Fin dalla nascita il nostro cervello ha grandissime potenzialità e gli anni della prima infanzia sono importantissimi per lo sviluppo delle aree cognitive ed emozionali poiché determinano il comportamento e la capacità di relazionarsi con l’ ambiente circostante. Ci si chiede quale ruolo possa avere la musica nel favorire tali capacità. Si sa da studi scientifici che le aree del cervello preposte all’elaborazione della musica sono varie e necessitano di numerose operazioni cognitive quotidiane.

Ascoltare musica fin da quando si è nel grembo materno (la voce stessa della mamma in quel caso è musica rassicurante e confortante), suonare uno strumento musicale, arricchisce perciò i circuiti cerebrali? In molti si sono posti tale domanda e poiché le risposte, giunte attraverso lo studio comparato tra chi si era avvicinato fin da piccolo al mondo della musica e chi no, sono risultate interessanti e positive si è pensato di agevolare un simile percorso virtuoso,rendendolo patrimonio comune a disposizione di bambini e genitori. Ecco perché, come genitore attento alla formazione e alla crescita del proprio piccolo, mi sono rivolto ad un docente dell’associazione “Musica in culla” che segue una metodologia educativa avente come fondamento l’apprendimento musicale, motorio ed espressivo per i bimbi nell’età della prima infanzia e prevede, inoltre, un’interazione triangolare bambino-docente-genitore. Tale metodologia trova le sue radici nell’esperienza di Edwin Gordon (1988), continua con gli studi di approfondimento di Beth Bolton cui si riferisce l’esperienza Italiana attivata grazie a Paola Anselmi, fondatrice del Progetto Musica in Culla che darà vita poi all’Associazione Nazionale di cui La Fabbrica del Divertimento fa parte. Alle attività rivolte ai bambini si affiancano corsi di formazione ed aggiornamento per operatori ed educatori a livello nazionale ed internazionale.
Conversazione con il docente del Corso “Musica in Culla” della scuola “La Fabbrica del Divertimento NA” Dott. Antonio Ascione.
A.C. Può descriverci quali sono gli obiettivi educativi che si pone il vostro corso?
A.A. Nel percorso di Musica in Culla utilizziamo il linguaggio musicale come un elemento che possa contribuire allo sviluppo cognitivo e socio-affettivo del bambino. Non meno importante è l’obiettivo di accompagnare il bambino in un percorso di autonomia, sia musicale che emotiva, attraverso l’ascolto e l’accoglienza. Il percorso si propone di sviluppare la musicalità di ciascun bambino valorizzando l’ascolto empatico, l’attenzione, l’esplorazione sonora. Nella nostra struttura, La Fabbrica del Divertimento, che è membro dell’Associazione Internazionale Musica in Culla, diamo uno spazio fondamentale alla musica, attivando percorsi per le diverse fasce di età, tra cui Musica di Latte per la fascia 0-3.

