A questo punto come distorco? – Quattro overdrive/distorsori in provaAt this stage, how should i distort? – Trying out four overdrives/distortion pedalsY ahora, como puedo distorsionar? – Cuatro overdrive /distorsión en prueba

Bruno Mazzei

Muoversi nella giungla dei pedali per chitarra elettrica è diventata un’impresa quasi impossibile. Districarsi nella selva degli overdrive e dei distorsori, poi, richiederebbe una vita di prove, analisi,  comparazioni e costosi tentativi. Questa breve panoramica vuole rappresentare un piccolo avviso ai naviganti per non perdere la rotta nei tempestosi mari del mercato della sei corde elettrica. Una guida limitata a quattro processori analogici -seri e spartani- ma estremamente validi e funzionali per allestire una pedalboard completa e versatile.

In prova: Ibanez TS808HW, Hermida Audio Zendrive, Fulltone OCD, MI Audio Crunch Box.

L’ultimo ventennio dell’universo elettro-chitarristico è stato caratterizzato dal proliferare di scatole e scatolette in diverse edizioni, riedizioni, variazioni sul tema, reinterpretazioni e rivisitazioni. Il tutto coronato -spesso e volentieri- da operazioni di marketing più o meno credibili e da una generale tendenza alla lievitazione dei prezzi di vendita. Fiutato il business dei pedali per chitarra elettrica, una miriade di costruttori si è messa all’opera, trasformando una manciata di componenti elettronici in oggetti di culto e di desiderio. La ricetta di questo mercato è semplice: rendere unico un prodotto di massa e, tendenzialmente, di tecnologia piuttosto elementare. Ed il musicista vuole e deve sentirsi unico. Ed ecco quindi spuntare  pedali “boutique”, pedali esoterici, stomp valvolari, unità modded o upgraded, riedizioni e versioni “custom shop”. E a seguire: componenti selezionati, operazionali “vintage”, condensatori “new old stock”, resistenze a strato metallico, potenziometri militari. Ed ancora: contenitori in esemplare unico dipinti a mano o in legno pregiato, valvole rese ancor più luminose da led… nascosti (?). Ed infine nomi che rievocano religioni esoteriche, dimensioni mistiche, richiami ancestrali, universi musicali perduti, paradisi sexy…
Ebbene, se negli anni ottanta il chitarrista “povero” si vergognava del suo piccolo distorsore al cospetto delle montagne di rack, testate, pre e finali dei suoi colleghi trend-bravi-belli-capelluti, oggi il chitarrista medio riesce ugualmente a spendere fortune in stomp boxes… ma un poco alla volta e senza accorgersene. Insomma, provare a cambiare suono per “soli” duecento euro potrebbe essere un buon affare… Il fatto è che noi  chitarristi ci proviamo di continuo…
E’ da questa condizione “tipica” del chitarrista che nasce il tortuoso viaggio nel mondo dei distorsori: Un occhio puntato alla pedal board del “mito” di turno, l’altro alle migliaia di pareri espressi nei forum;  un orecchio alla moda del momento, l’altro a quello del ns. set-up che non ci soddisfa mai.

Signori, si parte: una mano sul cuore, l’altra …al portafogli.

Precauzioni d’uso:

Un’avvertenza è doverosa (e, su questa, non transigiamo!):  Nessun distorsore, economico o di lusso che sia, suona bene o male in assoluto ma qualsiasi pedale suona in modo diverso collocato in una diversa catena audio. Il rischio di spendere una fortuna, cambiare di continuo e non essere mai soddisfatti è sempre in agguato. Non dimentichiamolo mai: l’accoppiata con l’amplificatore è decisiva. L’indicazione di massima è che amplificatori molto generosi in gamma bassa ed acuta ma piuttosto tagliati sui medi (leggi Fender) sono di più difficile gestione in distorsione, con accentuata tendenza a timbriche metalliche e sgranate, richiedendo preferibilmente unità effetto che enfatizzino le frequenze medie. Postulata una condizione -molto tipica- del tipo: “Utilizzo il canale clean di un combo e vi devo aggiungere le distorsioni”, l’indicazione è terribilmente banale: “Scegliere il combo che abbia il canale “clean” che soddisfa ed iniziare a testare i pedali che al nostro orecchio suonino bene”. Si badi bene al fatto che, infine, qualunque prova andrà fatta prevalentemente in un contesto di band: Guai ad ascoltare un pedale da soli a casa nostra. Abituiamoci ad un certo realismo: Vi è mai capitato, alla fine di una sessione con altri musicisti, guardare le regolazioni del vostro set-up ed affermare: “Ma sono stato io a farle?”. In un contesto di gruppo dobbiamo “bucare il mix” in una situazione di sovraffollamento di frequenze già occupate da strumenti quale il basso, cassa della batteria, tastiere, voci e piatti. Insomma, l’intero “range” di frequenze è già saturo e ciò che piace a casa non necessariamente suonerà efficacemente dal vivo.

La prova:

Gli stomp boxes che ci accingiamo a provare sono molto noti, di normale reperibilità -se eccettuiamo lo Zen Drive (comunque acquistabile direttamente dal produttore via internet) e di prezzo abbastanza omogeneo, mediamente meno di duecento euro. Insomma nulla di esoterico, ci attestiamo su prodotti “normali”, di fascia medio-alta ma di utilizzo sicuramente professionale.
La selezione di queste quattro unità non è stata casuale ma dettata dall’esigenza di avere ai nostri piedi un range di distorsioni progressivamente più spinte, tale da coprire il più vasto panorama timbrico possibile: dai leggeri boost ai crunch, fino a distorsioni per utilizzi solistici da prima donna.
Per questa prova ho utilizzato il mio normale set up ovvero: Ampli Fender Hot Rod Deluxe (il mangiapedali…), Fender Stratocaster (varie), Gibson ES 345, Gibson Les Paul Standard. Ho utilizzato sia un trasmettitore Line6 G30 che cavi Reference, Gorge L’s e Fender. I pedali sono stati collegati in serie con cavi (e jack) Gorge L’s ma anche tramite switcher/true bypass Road Rage Bigfoot 4.

