Come la maggior parte dei tastieristi non amo le tastiere 25 tasti, eppure mi rendo perfettamente conto che se negli ultimi anni il mercato è stato invaso da queste mini master un motivo ci deve pur essere.
Un po’ riesco a intuirlo, vedendo all’opera i performers dei nuovi generi musicali, tipicamente dj produttori a diguno di teoria musicale e privi di tecnica pianistica, che ne fanno un uso molto poco ortodosso, del tutto personale ma spesso anche molto creativo. La CME XKey25 però è un prodotto particolare: apparentemente innocua, anzi forse a prima vista anche troppo spartana, in uso si rivela invece un’arma vincente proprio nelle mani del tastierista classico, quello che compone basandosi ancora sui vecchi concetti di armonia e melodia.

Caratteristiche
Cosa distingue la XKey da tutte le altre master keyboard a 25 tasti? Prima di tutto il design schiacciato, ispirato più a una tastiera da computer (a partire dalla confezione) che a una classica tasti bianchi e neri (Fig.1a); poi, cosa che può inizialmente apparire come un limite, la totale mancanza di manopole o slider, i famosi controlli in tempo reale su cui ultimamente i produttori fanno a gara a chi riesce a piazzarne il maggior numero nel minor spazio; ulteriore caratteristica non trascurabile, i tasti di dimensione standard (Fig.1b), e per finire la ciliegina sulla torta, l’implementazione dell’aftertouch polifonico, caratteristica ormai rara anche su master di fascia medio-alta.

A completare la dotazione del pannello laterale troviamo due tasti per il pitch shift, uno per modulation, uno per sustain e i classici tasti di ottava up e down (Fig.2); ovviamente non manca la risposta dinamica dei tasti, l’alimentazione dal cavo usb e la compatibilità con tutti i tipi di computer e tablet.
Prime impressioni
La prima cosa che si ha voglia di raccontare della XKey appena tirata fuori dall’imballo, riguarda proprio il design e la consistenza dell’oggetto. Interamente in alluminio grigio, sottilissima e allo stesso tempo estremamente robusta. La scocca arrotondata sul lato rivolto al performer consente la sistemazione stabile in qualsiasi posizione, anche tenendola con il bordo fuori dalla scrivania (Fig.3) in maniera tale da farle assumere una leggera inclinazione.

Il punto di vista estetico è curato nei minimi dettagli: dal cavetto usb arancione con connettori bianchi (che sarebbe un vero peccato perdere e dover sostituire con un volgare cavetto nero), al logo CME scavato sull’ultimo tasto. Tutto in particolare armonia con i prodotti della mela, per il colore sicuramente ma soprattuto per i tasti schiacciati disposti ad isola, proprio come sulle tastiere qwerty della Apple (Fig.4).

Il connettore usb è collocato sul lato destro della tastiera dove trova posto anche un piccolo led arancione che indica il corretto funzionamento del dispositivo (Fig.5).

Nella confezione una piccola guida quick start e null’altro, tutto ciò di cui si ha bisogno lo si trova sul sito del produttore.
Ambiente di test
La totale assenza di controller mi lascia subito supporre che l’uso più indicato per questa master sia proprio il tablet, ovviamente meglio se iPad, dove lo schermo touch può sostituire egregiamente la maggior parte dei controlli in tempo reale mentre i 25 tasti possono lasciarsi dolcemente sottomettere regalando la possibilità di suonare con estrema precisione. A conferma che l’ambiente di test giusto per questa recensione sia proprio l’iPad, noto l’indicazione sul sito che il software di controllo per MAC e PC è in versione beta, mentre è in versione definitiva per i dispositivi IOS. Assunto ciò mi sono immediatamente procurato un adattatore Lighting-usb (Fig.6) per l’iPad4 di famiglia e sono silenziosamente fuggito nel mio studio. Collegato l’iPad ai monitor ho iniziato ad improvvisare con i suoni elettroacustici di GarageBand, con il synth di Novation LaunchKey e con il software XK1, un synth gratuito appositamente sviluppato per CME dalla software house One Red Sog Media.