A.C. Qual è il percorso formativo che attuate?
A.A. L’apprendimento musicale avviene attraverso il coinvolgimento fisico, emotivo e creativo di tutto ciò che alla musica si riferisce: il gioco, il movimento, il corpo, il canto, il suono, il silenzio, l’ascolto. Gli educatori musicali fungono da modelli, da “facilitatori” nel processo di apprendimento del linguaggio musicale. Durante il percorso vengono proposte dal vivo melodie in vari modi (maggiore, minore, dorico, misolidio, lidio, frigio, locrio, multitonale) e vari metri regolari e irregolari. Questo per ampliare il ventaglio di stimoli musicali che nel tempo il bimbo può assimilare ed elaborare con le sue personali modalità. Proposte ricche ritmicamente, con accompagnamenti armonici contribuiscono“affinchè al bimbo non arrivi solo la superficie della musica, ma la sua sintassi”.
A.C. Qual è la metodologia di riferimento?
A.A. La metodologia di riferimento è Musica in Culla che riguarda l’apprendimento musico-motorio-espressivo dei bambini in età neonatale e prescolare. La metodologia affonda le sue radici in alcuni dei principi base della Music Learning Theory di Edwin Gordon e si sviluppa intorno ai successivi approfondimenti e ricerche di Beth Bolton e i contributi del comitato scientifico italiano della Associazione Internazionale “MUSICA IN CULLA” ® grazie soprattutto al contributo di Paola Anselmi, fondatrice del progetto.
A.C. Qual è la scansione modulare degli incontri?
A.A. Nella nostra struttura il corso è articolato in un incontro settimanale, della durata di circa 45 minuti, da metà Settembre alla fine di Maggio.
A.C. Quali sono gli strumenti didattici utilizzati all’interno del corso?
A.A. Prioritariamente voce e corpo. Vengono inoltre utilizzati materiali quali fazzoletti colorati, cuscini, foulard, grandi teli, piccoli strumenti musicali adatti alla manipolazione da parte dei bambini.
A.C. Una particolare attenzione avviene per i bambini diversamente abili?
A.A. Certamente. I principi di ascolto attivo, accoglienza, gradualità e flessibilità delle proposte musicali, incentrate sull’attivazione delle risorse di ciascuno, fa sì che si concretizzino sempre processi di integrazione. Va detto comunque che trattandosi di una metodologia educativa e non di un percorso di Musicoterapia – con la quale vi sono in ogni caso molte premesse concettuali e applicative analoghe – è sempre opportuna la collaborazione con professionalità adeguate (musicoterapisti, psicologi, neuropsichiatri infantili) affinchè si possa valutare al meglio ogni singola situazione.
A.C. Il percorso musicale da voi proposto mira ad essere un anticamera dell’ approccio allo strumento o ha una sua autonomia didattica?
A.A. La metodologia ha una sua autonomia didattica. Il percorso non è pensato come propedeutico all’apprendimento di uno studio strumentale. Certamente in molti casi i bambini continuano il loro percorso nell’affascinante mondo della musica. E sicuramente un simile approccio favorisce lo sviluppo di capacità squisitamente musicali. E questo sviluppo matura, almeno per quel che ci riguarda, nell’alveo di tutte quelle metodologie per le quali la musica si fa e non si scrive, quantomeno non in prima battuta (es. Metodologia Orff, Dalcroze ecc.)
A.C. All’interno del vostro percorso musicale prevedete anche l ‘utilizzo della psicomotricità?
A.A. Intesa come attività codificata così come la conosciamo, no. Il percorso non prevede la presenza di uno psicomotricista. Sicuramente però Musica in Culla basa l’apprendimento musicale proprio sullo sviluppo delle potenzialità musico-motorio-espressive dei bambini. Pertanto il corpo nella sua interezza è parte di questo percorso, la musica viene vissuta e appresa anche e soprattutto attraverso il contatto tattile e attività di movimento man mano che i bambini crescono.

A.C.In che modo coinvolgete i genitori nella vostra attività didattica?
A.A. I genitori hanno una parte fondamentale nel percorso. In quanto principali figure di riferimento e accudimento per i bambini, danno sicurezza ai piccoli e potenziano gli stimoli degli operatori musicali. Pertanto cantano e fanno le varie attività musicali insieme agli operatori, in un processo di coinvolgimento graduale e spontaneo. Se un bimbo vede mamma e papà piacevolmente coinvolti in prima persona, recepisce il messaggio che l’ambiente intorno a sè e le cose che si vanno a fare sono “Ok”.
A.C. Quali sono le qualifiche professionali ed umane che sono richieste ai vostri docenti?
A.A. E’ necessario aver svolto il corso di Musica in Culla a Roma, dove è possibile apprendere in maniera sia teorica che pratica la metodologia e acquisire quindi tutte le competenze necessarie, anche e soprattutto dal punto di vista pedagogico, per poter interagire musicalmente ed emotivamente con bimbi così piccini. Oltre alle caratteristiche squisitamente tecniche infatti, è importantissimo essere dotati di grossa capacità empatica e conoscenza dello sviluppo evolutivo dei bimbi.
A.C. Quanti bambini accogliete nei vostri gruppi di lavoro?
A.A. Mediamente 10/12 bambini con rispettivi genitori.

A.C. Cosa ne pensate del metodo Orff e simili?
A.A. L’Orff Schulwerk, noto in Italia come “metodo Orff” ma che in realtà è una linea pedagogica più che un metodo vincolato da regole rigide, è alla base della nostra formazione. Tra l’altro, per essere operatori di Musica in Culla, bisogna aver frequentato almeno un anno del Corso Orff. Il principio secondo il quale “La musica si ‘impara’ traducendo in concreto il proprio bisogno di viverla fisicamente ed emotivamente, così che essa contribuisca alla nostra formazione e crescita globale come individui” è alla base del nostro pensiero musicale.
INFORMAZIONI UTILI
Musica in Culla
Presidente: Paola Anselmi
www.musicainculla.it

La Fabbrica del Divertimento (membro dell’Ass.Internaz. Musica in Culla-Music in Crib)
Referente: Paola Del Giudice
www.lafabbricadeldivertimento.it