Ibanez  –  TS808 Hand Wired:

Ripercorrere la storia del “Tube Screamer” e descrivere la sua collocazione nel panorama della chitarra elettrica, richiederebbe un lavoro ad hoc. Diamo per scontate queste nozioni e riassumiamo la famiglia “Screamer”  nel concetto di “Standard di settore”: Il più semplice, imitato,  economico e diffuso overdrive per chitarra elettrica. Il Tube Screamer è uno standard, punto e basta. C’è da chiedersi, invece, il perché l’Ibanez abbia tirato fuori –a cavallo fra il 2008 ed il 2009- questa edizione limitata. La ragione, evidentemente, è da ricercarsi nel fatto che l’originale (il Tube Screamer appunto) è stato talmente imitato ed affiancato da versioni “upgraded” che mamma Ibanez ha voluto dire la sua con una versione limited, costruita a mano e che rispondesse appieno alle ultime tendenze del mercato. Non a caso il tube screamer originale (TS 808 Pro-Overdrive) era rigorosamente costruito su circuito stampato, mentre questo HW segue la tendenza degli “stomp boutique”  cablati artigianalmente. Il pedale in questione è venduto in una lussuosa scatola metallica color verde scuro( Fig.1), si presenta di dimensioni e peso leggermente maggiori rispetto alla versione standard e di forma diversa, con sezione vagamente trapezoidale anziché rettangolare.

Lo chassis appare davvero robusto, abbandona la tradizionale colorazione verde-chiaro della famiglia Screamer ed è stato finemente verniciato di un più serioso verde scuro. I controlli sono quelli standard: gain, tono e volume.(Fig.2)


Le vere novità, tuttavia, risiedono all’interno di questa unità. L’808 HW (Hand Wired) è, come più volte detto, cablato a mano con tecnica “point to point”. Al suo interno la componentistica –che la casa costruttrice dichiara essere altamente selezionata- è saldata in bell’ordine su due basette parallele in bakelite e le connessioni a distanza utilizzano lussuosa cavetteria Mogami. Ovviamente è presente l’immancabile operazionale JRC4558D. L’assemblaggio generale è estremamente curato e pulito, con saldature impeccabili(Fig.3). Una realizzazione davvero molto bella.


In questa versione è stato abbandonato il classico pulsante di accensione rettangolare assistito da f.e.t. e si è installato un selettore true bypass 3PD; soluzione sicuramente più affidabile rispetto all’altra che, talora, ha causato problemi meccanici nel tempo.

Ma come suona questo Hand Wired?

Personalmente ho trascorso ore a comparare l’808HW con la versione standard (TS808 Reissue) collegata in serie e devo dire che man mano che l’orecchio si affaticava, le differenze andavano sensibilmente assottigliandosi. In linea generale possiamo dire che la versione HW, a parte un lievissima maggiore rumorosità -con gain spinto al massimo- ascrivibile alla costruzione “point to point“, appare dotata di maggiore eleganza e trasparenza, con una migliore risposta sui bassi ed una minore nasalità tipica dei fratelli “Reissue” TS808 e TS9. L’Hand Wired è sicuramente meno invasivo timbricamente ed esalta maggiormente le caratteristiche delle diverse chitarre e delle diverse combinazioni di pick up. La minore “mediosità” di questa unità, potrebbe dare un’impressione di minore spinta in distorsione ma -in definitiva- la migliore risposta dinamica, la maggiore trasparenza ed eleganza timbrica, ne fanno sicuramente “il fratello maggiore” delle versioni standard.
Con chitarre tipo Strato è garantita la classica voce blues, con la tipica “raucedine”  particolarmente corposa ed accattivante specialmente con l’utilizzo del pick up al manico. I “single coil” della Strato esaltano le particolari doti dinamiche di questo pedale con spiccate doti di vocalità ed incisività sulle plettrate forti. Caratteristiche, queste, ancor più evidenti in Strato “difficili”, settate con scalature non light (almeno 0.10) ed action alte. Le “sofferenze” esecutive sono garantite ai più… ma se a noi sanguineranno le dita agli ascoltatori sanguineranno tranquillamente le orecchie.
Diverso il discorso con pick up humbuking. La minore dinamica è compensata dal maggior calore e sustain. Le timbriche più “scure” e corpose delle Gibson si traducono in suoni liquidi e compatti. La 345 “canta” alla grande e non perde occasione per inneschi controllati ed eleganti.
L’808 Hand Wired è un pedale che non può mancare nell’arsenale del bluesman  frequentatore delle timbriche “Screamer”. La costruzione davvero rocciosa, la possibilità di facili interventi di riparazione o sostituzione della generosa componentistica al suo interno, ne fanno un pedale affidabile e virtualmente eterno. A dispetto delle mode.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Ibanez
Modello: TS808 Hand Wired
Paese:
Giappone
Website: www.ibanez.com
Distributore italiano: Mogar Music
Costo: 250 Euro Iva inc.

Generi: Blues, rock-blues, fusion.

Hermida Audio  –  Zendrive:

Se Robben Ford afferma di girare il mondo con questo pedale al seguito per ricreare ovunque, con un normale Twin o Super Reverb “reissue” messi a disposizione dai services locali, il suono del suo Dumble, c’è da credergli e basta. E se Robben Ford ha reso celebre lo Zen Drive, lo Zen Drive ha reso celebre Alfonso Hermida  -il suo costruttore- che, in pochi anni, ha avuto fama e considerazione crescenti in ambito chitarristico, ampliando progressivamente il catalogo delle sue realizzazioni -rigorosamente artigianali- per chitarra.
Lo Zendrive è costruito in California e si presenta come una piccola scatoletta, leggerissima,  dotata di quattro controlli: Volume, gain, tono, e “voice”.(Fig.4)


L’aspetto e la consistenza generali di questo pedale, danno una impressione di economicità. Lo Zen Drive, infatti, è cablato in un anonimo contenitore standard (uno di quelli facilmente acquistabili per autocostruzioni elettroniche). La superficie superiore è rivestita da uno strato di Lexan con serigrafie, le manopole dei potenziometri sono davvero modeste: un classico, ripeto, delle forniture per elettronica “fai da te”.
Al suo interno si osservano pochi componenti cablati su di una basetta davvero minuscola ed il tutto è rigorosamente ricoperto da una vernice scura a difesa dei segreti del “Guru” Hermida.(Fig.5)

