Da sempre, la nostra attenzione si è concentrata sulle musiche di cultura occidentale perché sono quelle che conosciamo meglio e che sentiamo più vicine a noi. E se vi dicessimo che, al giorno d’oggi, la musica giapponese sta assumendo un ruolo sempre più importante nella nostra cultura?
- Negli anime la musica ha 3 ruoli principali:
- L’importanza della soundtrack
- Video L’s Theme
- Video Dragon Ball Super
- L’opening e l’ending. Che cosa sono?
- Sigla Attack on Titan
- Testo
- Naruto Shippuden OP/Opening 3 60FPS
- JoJo no Kimyou na Bouken Creditless Ending 1
- I compositori più celebri e i loro maggiori successi
- Devilman – Crybaby
- A Silent Voice soundtrack
- Attacco dei Giganti
- Sigla italiana vs sigla originale
- Video Doraemon
- Sigla Lupin
- Il copyright negli anime
- Conclusioni
La musica è un aspetto che può caratterizzare qualunque opera d’arte (pittorica, cinematografica, teatrale, letteraria) e contribuire al suo successo come al suo fallimento. Nell’articolo di oggi vi porteremo in un viaggio alla scoperta dell’importanza di questa componente espressiva nella cultura giapponese, nello specifico degli anime. Andremo ad analizzare alcuni brani, scopriremo alcuni dei più importanti compositori di questo campo e comprenderemo il motivo per il quale in Italia le sigle degli anime sono diverse rispetto a quelle originali. Cosa sono gli anime e i ruoli principali coperti dalla musica Innanzitutto, partiamo col dire che gli anime sono cartoni animati giapponesi che noi occidentali tendiamo a differenziare dai nostri perché le tecniche utilizzate nella loro realizzazione sono molto diverse rispetto a quelle dei cartoni tradizionali (sul quale però non ci soffermeremo in questo articolo).
Negli anime la musica ha 3 ruoli principali:
1. l’opening, ovvero la sigla di apertura;
2. l’ending, ovvero una sigla diversa da quella iniziale che ha il ruolo di chiusura;
3. la soundtrack, cioè la musica che ha la funzione di sottofondo durante le scene.
L’importanza della soundtrack
La soundtrack ha un ruolo fondamentale perché riesce a far percepire una grande quantità di emozioni durante una scena (di qualsiasi tipo essa sia, sentimentale, di combattimento ecc..). Di conseguenza, possiamo dedurre che la musica, sia con le parole che con le note, ha la capacità di far empatizzare lo spettatore con i personaggi facendogli provare le sue stesse emozioni. In Giappone, inoltre, la composizione di questa musica è considerata una vera e propria arte. Dopo questa introduzione generale, andiamo a parlare più nello specifico delle caratteristiche e dei compositori più celebri di questa disciplina. Una persona che vede gli anime riesce ad abbinare ad un determinato momento o personaggio un brano. La caratteristica fondamentale, infatti, che un brano deve avere è la riconoscibilità, cioè l’associazione istantanea tra la musica e le immagini. Ad esempio, se uno spettatore ascolta un determinato brano che viene inserito dopo una scena strappalacrime, quest’ultimo collegherà inconsciamente il brano in questione a situazioni negative e anche il solo ascolto lo porterà a provare forti emozioni. Questo fenomeno, però, può verificarsi anche tra la musica e un personaggio. Una soundtrack che è divenuta leggendaria per il personaggio al quale è stata associata è il “Tema di L” (L’s theme), proveniente dall’anime di “Death Note”.
Video L’s Theme
Ascoltando il brano, nell’intro possiamo notare il pianoforte e la chitarra elettrica che eseguono la melodia iniziale e vengono accompagnati da un groove di batteria. Dopo circa un minuto e venti giunge il ritornello, dal carattere molto orecchiabile, che senza dubbio è la parte più celebre della canzone. La soundtrack si sposa alla perfezione con ciò che sta raccontando l’anime, trasmettendo tensione e soprattutto rendendo più coinvolgente la scena della lotta mentale tra Light e L, acerrimi rivali. La parte eseguita dal pianoforte rappresenta L, mentre quella eseguita dalla chitarra rappresenta Light. Tramite l’unione di queste melodie si riesce a rendere il brano perfetto come sottofondo della scena, riuscendo così a far emozionare lo spettatore. Il termine giusto con il quale si può definire questa trasmissione di emozioni è il cosiddetto “contagio emotivo”. Ci sono molte altre musiche che trasmettono questo “contagio emotivo”, per esempio una soundtrack proveniente da Dragon Ball Super, che fa da accompagnamento alle azioni del protagonista.
