariati competitor, che propongono emulazioni di questo tipo. Infatti ha giocato molto sull’innovazione, offrendo varie funzionalità aggiuntive, e inoltre, ha cercato di catturare più dettagli possibili dall’hardware originale, specialmente per quanto riguarda le colorazioni.

Comp VCA-65

In questo caso abbiamo a che fare con l’emulazione dello storico DBX 165A, a dire il vero, non molto popolare in ambito software. Sul mercato ci sono varie emulazioni del fratello 160, e quasi nessuna del 165 A; evito di nominare i competitor per ovvi motivi.

È un compressore di tipo VCA (Voltage Controlled Amplifier), che, rispetto al modello analizzato precedentemente, ha una detection della dinamica di tipo RMS.

Dovremmo aspettarci, almeno sulla carta, un comportamento meno “fiscale” per quanto riguarda i transienti.

COMP VCA-65: l’interfaccia principale

Ci sono i classici controlli, THRESHOLD e ratio; quest’ ultimo denominato COMPRESSION.

Il dispositivo può lavorare anche nella modalità AUTO: il suono ricorda un po’ quello del fratello 160, cioè, una compressione mediamente pulita, con attacco snap /punch e rilascio moderato.

Lavorando manualmente posso ottenere dei tempi d’attacco e rilascio abbastanza vari, quindi ottenere ad esempio, compressioni dense e ricche di armoniche, o che tendono a salvaguardare i transienti.

In questo caso non c’è uno stadio d’ingresso sovraccaricabile, ma c’è un limiter di tipo “analog”, disattivabile, posto dopo la sezione di OUTPUT GAIN, quindi post compressore. Può esser utilizzato come una sorta di clipper/saturatore, aggiungendo quindi ulteriori armoniche, o per bloccare i transienti più ostili.

In generale ho riscontrato un comportamento più “snap” rispetto al modello analizzato poco fa, quindi un compressore più predisposto a salvaguardare/enfatizzare gli attacchi.

L’interfaccia secondaria è molto simile a quella analizzata poco fa, con alcune modifiche.

COMP VCA-65: l’interfaccia secondaria

Oltre al side chain esterno, è possibile attivare quello manuale: automatizzando il tasto MAN, posso creare degli effetti di pumping, senza l’ausilio di una traccia esterna.

Per quanto riguarda la detection M/S: si può processare (solo) il side, utilizzando il mid per pilotare il compressore (MID>SIDE), oppure viceversa (SIDE>MID). Direi che sono delle modalità abbastanza curiose e creative.

Posso dire che è un compressore altrettanto versatile, a mio avviso, anche un po’ di più rispetto al precedente, con cui comunque non si possono ottenere le sonorità dell’1176, come ad esempio, quelle della modalità ALL, oltre al fatto che le tecnologie in gioco sono differenti; senza dimenticare che il 165A ha una detection di tipo RMS.

I controlli aggiuntivi, anche in questo caso danno una marcia in più, incrementando la versatilità.

Comp TUBE-STA

Siamo di fronte a una rarità, specialmente in campo software, in quanto i competitor scarseggiano anche in questo caso.

Abbiamo a che fare con l’emulazione di un altro compressore vintage (anni ’50), di tipo valvolare (vari MU), che veniva utilizzato in ambito broadcast: il Gates STA-LEVEL.

COMP TUBE-STA: l’interfaccia principale

Non c’è il controllo della threshold, bisogna quindi far riferimento all’ INPUT, tra l’altro, linkabile all’ OUTPUT.

La ratio, come in ogni classico compressore vari MU, è variabile. Vale a dire: più materiale audio viene coinvolto, aumentando l’ingresso, e più questa aumenta.

Rispetto agli altri due compressori, la risposta è generalmente più lenta e la regolazione dell’attacco è vincolata alla manopola a tre scatti, denominata MODE.

In pratica: SINGLE corrisponde ad attacco lento (passano i giusti transienti), DOUBLE, attacco medio e TRIPLE, attacco veloce.

La release si regola invece tramite il controllo RECOVERY TIME, e non è possibile mediamente ottenere dei tempi veloci.

Ha una sonorità di tipo “warm”, e la saturazione non è di certo un optional, specialmente quando si lavora con tracce ricche di basse frequenze. Bisogna tener conto, come per il modello FET-76, della saturazione introdotta dallo stadio d’ingresso, e di quella dello stadio di compressione; parliamo comunque di armoniche differenti, considerando che, uno ha una tecnologia di tipo FET, mentre l’altro è un valvolare.

L’interfaccia secondaria non è proprio simile a quelle precedenti, in quanto mancano dei controlli.