Timbricamente lo Zendrive è ascrivibile –molto approssimativamente- alla famiglia “Screamer”, con gain poco spinti e una generale mediosità timbrica.
I primi ascolti “Zen” potrebbero addirittura deludere le aspettative ma, si badi bene, questo stomp è unico nel suo genere. E l’unicità, a mio avviso, deriva dalla non comune capacità di questo pedale nel fornire –passate il gioco di parole- una “distorsione pulita”: Tutte le caratteristiche legate ad un suono saturo (compressione, spessore, sustain), si sposano infatti con una timbrica generale fondamentalmente “clean”. Potremmo paragonare questo Zendrive ad un boost per chitarra ma con le caratteristiche dinamiche, appunto, tipiche di un distorsore.
Ed è proprio “la dinamica” ad essere la caratteristica fondamentale che allontana questa unità dalla famiglia Ibanez/Screamer: Lo Zendrive è davvero sui generis nella risposta al plettro che si traduce, al variare dell’intensità, più in variazioni timbrico/espressive che in escursioni di volume. Ma se all’inizio restiamo un po’ perplessi (“…ma è poco dinamico?”), in seguito impareremo ad apprezzare le grandi doti di vocalità e la possibilità di ascoltare una chitarra clean che ad esempio … innesca.
Le regolazioni sono piuttosto standard. Degni di nota: Il notevole guadagno in db di cui è capace il controllo del volume ed il controllo “voice”. Quest’ultimo, più che limitarsi a scurire o schiarire,  da l’impressione di intervenire con efficacia sulla “struttura” del suono, con una decisa propensione a timbriche graffianti e maggiormente distorte man mano che si ruota il comando in senso orario. Anche con regolazioni più spinte verso il range acuto, questo stomp -cosa piuttosto rara nel mondo degli overdrive- non è mai fastidioso.
Lo Zendrive, effettivamente, rappresenta una voce fuori dal coro dei distorsori per chitarra; è dotato di grande eleganza e personalità a dispetto, probabilmente, di una limitata versatilità in termini di generi musicali, che si attestano decisamente in ambito… Robben Ford.
Il che –credetemi- non è poco.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Hermida Audio Technology
Modello: Zendrive
Paese: U.S.A.
Website:
http://hermidaaudio.com
Distributore italiano: N/A
Costo: 199 USD

Generi: Blues e dintorni.

Fulltone  –  OCD:

Questo Fulltone è probabilmente il pedale che porterei con me sulla famosa isola deserta: La versatilità è il suo primo punto di forza. Con un OCD e, ad esempio, una Strato SSH (singolo/singolo/humbuking), potremmo tirarci fuori da molti guai chitarristici. Pop, blues, fusion, rock (anche poco soft!): Questo pedale resta sempre a sua agio nei vari generi e stili e fornisce di volta in volta la soluzione del caso, pur con qualche ovvio compromesso rispetto all’utilizzo di più pedali specialistici.
La realizzazione è esemplare: un giusto mix di lusso e costruzione artigianale. Ritengo che le foto non gli rendano giustizia; questo Fulltone è davvero molto curato e bello nella sua livrea color crema. Siamo quindi in piena tradizione “boutique stomps” della Fulltone. (Fig.6)


La categoria di appartenenza di questo overdrive è di più difficile descrizione. Ascoltandolo, l’aggettivo che mi è tornato più spesso alla mente è quella di “classico”. L’OCD è un classico overdrive di vocazione prevalentemente rock, dotato di una davvero ragguardevole riserva in termini di gain ed di un solido equilibrio in tutte le gamme: Bassi misurati, medi levigati ed acuti mai stridenti. Il tutto, forse, è spinto al limite dell’impersonalità ma sicuramente frutto di una notevole cura e, direi, di vero e proprio virtuosismo costruttivo.
Alla luce di quanto detto, l’unica nota stonata resta il nome dato dal costruttore: OCD (Obsessive/Compulsive/Drive) che, a mio giudizio, poco rende il concetto di un “normalissimo” overdrive sebbene …di gran classe.
I tre controlli dell’unità, sovrastati da “pointer knobs” color nero, sono simili al TS 808 (volume, tono, gain) e sono caratterizzati da un comando dei toni graduale e poco estremo nelle escursioni e da una riserva di drive davvero sorprendente se spinta ai limiti.
Infine un micro-switch a due posizioni è collocato alla sommità del box e seleziona due differenti modalità di funzionamento (HP-LP). Ignoro se il comando influisca sugli stadi di preamplificazione o inserisca/escluda componenti diversi ma, in sintesi, la posizione superiore (HP) -che preferisco- incrementa il drive dell’unità, mentre quella inferiore (LP) privilegia i suoni crunch con un generale miglioramento della già elevatissima dinamica.
L’OCD suona davvero bene, la sua lussuosa progettazione assicura note doppie (fat) e ricche di “twang”, una strabiliante silenziosità anche con gain al massimo e doti dinamiche notevolissime: Credo di non aver mai ascoltato altri pedali capaci di simili livelli di gain uniti a tali doti di dinamica.
Il massimo di soddisfazione l’ho raggiunto con l’utilizzo di pick up humbuking dove il pedale scatena tutta la sua (misurata) rabbiosità. Ma anche con la Stratocaster si raggiungono livelli di drive davvero inusuali.
Se proprio dovessi cercare un difetto in questo Fulltone, lo troverei proprio negli utilizzi con bassi livelli di drive alla ricerca dello stile boost/Screamer. Con tali settaggi, specie con la Strato, il pedale evidenzia una certa fiacchezza e un drive incerto. Ma, probabilmente, è una valutazione del tutto soggettiva.
Consigliato a chiunque cerchi un overdrive “generalista” ma davvero deluxe nel suono e nella costruzione.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Fulltone
Modello: OCD
Paese: U.S.A.
Website: www.fulltone.com
Distributore italiano: 440hz (www.440hz.it)
Costo: 179 Euro Iva incl.

Generi: Rock (soprattutto) e qualunque altro genere che non richieda distorsioni estreme (in eccesso o difetto).