Video Dragon Ball Super
Ascoltando il brano, possiamo dividerlo in tre parti:
1– La prima parte, ovvero l’inizio, si può racchiudere in una singola frase: “La quiete prima della tempesta”. Infatti, troviamo gli archi e un synth che eseguono il tema iniziale che è di carattere adagio;
2– Nella seconda parte, che inizia dopo quasi un minuto, si entra nel vivo della composizione. Da qui il ritmo della musica si incalza: troviamo infatti la batteria, la chitarra elettrica e il basso che iniziano a suonare una melodia dal carattere energico. Questa parte fa da sottofondo alla scena del combattimento tra Goku & Jiren ed è perfetta perché con il suo carattere incalzante riesce a coinvolgere molto lo spettatore che sta guardando la scena.
3– Infine abbiamo l’ultima parte, che inizia circa al terzo minuto e nel quale troviamo un assolo di chitarra elettrica che continua fino alla ripresa del tema per poi concludersi. L’assolo descrive il momento più pericoloso per Goku che sembra cedere, ma che poi si riprende perché vuole vincere il combattimento.
L’opening e l’ending. Che cosa sono?
Dopo aver parlato della soundtrack, andiamo ad approfondire le opening e le ending: nel caso specifico non parleremo solo del significato delle due, ma le confronteremo anche con le sigle italiane. L’opening, che per noi italiani corrisponde alla sigla, ha il ruolo d’apertura dell’anime mentre l’ending quello di chiusura. Il testo è strettamente collegato alla trama, anche se non sempre è esplicito perché si usano le metafore. Lo stile caratteristico di questi brani è molto variegato: si parte dal genere classico fino ad arrivare al rock. L’opening, oltre a ricoprire il ruolo di apertura, ci presenta anche i personaggi principali, la qualità delle animazioni e un pizzico della storia dell’anime. Ed è proprio per questo motivo che molte volte l’opening viene saltata per paura di ricevere uno spoiler. Questo, però, è un errore perché anche loro fanno parte dell’opera. Molte volte anche l’ending viene accantonata, non per spoiler, ma perché per lo spettatore sono solo come titoli di coda, però per questo si va a perdere una parte importante dell’anime; per questo motivo bisogna vedere l’anime dall’inizio alla fine. Le opening e le ending cambiano per ogni stagione di un anime, ma molto spesso possiamo trovare dei cambiamenti all’interno di una sola. Il motivo per il quale avviene questo fenomeno è che la stagione di un anime può essere divisa in più parti e dunque essere trasmessa in momenti differenti, portandola così ad avere due diverse aperture e chiusure. Un esempio di opening che ha il testo basato sulla trama dell’anime, è la prima opening di Attack on Titan.
Sigla Attack on Titan
Adesso, andiamo ad analizzare il testo del brano appena ascoltato per fare un esempio concreto di testo che si basa sulla trama dell’anime.
Testo
Tu sei il cibo?
No, noi siamo i cacciatori!
Nessuno ricorda i nomi dei fiori calpestati
Uccelli caduti attendono il prossimo vento prima di tentare ancora
Anche se avete pregato, non cambierà niente
Solo la volontà di combattere può cambiare il nostro mondo
Ad ogni passo i cadaveri, continuiamo a marciare
Maiali scherniscono la nostra volontà di andare avanti
Vivendo in una falsa prosperità come animali
Dovremmo prendere la libertà dei lupi affamati!
Rispondi alla umiliazione di reclusione con le frecce di rappresaglia
Dall’altra parte del muro della città, la preda viene uccisa dal cacciatore
Come i nostri corpi ardono con una voglia traboccante
Una freccia cremisi vola attraverso il rosso scarlatto del tramonto.
Per spiegare il significato testo bisogna conoscere la trama dell’anime. Sostanzialmente, parla di un popolo bloccato all’interno di una grande città circondata da mura alte 50 metri che servono per difendersi dai nemici esterni, i giganti. Per combatterli, vengono addestrati molti soldati che, uscendo dalle mura, cercano di liberare l’umanità uccidendoli. Andando ad analizzare il testo, si coglie che il narratore è un soldato che esce fuori dalle mura per uccidere i giganti e dice che l’umanità deve continuare a combattere senza mai arrendersi. Per salvarsi non bisogna pregare ma bisogna lottare con tutte le proprie forze, perché solo così si riesce a mantenere salda la libertà degli esseri umani. Un’altra opening famosa, ma di stile completamente diverso, è quella di Naruto Shippuden, precisamente la terza opening intitolata Blue Bird.
Naruto Shippuden OP/Opening 3 60FPS
Un’ ending che ha avuto molto successo è quella della prima stagione di Jojo, ovvero Roundabout.
JoJo no Kimyou na Bouken Creditless Ending 1
I compositori più celebri e i loro maggiori successi
Dopo aver presentato le caratteristiche più importanti che ritroviamo nelle colonne sonore degli anime, ora andiamo a parlare di alcuni compositori che hanno segnato il mondo dell’animazione giapponese. Tra i nomi più importanti troviamo Hiroyuki Sawano e Kensuke Ushio.