In uso
L’uso della XKey si è rivelato subito molto sorprendente: la sensazione durante l’esecuzione dei fraseggi è sempre stata confortevole; risposta veloce e dimensioni standard dei tasti non costringono l’esecutore a macchinose pratiche psico-motorie, lasciando totale libertà all’artista. Il rumore prodotto dai tasti ricorda ancora una volta una tastiera da computer, cosa che da buon sviluppatore software, ho trovato anche leggermente gradevole. Tuttavia la ridotta corsa dei tasti, dovuta alla loro forma schiacciata, comporta qualche difficoltà sui ribattuti veloci, generando a volte la fastidiosa sensazione del tasto che non torna su. Anche l’escursione della curva dinamica è un po’ limitata dalla forma dei tasti: piuttosto difficile eseguire un “pianissimo” mentre invece è facilissimo raggiungere la massima velocity pur senza spingere eccessivamente. Purtroppo questo è il prezzo da pagare per avere tra le mani una tastiera così sottile. A migliorare le cose però, come vedremo meglio in seguito, ci viene incontro il software di gestione, che consente di modellare la risposta della XKey fino ad adattarla perfettamente alla nostra mano. I tasti di pitchbend, modulation e sustain offrono un controllo discreto con cui si riesce ad arricchire l’esecuzione senza particolari problemi, pur non potendo essere paragonati a una o due vere leve/rotelle e a un pedale comodamente sistemato a terra.
Con GarageBand ho provato svariate progressioni armoniche, anche complesse, per valutare il comportamento della tastiera alla pressione contemporanea di numerosi tasti. Aiutato dalle belle timbriche di piano acustico e piano elettrico del software, non ho mai rilevato sbavature di timing, e l’esecuzione è avvenuta sempre in maniera pulita grazie proprio alla dimensione standard dei tasti. Ovviamente, essendo GarageBand pensato per l’utilizzo standalone con il display dell’iPad, non c’è riscontro diretto tra le azioni svolte sulla testiera e le animazioni della grafica dell’applicazione. Inoltre non è possibile sfruttare l’aftertouch polifonico in quanto non è gestito dal software.
Con LaunchKey di Novation invece mi sono divertito a utilizzare la piccola CME per pilotare lead potenti e sequenze arpeggiate. Disponendo di un ampio pannello su cui far scorrere knobs virtuali, l’app favorisce l’esecuzione di soli evanescenti con la mano destra mentre con la sinistra si può intervenire in tempo reale sul timbro utilizzando lo schermo touch.
La soddisfazione maggiore però la si raggiunge con XK1 dove hardware e software raggiungono l’integrazione totale. Tutte le azioni intraprese sulla XKey trovano immediato riscontro sulla grafica dell’applicazione: premendo i tasti sulla tastiera, i corrispettivi virtuali si illuminano cambiando colore a seconda della pressione esercitata dando così evidenza anche del corretto riconoscimento dell’aftertouch polifonico, ovviamente trasmesso anche al generatore sonoro dove l’azione sul timbro dipende chiaramente dal preset utilizzato. Anche l’uso del pitchshift trova riscontro visivo sull’iPad con il movimento verso l’alto o verso il basso di piccole barre luminose (Fig.7).

Con nessuno dei software utilizzati la XKey ha sofferto di problemi di compatibilità e il controllo è stato sempre molto bilanciato. Difficile pensare a un prodotto simile con il medesimo comfort d’uso. M-Audio Keystation32 ad esempio soffre troppo della ridotta dimensione dei tasti, mentre Arturia Minilab, nonostante l’altrettanto buon controllo, risulta molto più delicata da trasportare (oltre che più scomoda viste le dimensioni) e si ha sempre la preoccupazione di tirarla fuori dalla valigia con qualche tasto rotto. Sembra interessante la nuovissima Alesis VI25 con i tasti addirittura semipesati, ma chiaramente lo spessore non si avvicina minimamente a quello ottenuto con l’innovativa idea di CME.
Ulteriori test
Dopo essermi divertito un bel po’ da solo nel mio studio, caso ha voluto che mi trovassi a dover fare visita a un caro amico pianista. Ovviamente ho alloggiato comodamente la XKey nel mio zainetto e l’ho portata con me per ascoltare anche un altro parere. Pianista classico dotato di notevole tecnica, ha confermato le mie impressioni sulla precisione di cui si riesce a disporre utilizzando questa master rispetto ad altre da lui stesso provate. Collegata la tastiera sul suo vecchio MacBook (Fig.8) è stata riconosciuta senza bisogno di installare driver e così abbiamo subito iniziato a pilotare diversi plugin su Logic 9. Alla fine della session abbiamo capito che per un musicista come lui, che si occupa principalmente di arrangiamenti orchestrali e si trova spesso in giro per l’Italia, la XKey è proprio lo strumento ideale. E infatti se ne è innamorato perdutamente chiedendomi di procurargliene una 😉

Software di controllo
Il software di controllo della CME è distribuito tramite Apple Store per IOS e OSX, mentre per Windows è disponibile in tradizionale download. Al momento della recensione le versioni per Win e Mac sono indicate ancora in versione Beta.
Avere la disponibilità di modificare le impostazioni della XKey direttamente dall’iPad è estremamente comodo e funzionale; appena mandata in esecuzione, la app riconosce immediatamente il dispositivo collegato e così la prima cosa che ho fatto è stata di verificare la presenza di aggiornamenti del firmware. All’avviso di una versione più recente ho provveduto immediatamente a scaricare l’aggiornamento che è avvenuto in pochi secondi e senza nessun tipo di problema.
Il software è veramente ben realizzato, razionale e ordinato; offre una quantità incredibile di parametri da modificare fino ad arrivare a un dettaglio addirittura eccessivo, tale da lasciare leggermente perplesso anche un utente esperto. Le pagine a disposizione, escludendo website, social, e support vari, sono essenzialmente quattro, ognuna con possibilità immediata di ritorno ai valori di default:
Velocity Curves (Fig.9a) – la più semplice e immediata; mette a disposizione quattro curve di risposta dinamica pre-impostate velocemente selezionabili e completamente editabili, più la classica curva lineare e quella a dinamica fissa (al valore preferito). Molto attraente la possibilità di disegnare con il dito la propria curva di risposta dinamica personale.