MI Audio  –  Crunch Box Distortion:

Dopo Tommy Emmauel e le chitarre Maton, questo Crunch Box è probabilmente il prodotto chitarristico australiano più conosciuto  al mondo.
Per questo pedale, commercializzato dalla MI Audio da circa un quinquennio, vale l’opposto di quanto detto per il Fulltone OCD: Mai nome fu meno appropriato. Di “crunch” qui c’è davvero poco perché abbiamo abbandonato la famiglia degli overdrive e siamo approdati in quella dei distorsori …cattivelli.
Davvero piacevole la simpatica scatoletta. Anch’essa di dimensioni standard (in stile piccoli MXR) ma in una vivace colorazione rosso-fuoco, mitigata da serigrafie e manopole “pointer style” di color bianco.(Fig.7)


Dotazione standard per le regolazioni (volume/tono/gain),(Fig.8) con la “chicca” di un trim “presence” all’interno dell’unità il cui scopo è quello di adattare la voce dell’effetto a quella più o meno cristallina dell’ampli. L’incremento del trimmer in senso orario enfatizza gli acuti trascinandosi dietro, come ovvio, un bel po’ di armoniche a vantaggio del drive complessivo: Davvero utile.
La famiglia di appartenenza di questo box (mi perdonino i puristi e gli specialisti) è quella “Boss DS-1 style”, ovvero quella di un distorsore che, singoli o humbuker si voglia, ruggisce parecchio. La timbrica complessiva mi ricorda, per certi versi, il Catalinebread “Superchage”, specie nelle spettacolari ritmiche distorte che restituiscono un muro di armoniche da chitarra a… 7 corde. La Les Paul Standard (Custom Shop ’58 reissue) ha tirato fuori le unghie, facendo sentire tutto il “peso” del mogano e tutto il sustain di cui è capace, il suono finale è a dir poco terrificante.
Questa Crunch Box mi è piaciuta davvero molto; anche con bassi livelli di drive restituisce distorsioni omogenee e musicali. Con gain ad ore nove e toni un po’ più spinti sugli acuti, ci si muove in ambito Plexi e man mano che scuriamo il timbro ed incrementiamo la distorsione, approdiamo a territori davvero hi-gain sempre di stampo Marshall.
Questa scatoletta è davvero magica: E’ piccola, ha regolazioni elementari ed immediate, è alimentata a 9 volts e troverà quindi facilmente posto in qualsiasi pedaliera.
Consigliata a chiunque abbia bisogno nel suo arsenale di timbriche heavy senza complicarsi la vita, con immediatezza, semplicità e ad un prezzo molto ragionevole.

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: MI Audio
Modello: Crunch Box
Paese: U.S.A.
Website: www.mieffects.com
Distributore italiano: Joe Music
Costo: 150 Euro Iva incl.

Generi: Pop/rock, rock, rock’n roll, hard rock, metal.

A questo punto, come distorco?

Questo breve excursus di pedali per la distorsione è terminato. Lo spazio a disposizione non consente dilungarsi in prove ulteriori, parlare delle differenze riscontrate con diversi cavi, con il trasmettitore o con lo switcher; nonché poter analizzare alcune regolazioni particolarmente interessanti o, ancora, la somma di alcuni overdrive fra di loro (qualcosa di interessante l’ho ottenuta con l’accoppiata Hermida/TS808).
Ma a questo punto… come distorco? In fondo ogni consiglio è vano per noi chitarristi: Gli stomp li compreremmo un po’ tutti, per poi forse rivenderli e probabilmente, prima o poi, ricomprarli… Insomma, “le prove sono finite” e ora ci tocca andare a suonare.
Ma questa è tutta un’altra storia. E’ la magia dell’irrequieto chitarrista: Tolta la mano dal portafogli, se scorda subito e torna a rimetterla… sul cuore.
Alla prossima.

Tutte le foto sono state realizzate da Bruno Mazzei e sono di proprietà di Age of Audio

Finding a way through the jungle of electric guitar pedals has become a nearly impossible effort. It would take lifetime tests, analysis, comparisons and cheap tries to choose the right one through the undergrowth of overdrive and distortion pedals. This short view wants to represent a shipping forecast in order to avoid taking the wrong course in the stormy seas of six string electric guitar market.  A limited guide about four analogic processors –reliable and basic–  but extremely valuable and practical to set up a complete and well-rounded pedal board.

Put to the test: Ibanez TS808HW, Hermida Audio Zendrive, Fulltone OCD, MI Audio Crunch Box.

The last two decades of the electric-guitar universe has been characterized by the popping up of more and more boxes in various editions, reissues, variations on a theme, reinterpretations and revisitations. To top it all off with – very often – unlikely marketing acts and with a general tendency to price rising.  A large number of manufacturers got started once they had smelled the electric guitar pedal business, a large, turning a handful of electronic components into object of veneration and desire. This marketing formula is easy: making a mass product, which tends to be of rather elementary technology, unique. And the musician wants and must feel unique. Therefore “boutique” pedals, esoteric pedals, valve stomps, modded or upgraded units, reissues and “custom shop” versions appeared. And immediately afterwards: selected components, “vintage” op amps, “new old stock” condensers, metal layer resistances, military potentiometers. And again: unique hand-drawn cases or made of precious wood, valves which have been made even brighter by… hidden leds (?). And lastly, names which recall esoteric religions, mystical dimensions, ancestral references, lost musical universes, sexy paradises…

Well, if back in the 80’s the “poor” guitarist was feeling ashamed of his little distortion pedal in comparison to the pile of his good old fashioned hippie colleagues’ racks, stacks, pre and amplifiers, nowadays the average guitarist is able to spend a fortune in stomp boxes…but bit by bit without realizing it. In a word, trying to change our sound with “just” 200 euros could be a good deal… The point is that we guitarists keep on doing it more and more…

This “usual” guitarist’s condition develops the tortuous journey in the land of distortion pedals: One eye to the “myth-of-the- moment” pedal board, the other one to thousands of opinions about it in forums: one ear to the in thing, the other one to our set-up which never seems to satisfy us.

Gentlemen, here we go: one hand on your heart, the other one … on your wallet.