COMP TUBE-STA: l’interfaccia secondaria

 

Sono assenti TIME WARP e COMPRESSION RANGE, che mi aspettavo di trovare anche in questo modello.

Il primo potrebbe migliorare la gestione dei transienti, come spiegato precedentemente, considerato anche il fatto che ho soltanto 3 tempi di attacco a disposizione.

Grazie al secondo , potrei utilizzare una ratio virtuale di 1:1, e sfruttare solo lo stadio d’ingresso, magari per colorare il suono senza comprimerlo necessariamente.

Posso sopperire a quest’ultima cosa, utilizzando in maniera fittizia, il side chain EXTERNAL : in questo modo la detection non lavora, ma input e output sono attivi.

Spero comunque nell’aggiunta di questi controlli (specie il time warp), magari in un aggiornamento futuro.

Avete sicuramente capito che questo compressore non brilla di certo per versatilità, specialmente se lo confrontiamo con gli altri due. L’utente però non deve limitarsi a giudicare un plugin in base alla versatilità, anche se questa può tornare utile in varie situazioni.

Ho avuto modo di confrontare questo modello con un competitor, e posso sicuramente dire che questa emulazione è più completa, sia per quanto riguarda i controlli aggiuntivi, e sia per quanto riguarda le colorazioni sonore.

Arturia anche in questo caso ha provato a sbancare la (poca) concorrenza, puntando sull’innovazione e sull’accuratezza sonora.

Latenza e consumi CPU

Ognuno di questi plugin ha svariati sample di latenza, ma la cosa non mi ha per niente preoccupato; oltretutto non dimentichiamoci che c’è il classico l’interruttore di bypass interno.

I modelli FET-76 e VCA-65 rientrano nella categoria dei “plugin a basso consumo CPU”, mentre il TUBE-STA ha un consumo pari al doppio; rientra quindi nella categoria dei “plugin a medio basso consumo CPU”.

I programmatori mi hanno riferito che il tube-sta ha un consumo maggiore, perchè l’algoritmo utilizzato è più complesso.

Per approfondimenti riguardo le categorie dei plugin in base all’utilizzo della CPU, vi rimando ai primi due articoli che ho scritto per questa rivista. Troverete varie informazioni consultando le sezioni apposite.

Considerazioni personali

Al di là di quello che dicono i manuali, è buona cosa testare questi compressori su più sorgenti, tenendo conto del comportamento, della colorazione sonora e delle naturali limitazioni fisiche, versatilità inclusa.

La compressione non è una scienza esatta, ma è una questione di situazioni e di pratica, che nel tempo si trasforma in abitudine.

Ecco perché molti addetti ai lavori preferiscono su particolari tracce, delle tipologie di compressori rispetto ad altre. Non conoscono nessuna formula segreta, ma semplicemente hanno condotto degli esperimenti, che gli hanno consentito di portare avanti negli anni, una certa “filosofia” sonora.

Questi plugin non devono essere visti come i classici compressori trasparenti digitali “tuttofare”, perché di natura hanno un DNA ben preciso. Tuttavia riescono bene o male, ad adattarsi un po’ a tutte le situazioni, specialmente quando si ha a che fare con materiale audio non troppo complesso.

Conclusioni

Ciascun plugin costa 99 euro, mentre tutto il pacchetto costa 199 euro (IVA inclusa); una cifra onesta direi, data la qualità dei prodotti in gioco e quello che offrono. Tirando le somme:

  • Tutti i compressori hanno un suono convincente, migliore di altri competitor.
  • Il consumo di CPU è relativamente basso.
  • I controlli aggiuntivi sono sinonimo di innovazione e versatilità.
  • Le colorazioni sonore di certo non mancano, per cui, questi prodotti sono sicuramente consigliati a coloro che sono alla ricerca di plugin che conferiscano carattere al suono.

Spero in quell’upgrade dell’interfaccia secondaria e magari anche in un ottimizzazione della CPU, per quanto riguarda il modello TUBE-STA; del resto, queste sono state le uniche cose che non ho gradito molto, nonostante il compressore suoni comunque bene.

È possibile inoltre testare i prodotti in versione DEMO, gratuitamente, oppure ascoltare gli audio samples, direttamente dal sito del produttore.

Per oggi è tutto, alla prossima.

Giuseppe Marrazzo

Link dei prodotti

Arturia COMP Fet 76

Arturia COMP – VCA 65

Arturia COMP – TUBE-STA

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Tecnico del suono freelance , tester software audio , diplomato in elettronica e telecomunicazioni. https://www.linkedin.com/in/giuseppe-marrazzo-1ba547146/
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