Il sound designer, o progettista del suono, è una particolare categoria creativa: il suo lavoro non si vede, ma si sente ed è questo l’importante.
Egli realizza quella che E. Satie definì “Musica d’arredamento” ovvero una musica che vanifica i rumori del mondo esterno che sfacciatamente si insinuano nell’opera. Principalmente armato di microfono e computer svolge il compito di creare suoni o effetti sonori da collocare all’interno di una produzione musicale o partecipare ad una performance in qualità di artista.
Un progettista del suono fonde in se diverse competenze: in primo luogo deve essere esperto di scienza del suono, di tecnologia hardware e software, avere una conoscenza dell’evoluzione storica del suono ed una buona conoscenza della teoria musicale.
Storicamente possiamo affermare che i primi sound designer furono i futuristi, in particolare Luigi Russolo che concepì la macchina intonarumori, strumento formato da un parallelepipedo di legno con un altoparlante di cartone nella parte anteriore. Il suonatore premendo bottoni e leve mette in funzione il macchinario e ne controlla le dinamiche.

All’interno dello strumento ci sono lastre di metallo, ingranaggi e corde metalliche che venivano fatte vibrare. Le tensioni delle corde erano modificate dal suonatore che, glissando sulla corda, generava note. A seconda del rumore generato, gli strumenti venivano classificati per famiglie: crepitatori, gorgogliatori, rombatori, ronzatori, scoppiatori, sibilatori, stropicciatori e ululatori; ciascuna delle quali a sua volta comprendeva i registri di: soprano, contralto, tenore e basso.
Arrivando rapidamente ai giorni nostri uno tra i più noti designer è certamente Brian Eno, che fra le innumerevoli creazioni ha composto il jingle che milioni di persone odono ogni volta che avviano Windows.
Possiamo distinguere tre tipologie di industrie dove il sound designer può trovare impiego ovvero: broadcast, che racchiude in se cinema, televisione e podcasting; industria multimediale comprendente comunicazione, web, telefonia e videogiochi; infine l’industria musicale in cui si racchiudono performance live, programmazione di strumenti musicali, creazione di librerie sonore e creazione di nuovi strumenti musicali.

L’industria broadcast
Il settore più prolifico per il lavoro di un sound designer è rappresentato dall’industria broadcast. In Italia, rispetto ai paesi anglosassoni, vi è una conoscenza abbastanza ristretta in rapporto a questo mestiere ed essenzialmente il lavoro realizzato per le immagini è affidato ad un montatore, figura professionale tecnica che affonda le proprie radici nella storia del cinema italiano. Il montatore unisce i suoni provenienti dalla presa diretta e dall’operato dei rumoristi (fooley) con quelli prelevati da librerie sonore.
Le grandi produzioni d’oltreoceano ci hanno dato un’idea differente di cosa vuol dire creare il suono per le immagini, basta citare grandi designer che hanno contribuito notevolmente al successo di film come Ben Burtt per Star Wars, ET; Gary Rydstrom per Jurassik Park; Dane Davis per Matrix; Ethan Van Der Ryn per Il Signore degli Anelli; Walter Scott Murch per Apocalipse Now. Se oggi risulta abbastanza facile realizzare suoni complessi in quanto la tecnologia ci consente di ottenere veloci elaborazioni che richiedono anche poco investimento economico, ciò non valeva per i grandi film degli anni ’70 e ’80 che hanno richiesto un lungo lavoro di preparazione ed un utilizzo anche pioneristico della tecnologia allora presente.

Un esempio può essere rappresentato dagli effetti sonori usati per la saga di Star Wars in cui il suono delle spade laser, venne realizzato combinando il suono emesso da un vecchio cineproiettore con quello di un’interferenza prodotta da un televisore; per ottenere poi il cambiamento di pitch delle spade. Ben Burtt indirizzò il suono ad un altoparlante registrandolo con un microfono in movimento in modo da generare l’effetto Doppler per simulare una sorgente sonora in moto. Concludendo possiamo affermare che è fondamentale, per diventare un buon sound designer, imparare a maneggiare le varie tecniche e tecnologie, acquisendo una buona cultura storica del sonoro per immagini e soprattutto facendo molta pratica magari cercando di risonorizzare scene di film di vari generi: horror, azione, animazione, drammatico, thriller, comedy.
L’importante è che il lavoro si senta!