Precautionary measures

A warning is due (and, about this one, we don’t allow compromises!): No distortion pedal, be it a cheap or a luxury one, sounds good or bad by far but any pedal sounds in a different way as long as we put it in a different audio chain. The risk to spend a fortune, to keep on changing and never be satisfied is always around the corner. Let’s never forget that:  pairing it with the amplifier is the crucial part. The general recommendation is that amplifiers which show considerable generosity on lower and higher range but rather cut on the mid one (meaning Fender) are harder to control in distortion, with a marked tendency to metallic and crumbled tone colours, implying effect units which would emphasize mid frequencies way better. Assumed the condition – the very usual one – such as: “Using the clean channel of a combo which I have to add distortions to”, the recommendation is terribly simple: “Choosing the proper “clean” combo channel and starting to try out pedals that sound good to our ears”.  Mind the fact that, eventually, every test should be made in a band context: Woe to those who test a pedal on their own at home. Let’s get used to a certain realism: Ever happened to you, at the end of a session with other musicians, to look at your set-up adjustments and say: “ Was it me who did those?”. In a band context we must “cut through the mix” in a situation where there are already busy frequencies such as bass, bass drum, keyboard, voices and cymbals’. In short, the entire frequency range is already filled and what we may like at home not necessarily will sound effective in a live setting as well.

The test

The stomp boxes we are about to test are very well known, easily available – except for the Zen Drive (anyway available via internet directly from its manufacturer) – and with similar prices, on average lower than two hundred euros. So nothing esoteric here, we stick to “ordinary” products, of medium-high range but for professional use indeed. The selected four units have not been a random choice but driven by the need to have at our feet a gradually heavier range of distortions, so to cover the widest timbric scenario as much as possible: from the light boost to crunches, up to distortions for prima donna solo stuff.

For this test I used my usual set-up that is: Fender Hot Road Deluxe amplifier (the pedal-eater…), Fender Stratocaster (various), Gibson ES 345, Gibson Les Paul Standard- I used both a Line6 G30 relay and Reference, George L’s and Fender cables. The pedals have been connected one another via George L’s cables (and jacks) but also via switcher/true bypass Road Rage Bigfoot 4.

Ibanez  –  TS808 Hand Wired Pedal

To chronicle the history of the “Tube Screamer” and describe its place within the electric guitar scenario, it would take a work ad hoc. Let’s take for granted these notions and sum up the “Screamer” family in the “market standard” concept: the most simple, emulated, cheap and widely distributed electric guitar overdrive. The Tube Screamer is a standard, end of story. There’s to ask, instead, why Ibanez produced – in between 2008 and 2009 – this limited edition. Obviously, the reason is to be sought in the fact that the original (the Tube Screamer, as said) has been so much emulated and accompanied by upgraded versions that mama Ibanez wanted to have her say with a handmade limited edition, and that would fully satisfy the latest market trends. It’s no coincidence that the original tube screamer (TS 808 Pro-Overdrive) had been strictly built on a stamped circuit board, while this HW follows the hand-wired tendency as for the “boutique stomps”. The pedal here is sold inside a heavy duty dark green metal box ( Pic. 1), showing slightly bigger size and weight in comparison to the standard version and differently shaped, with vaguely trapezoidal section rather than rectangular.

The chassis appears to be very solid, losing the typical Screamer family’s light green colour and has been nicely painted with a staider and darker green. Controls are the standard ones: gain, tone and volume. ( Pic. 2)

The real new stuff, anyhow, lie inside of this unit. The 808 HW is, as previously said, hand wired with the “point to point” technique. In the internal part the components – which the manufactures claims to be highly selected – are soldered in shipshape two little bakelite boards in parallel and the connections are wired with Mogami deluxe cables. Of course it’s not lacking the JRC4558D chip.  The overall assembly is extremely neat and clean, with impeccable welding.

For this version the typical on/off switch accompanied by f.e.t. switching has been abandoned and replaced by a 3PD true bypass; indeed a much more reliable choice in comparison to the other one which, sometimes, has caused mechanical problems over time.

But how does this Hand Wired sound?

I personally spent hours in comparing the 808HW to the standard version (TS808 Reissue) connected in series and I must say that as long as my ear was getting tired, differences were starting to be much few.  Basically we can affirm that the HW version, except for being a little more noisy – when gain is at its highest – due to the “point to point” built, seems to be characterized  by much more elegance and transparency, responding better on the lower range and less nasally which is typical of TS808 and TS9 reissued brothers. The Hand Wired is surely less invasive in terms of timbre and enhances the various features of the guitars and of the many pick up combinations. The fact that this unit is less effective on the mid range could lead to the conclusion that it gives a lower boost in distortion but – in the end – the better dynamic response, the higher transparency and timbric elegance, indeed makes it “the older brother” of  the standard versions. With guitars like Strato, the typical blues voice is guaranteed, with that distinctive  “hoarseness”, peculiarly dense and catchy, in particular when using pickups on the fingerboard. The single coils of the Strato enhance the particular dynamic skills of this pedal in vocalism and strength when the plectrum is used strongly. Features like these are even more evident in “difficult” Stratos , set with non-light scale (at least 0.10) and high on actions. The “painful” executions are guaranteed to most people…but if it will be us the ones with the bleeding fingers, listeners will easily be the ones with the bleeding ears. Humbuking pick up is quite another thing. The less dynamic is balanced by the greater warmth and sustain.  The “darker” and denser Gibson’s timbres are converted to compact and liquid sounds.  The 345 one “sings” big time and never seizes the opportunity to show elegant and moderate INNESCHI. The 808 Hand Wired is a pedal which the bluesmen, “screamer” timbres cognoscenti, can’t afford to miss to have in their arsenal. The really rocky built, the possibility of easy assistance services or replacement of generous internal components, makes it a reliable and virtually everlasting pedal. In spite of all trends.

USEFUL INFORMATIONS:

Manufacturer: Ibanez

Model: TS808 Hand Wired

Country: Japan

Website: www.ibanez.com

Italian distributor: Mogar Music ( www.mogarmusic.it )

Price: 250 euros (VAT included)

Genres: Blues, rock-blues, fusion.

Hermida Audio – Zendrive Pedal

If Robben Ford claims he travel around the world carrying this pedal with him to recreate everywhere, with a simple Twin or Super Reverb “reissue” available from local live services, the sound of his Dumble, one has to believe it and that’s it. And if Robben Ford has made the Zen Drive famous, the Zen Drive has made Alfonso Hermida famous – its manufacturer – whom, in a few years, has achieved fame and growing consideration in the guitar context, enriching the catalogue of his productions – strictly in a handcrafted way – aimed to guitars.