Assignments (Fig.9b) – da questa pagina è possibile effettuare tutte le assegnazioni MIDI; impostazione della modalità di funzionamento dell’aftertouch (Off, Poly, Channel) con possibilità di seguire la curva dinamica; assegnazione globale di canale midi di trasmissione e curva di risposta dinamica (annullano le impostazioni individuali dei singoli tasti); abilitazione della funzionalità di transpose; più giù troviamo le assegnazione tasto per tasto (compreso i tasti funzione) di canale midi di trasmissione, messaggio da inviare (note, control change, program change, pitch), curva dinamica da adottare (esatto è possibile assegnare una delle sei curve dinamiche tasto per tasto) e ancora velocity range e init value (min, max)

Sensitivity & Gain (Fig.9c) – su questa pagina, è possibile fare dei settaggi veramente al limite dell’immaginazione; key sensitivity e key filter type, impostazioni di cui onestamente non sono riuscito a comprendere il funzionamento; ADC speed, un parametro indicato come da non modificare se non in seguito a diretto suggerimento del supporto CME in presenza di malfunzionamento riscontrato; aumento in percentuale del gain di ogni singolo tasto.

Key Timing (Fig.9d) – un’altra pagina molto complessa da cui è possibile impostare una serie di valori di timing quali note interval time, aftertouch delay time, note min duration, smooth note delay time, aftertouch speed, modulation pitch speed.

Come avete potuto comprendere, la complessità del software è tale da lasciare un po’ perplessi proprio in virtù del fatto che stiamo operando su una tastiera che per sua natura è destinata a situazioni provvisorie, in treno, in vacanza, e che difficilmente troverà collocazione fissa in studio o sul palco a controllare setup complessi. Il tempo che occorre per mettere a punto la tastiera secondo le proprie esigenze è a mio avviso veramente troppo anche se a conti fatti è possibile plasmare la XKey completamente a proprio piacere. Purtroppo poi una nota veramente dolente di questa personalizzazione così spinta, è la mancanza totale di scene per memorizzare/richiamare il setup creato. Non esiste neanche la possibilità di salvare su un file il lavoro effettuato, almeno per quanto riguarda la versione del software per iPad. In tutti i casi, tutto quello che viene modificato rimane correttamente memorizzato sulla memoria non volatile della XKey.
Analisi critica
Esplorando le possibilità offerte da questo piccolo gioiello, viene da chiedersi perché non sia possibile disporre di funzionalità così avanzate anche su tastiere più grandi, magari 49 o 61 tasti (ndr ad articolo completato è comparsa sul sito CME la versione 37 tasti), comodissime per realizzare performance complesse dal vivo, pur continuando ad avere un setup leggero e compatto, come richiesto dai piccoli locali di tendenza dei centri storici delle poche città affamate di avanguardia, sempre più difficili da raggiungere con l’auto. Non conosco le precedenti master keyboard realizzate da CME prima e dopo l’acquisizione da parte di Virgin Music Instrument (mi riferisco alle note UF classics series); probabilmente il software della serie XKey deriva da uno di questi precedenti progetti, ma in tutti i casi mi auguro veramente che la produzione venga continuata ed allargata a prodotti simili, realizzati con medesima attenzione maniacale ai dettagli.
Conclusioni
Il prodotto mi ha sorpreso da ogni punto vista: materiali e realizzazione, usabilità, rapporto qualità/prezzo, innovazione. L’affiancamento ad un iPad rimane l’utilizzo migliore che si possa fare di una XKey, magari con un software di registrazione quale proprio GarageBand in un contesto pop/rock oppure Korg Gadget (prossimo acquisto del sottoscritto) se si bazzica di più nella techno/ambient. Diventa uno strumento fondamentale per buttare giù idee al volo ovunque ci si trovi e per realizzare la pre-produzione di brani in completa libertà. La precisione con cui si riesce a suonare su questa tastiera evita gli interminabili editing di sistemazione, velocizzando significativamente il lavoro in mobilità.
PRO
Compatta resistente e leggera
Esticamente molto gradevole
Tasti di dimensioni standard
Software di controllo avanzato
CONTRO
Nessuna scena memorizzabile
Nessun controller in uso senza tablet
Difficile controllo della dinamica
INFORMAZIONI UTILI
Produttore: CME
Distributore:Midiware
Prezzo: 99 euro.
Disponibile anche in altri colori oltre il grigio: Dark Grey, Blue, Champagne, Gold, and Black.