Kensuke Ushio nato a Tokyo nel 1983, Ushio durante l’infanzia si avvicina al pianoforte e all’età di venticinque anni, dopo aver terminato gli studi, pubblica il suo primo album intitolato “A day, Phases”. Nel 2011 entra a far parte di una rock band chiamata “Lama” e insieme scrivono due album intitolati “Modanica” e “Ora”. Nel frattempo, però, continua a comporre come solista e pubblica rispettivamente altri due album: “Pari” (2010) e “Shader” (2016). Con il passare degli anni affina le sue capacità compositive e al giorno d’oggi è particolarmente apprezzata la sua grande capacità di muoversi con disinvoltura tra vari generi, primi fra i quali il rock e la techno. Tra i suoi maggiori successi troviamo la colonna sonora dell’anime “Devilman: Crybaby”
Devilman – Crybaby
e del film anime “La forma della voce”
A Silent Voice soundtrack
Un altro compositore molto famoso è Hiroyuki Sawano, nato nel 1981 a Tokyo. All’età di 17 anni inizia a studiare composizione, arrangiamento e pianoforte con l’insegnante Nobuchika Tsuboi. Nel 2006 debutta come compositore nel mondo degli anime scrivendo la colonna sonora dell’anime “Soul Link” e da questo momento in poi inizia la sua brillante carriera.

Tra i suoi maggiori successi, però, ricordiamo le colonne sonore degli anime “The Seven Deadly Sins” “Kill la Kill” e il famosissimo “Attacco dei Giganti”. Caratterizzato da uno stile unico e ben riconoscibile, è senza dubbio uno dei compositori più apprezzati appartenenti al mondo anime degli ultimi tempi.
Attacco dei Giganti
Sigla italiana vs sigla originale
In Italia, siamo abituati a cambiare le sigle ricreandole da zero per questioni legate al copyright. Confrontando le sigle italiane con quelle giapponesi, possiamo notare che l’originale è completamente diversa dalla versione italiana. Molte volte, però, questo processo peggiora la qualità della sigla stessa (soprattutto musicalmente) e con la traduzione cambia totalmente il significato del testo. Questo avviene perché noi tendiamo a concepire l’’anime come un cartone animato per bambini, e di conseguenza ci ritroviamo sigle infantili che tolgono il significato al testo originale. Una delle più celebri cantanti di sigle per anime è Cristina D’avena, che nell’arco della sua carriera ha prestato la sua voce a moltissimi brani fra cui Doraemon.
Video Doraemon
Per fare un esempio di sigla italiana che rende più infantile quell’originale, anche se non è di base un’anime giapponese, è Power Rangers. Per fortuna, però, ci sono stati alcuni anime dove è stata fatta molta attenzione al testo, rimanendo così fedele all’originale. Un esempio: la sigla di Ken il guerriero. Con l’entrata in scena di Giorgio Vanni, altro famoso cantante di brani per gli anime, questo fenomeno di rendere infantili le sigle sta via via scomparendo e c’è un maggiore riferimento alla trama dell’anime. Un esempio è la sigla di Lupin.
Sigla Lupin
Il copyright negli anime
Come ben sappiamo, tutti i tipi di contenuti (che possono variare dalle canzoni fino ad arrivare ai libri) che realizziamo e pubblichiamo in rete sono soggetti alla protezione da parte del copyright, il diritto d’autore. Anche negli anime, avviene la stessa cosa e ciò può riguardare sia i disegni (comprese tutte le animazioni) che la musica. Il copyright avviene per motivi di utilizzo o di azione. Se una persona prova ad utilizzare un qualcosa realizzato senza pagare i diritti di autore (o nei casi peggiori “spacciare” quel contenuto come proprio), di conseguenza si avrà un debito. Tale concetto è il motivo per il quale ad esempio vengono sottolineate nei siti giornalistici le fonti da cui hanno preso le informazioni. I giapponesi sono molto precisi in questo campo, soprattutto per quanto riguarda gli anime. Nel 2021 infatti, il governo ha approvato una legge nel quale si prevede che chiunque scaricasse illegalmente materiale coperto da diritti d’autore, rischierebbe fino a due anni di carcere e una sanzione massima di circa 1.9 milioni di ¥.
Conclusioni
Come abbiamo potuto vedere, il mondo degli anime e la musica, nonostante all’apparenza possano sembrare due mondi completamente diversi, sono invece strettamente correlati. La musica negli anime è di fondamentale importanza sia dal punto di vista stilistico che da quello emotivo per le forti emozioni che riesce a trasmettere. In conclusione, possiamo dire che anche la musica gioca un ruolo fondamentale per la buona riuscita di un anime.
Articolo realizzato dagli allievi del Liceo Musicale G.M. Galanti di Campobasso nell’ambito del PERCORSO PCTO.
Yuri Puchetti
Giuseppe Manes
Michele Ferro
Simone Giancola