The Zendrive is built in California and comes as a little box, extremely light, provided with a four knob controls: Volume, gain tone and “voice”. (Pic.4)

The aspect and the weight of this pedal give an impression of economy. The Zen Drive, in fact, is cabled inside an anonymous standard case (one of those you can easily buy for electronic homemade constructions). The upper surface is coated with silk screen printed Lexan, the knobs of the potentiometers are really humble: a standard, as I said, of the do-it-yourself electronic supplies.

Inside of it we can see a few components which are cabled on an extremely thin board and everything is strictly covered with a dark paint to protect “Guru” Hermida’s secrets. (Pic.5)

On a timbre level the Zendrive can be associated – in a very approximate way – to the “Screamer” family, with light boost in gains and a general constant timbre.

The first “Zen” listen could even fail our expectations but, keep in mind that this stomp is one of its kind.  And its uniqueness, according to me, comes from the fact that this pedal has the not-so-common ability to provide –excuse the pun- a “clean” distortion:  All the features that are bound to a saturated sound (compression, depth, sustain), match perfectly with an overall “clean” timbre. We could compare this Zendrive to a guitar boost but with the dynamic features which are typical of a distortion.

And “the dynamics” is just the main feature which pushes away this unit from the Ibanez/Screamer family: The Zendrive is really sui generis in response to the plectrum, which conveys, as the strength changes, more on timbric/espressive variations than on the volume range. But if at first we feel a little puzzled (“…but is it little dynamic?”), later on we’ll learn to appreciate the great voicing skills and the ability to listen to a clean guitar which for example …feeds back.

Regulations are rather standard: Deserving notice: the remarkable db gain which the volume and the voice control are capable of. The latter, rather than simply lighten or darken,  seems to work effectively on the sound “structure”, with an aimed emphasis towards scratchy timbres and way too distorted as long as you turn the knob clockwise.

Even with higher pitched regulations, this stomp is never disagreeable –which is something rather rare when it comes to overdrive world.

The Zendrive, actually, represents a discordant note in the guitar distortion chorus; furnished with  great elegance and personality in spite of, perhaps, of a limited versatility in musical genres, which pretty much line up in the…..Robben Ford context. Which is –trust me- no insignificant thing.

USEFUL INFORMATIONS

Manufacturer: Hermida Audio Technology

Model: Zendrive

Country: U.S.A.

Website: http://hermidaaudio.com

Italian distributor: N/A

Price: 199 USD

Genres: Blues and surrounding areas.

Fulltone – OCD Pedal

This Fulltone is probably the pedal I’d carry with me on the notorious desert island: Versatility is its first great talent. With a OCD and, for example, a StratoSSH (single/single/hambuking), we could get out of a lot of trouble. Pop, blues, fusion, rock (not so soft either!): This pedal always feel comfortable within different genres and styles and provides solutions when they are required, even though it has to find indeed compromise solutions in comparison to specialized pedals usage.

Its design is unique: a proper combination between luxury and workmanship. I believe pictures not to be so true to the original ones; this Fulltone is made with real care and looks good in its cream colored outfit. We’re dealing with a full “boutique stomp” tradition by Fulltone. (Pic.6)

It’s really hard to describe the category which this overdrive fits in. Listening to it, the adjective that often has come to my mind is “classic”. The OCD is the typical rock overdrive, provided by a really high gain resource and of a stable balance in very range: moderate lows, smooth mids and never squeaky highs.  It might sound like cold neutrality is pushed to the limit but indeed everything is the result of good care and, I’d add, of a real manufacturing virtuosity.

In light of all we’ve said, the only wrong note is the name the manufacturer gave it: OCD (Obsessive/Compulsive/Drive) which, to my opinion, doesn’t really suit the concept of an “ordinary” overdrive though it’s…a top class one.

The three unit controls, towered over by black “pointer knobs”, are similar to the ones for TS 808 ( volume, tone, gain) and show the peculiarity of a gradual control of the tones and not so heavy on digressions and a drive resource which is remarkable if pushed to its limits.

Finally a two level micro-switch is placed at the top of the box and controls two different modes (HP-LP). I don’t know this control could act at the preamplification phases or enable/disable any components but, in short, the upper position (HP) –which I prefer the most- increase the drive unit, while the lower position (LP) choose the crunch sounds improving the already good dynamics.

The OCD plays really good, its luxury design guarantees fat and full of “twang” notes, an amazing softness even with the highest gains and considerable dynamic skills: I believe I never listened to any capable pedal at this level of gains as well as accompanied with such good dynamic features.

My greatest satisfaction was using hambuking pick ups which is when the pedal goes (moderately) wild.  But also with the Stratocaster it reaches really unusual drive levels.

If I really had to find a deficit about this Fulltone, I’d search it in the low drive levels use trying to match the boost/Screamer style. With those settings, especially with the Strato, the pedal shows a certain weakness and a lazy drive. But, probably, is truly a personal opinion.

Suggested to anyone who looks for a “jack of all trades” overdrive, but really deluxe in terms of sound and manufacture.

USEFUL INFORMATIONS

Manufacturer: Fulltone

Model: OCD

Country: U.S.A.

Website: www.fulltone.com

Italian distributor: 440hz ( www.440hz.it )

Price: 179 Euros VAT included

Genres: Rock (above all) and any other genre which doesn’t require extreme (in excess or in lack) distortions.

MI Audio – Crunch Box Distortion Pedal:

After Tommy Emmanuel and Maton guitars, this Crunch Box is probably is the most well-known Australian guitar production.  All we’ve said about Fulltone OCD is opposite to what we will say about this pedal produced by MI Audio for about five years: No name was ever so inappropriate. There is really too little “crunch” here and that’s because we have abandoned the overdrive family and got to the distortion one ….the bad one.

The box is really nice. It’s standard size as well (in little MXL style) but with a vivid fire-red colour, toned down by silk screen printings and white “pointer style” knobs. (Pic.7)

Standard controls (volume/tone/gain), (Pic.8) with the gem of a “presence” trim inside the unit whose intent is to match the effect voice to the amplifier’s one which is more or less crystal-clear.

Turning the trimmer clockwise it increases the high notes dragging, obviously, a lot of harmonics benefitting the overall drive: Really useful.

The family which this box belongs to (would experts forgive me) is the “Boss DS-1 style” one, i.e. the one where a distortion, whatever single or humbuker, screams a lot.

The general timbre reminds me, to some extent, of the Catalinebread “Supercharge”, especially during the spectacular distort rhythmics which convey an harmonic wall of a … 7 string guitar. The Les Paul Standard (Custom Shop ’58 reissue) bared its claws, showing all its heavy mahogany and all the sustain it is capable of, the resulting sound is really terrifying.

I liked this Crunch Box a lot; even with low drive levels it provides musical and smooth distortions.  Setting gain to 9 o’ clock and rather bigger strain towards high notes, we get into Plexi context and as long as we darken the timbre and increase the distortion, we reach high gain areas in Marshall style as well.

This box is really magical: It’s small, it has elementary and direct controls, powered at 9 volts and so it will surely find room in every pedal.

Suggested to anyone who needs to increase their arsenal with a considerable amount of heavy timbres, without making their life difficult, in a quick, easy, and a very affordable way.

USEFUL INFORMATIONS

Manufacturer: MI Audio

Model: Crunch Box

Country: U.S.A.

Website: www.mieffects.com/index.htm

Italian distributor: Joe Music ( www.joemusic.it )

Price: 150 Euros VAT included

Genres: Pop/rock, rock, rock’n roll, hard rock, metal.

At this stage, how should I distort?

This brief digression about distortion is ended. Due to problems with available space it’s not possible to dwell on further testing, talk about the difference given by the use of cables, transmitters or switchers; as well as evaluate some interesting settings or, moreover, the sum of different interconnected overdrives (I got something good with the pair Hermida/TS808).

But at this stage… how should I distort? In the end there’s no use in giving advices to us guitarists: We would buy almost any stomp, maybe only to sell them back and perhaps, sooner or later, buy them once again…

Well then, “rehearsals are ended” and now we have to play live.

But that’s a whole a different story. It’s the restless guitarist’s magic: Once he pulls his hand away from the wallet he forgets immediately and puts it back…on his heart.

To the next time.

All pictures have been taken by Bruno Mazzei and they are copyrighted material of ageofaudio.com

Italian to English translation: Umberto del Giudice

Desenredarse en el caos de los pedales para guitarra eléctrica se ha vuelto en algo casi imposible. Por desenredarse en el caos de los overdrive y distorsiónes, más, necesitaríamos de toda una vida de pruebas, análisis, comparaciónes y intentos muy caros. Esta breve descripción general quiere representar un pequeño “aviso para los navegantes” para no perder la ruta en los mares tormentosos de el mercado eléctrico de la “seis cuerdas” eléctrica. Una guía limitada a cuatro procesadores analógicos – serios y espartanos – pero muy válidos y funcionales para establecer una pedalera completa y versátil.

En prueba: Ibanez TS808HW, Hermida Audio Zendrive, Fulltone OCD, MI Audio Crunch Box

Las dos últimas décadas del universo electro-guitarristico son caracterizadas por la proliferación de mas y mas cajas en varias ediciones, ri-ediciones, variaciones, interpretaciones y reinterpretaciones. Todo coronado – muy a menudo – de las operaciones de comercialización más o menos creíbles y de una tendencia general a elevar los precios de venta. Un gran número de fabricantes se inició, una vez que han olido el business de los pedales para guitarra eléctrica, una gran transformación, convirtiendo un puñado de componentes electrónicos en objetos de veneración y deseo..
La receta de este mercado es simple: transformar en algo de “único” un producto de masa y de tecnología bastante básica. Y el músico quiere y necesita sentirse único. Y aquí a continuación, materializarse pedales “boutique”, pedales esotéricos, stomp Válvulares, unidades modded o actualizades, re-ediciones y versiones “custom shop”. Y a seguir: componentes seleccionados, operacionales “vintage”, condensatores “New Old Stock”, resistencias de capa metálica, potenciómetros militares. Y otra vez: contenedores únicos pintados a mano o de madera fina, válvulas hacen aún más brillantes por LED … ocultos (?). Y, por último, nombres que evocan religiones esotéricas, dimensiones místicas, referencias ancestrales, universos musicales perdidos, paraísos sexy …
Bueno, si el guitarrista “pobre” en los años ochenta se avergonzaba de su pequeña distorsión antes de la visión de las montañas de racks, stacks, pre y amplificadores de sus colegas de moda, hoy el guitarrista promedio es capaz de gastar una pequeña fortuna en pedales … pero un poco a la vez y sin percibirlo. En definitiva, cambiar el sonido por “sólo” € 200 podría ser una buen oferta … El problema es que nos guitarristas nos tentamos continuamente …
Y de esta condición “típica” del guitarrista nace el tortuoso viaje en el mundo de la distorsión: Un ojo a la pedalera del “mito” del momento, y el otro a las miles opiniones expresados en los foros, una oreja a la moda del momento y el otro a la nuestra configuración que no nos satisface nunca.

Señores, empezamos: una mano sobre el corazón, y el otra … a la cartera.

Precauciones:

Una advertencia es importante (y, por ella, no transigiamo!): Ninguna distorsión, economíca, o de lujo, suena bien o mal en absoluto, pero cualquier pedal suena en manera diferente si es colocado en una cadena de audio diferente. El riesgo de gastar una fortuna, cambiar constantemente y nunca estar satisfecho siempre está presente. No lo debemos olvidar nunca: la combinación con el amplificador es decisiva. La idea general es que los amplificadores muy generosos en la gama baja y aguda, pero que cortan las frecuencias medias (leer Fender) son más difíciles de manejar en distorsión, con una marcada tendencia a timbres metálicos y “desmenuzados”, por qué requieren preferentemente unidades de efectos que hacen resaltar las frecuencias medias . Empiezando de una condición muy típica, como: “Yo uso el canal limpio de un combo y debo añadir sobre las distorsiones”, la indicación es terriblemente banale: “Elige el combo que tiene el canal “limpio”, que te gusta y empieza a pruebar los pedales que piensas que suenan bien”. Considera que, por ultima cosa, cualquier prueba debe ser realizada principalmente en el contexto de una banda, ¡Ay de escuchar un mismo pedal completamente solo en casa! Vamos a acostumbrarse a un cierto realismo: ¿Alguna vez habéis, al final de una sesión con otros músicos, mirado la regulación de vuestra configuración y decido: “Yo hice esto?”. En un ambiente de grupo tenemos que “perforar la mexcladora de sonido”, en una situación de congestionamiento de las frecuencias ya ocupadas por instrumentos como el bajo, tambor bajo, teclados, voces y platillos. En resumen, todo el “rango” de las frecuencias ya está saturado y lo que nos gusta en casa no necesariamente suena efectivamente en vivo.

La prueba:

Los pedales de efectos que vamos a tratar son bien conocidos y fácil de encontrar, si eliminamos el Zen Drive (todavía se puede comprarlo directamente desde el fabricante por el Internet) y com un precio bastante homogéneo, cerca los 200 €. En resumen, nada de esotérico, vamos a pruebar productos “normales”, de uso medio-alto, pero definitivamente profesionales.
La selección de estas cuatro unidades no fue aleatoria, pero debida a la necesidad de tener cerca a nuestros pies una serie de distorsiones cada vez más extremos, para analizar la mayor cantidad posible de paisajes tonales: de los ligeros boost a los crunch, hasta distorsiónes para el uso en solitario de una “primera actriz”.
En esta prueba he usado mi normal configuración, que es: Amplificador Fender Hot Rod Deluxe (el comedor de pedales …), Fender Stratocaster (varias), Gibson ES 345, Gibson Les Paul Standard. He utilizado un transmisor Line6 G30 y cables Reference, Gorge L’s y Fender. Los pedales estaban conectados en serie con los cables (y jack) George L’s, pero también a través de un switcher/ true bypass Road Rage Bigfoot 4.

Ibanez – TS808 Hand Wired:

Para describir la historia del “Tube Screamer” y su colocación en el panorama de la guitarra eléctrica, requeriría un trabajo ad hoc. Asumimos estas nociones y reasumimos la familia “Screamer” en el concepto de “estándar de la industria”: La más simple, imitada, barata y común overdrive por guitarra eléctrica. El Tube Screamer es uno estándar, fin. Cabe preguntarse, por qué la Ibanez ha producido – entre 2008 y el 2009 – esta edición limitada. La razón, es que el original (el Tube Screamer, de hecho) ha sido tan imitado y flanqueado por versiones “upgraded” que mamá Ibáñez quería tener su decir con una versión limitada, construida a mano y capaz de satisfacer las últimas tendencias del mercado. No es una casualidad que el Tube Screamer originales (TS-808 Pro Overdrive) fue estrictamente construido sobre placa de PCB, mientras este HW sigue la tendencia de los “stomp botique” cableados a mano. El pedal en cuestión se vende en una lujosa caja metálica de color verde oscuro (Fig. 1), es un poco más grande en tamaño y peso que la versión estándar y de forma diferente, con una sección vagamente trapezoidal en lugar de rectangular.
(Fig.1 – la lujosa caja verde Ibanez)

El chasis es muy robusto, abandona la tradicional coloración verde claro y ha sido completamente pintado de un más grave verde oscuro. Los controles son las estándar: gain, tono y volumen (Fig. 2).
(Fig.2 – Los controles estándar del Ibanez TS808)

Las verdaderas noticias, sin embargo, residen dentro de esta unidad. El 808 HW (Wired mano) es, como ha dicho muchas veces, cableado a mano con técnica “point to point”. Dentro, las componentes – que el fabricante afirma ser muy seleccionada – está soldada en dos bases paralelas en baquelita y las conexiones remotas utilizan los lujosos cables Mogami. Por supuesto, esta presente el inevitable operativo JRC4558D. El montaje general es muy refinado y limpiado, con soldaduras impecables (Fig. 3). Una realización muy agradable.
(Fig.3 – LOs componentes internos del Ibanez TS808)

En esta versión fue abandonado el clásico botón on/off rectangular asistido de f.e.t. y se ha instalado un interruptor de true bypass 3PD; solución sin duda más fiable que el otra, lo que, a veces, causa problemas mecánicos con el tiempo.

Pero, ¿cómo suena este Hand Wired?

Personalmente, he pasado horas comparando el 808HW con la versión estándar (TS808 Reissue) conectados en serie y tengo que decir que mientras mis oídos se estaban cansando, las diferencias empezaban a ser pocas. En general podemos decir que la versión HW, a excepción de un ligero aumento de ruido – cuando el gain está al máximo – debido a la construcción “point to point”, aparece más elegante y transparente, y con una mejor respuesta de bajos y menos nasalidad, típica de los hermanos “Reissue” TS808 y TS9. El Hand Wired es definitivamente menos invasivo de timbre y exalta las características de las diferentes guitarras y diferentes combinaciones de pickup. La menor “mediosità” de esta unidad, podria dar una impresión de menor presión de distorsión, pero la mejor respuesta dinámica, una mayor transparencia y elegancia del timbre, hace que sea el “hermano mayor” de las versiones estándar.
Con guitarras como la Stratocaster está garantizada la voz de blues clásico, con la típica “ronquera” particularmente densa y atractiva, en particular con el uso del pickup en el diapasón. El “single coil” de la Stratocaster resaltan las particulares cualidades dinámicas de este pedal con fuertes dotes de vocalidad y incisividad cuando el plectro se utiliza fuertemente. Estas características son aún más evidentes en Strato “difícil”, fijadas con escalamiento non light (por lo menos 0.10) y altas acciónes. Los “sufrimientos” ejecutivos están garantizados … pero si a nos sangran los dedos, a los oyentes sangran los oídos con facilidad.
El discurso con pickup humbuking es diferente. La menor dinámica se compensa con el mayor calor y sustain. Los timbres “oscuros” y de mucho cuerpo de la Gibson se traducen en sonidos líquidos y compactos. El 345 “canta” muy bien y nunca pierde una oportunidad por triggers controlados y elegantes.
El 808 Hand Wired es un pedal que no puede faltar en el arsenal del bluesman frecuentador de un timbre “Screamer”. La construcción muy robusta, la posibilidad de fáciles reparaciónes o sustituciónes de los componentes abundantes dentro de el pedal, lo convierten en algo de fiable y perdurable. A pesar de todas las modas.

INFO:
Fabricante: Ibanez
Modelo: TS808 Hand Wired
País: Japón
Página web: www.ibanez.com
Distribuidor italiano: Mogar Music
Precio: 250 euros IVA inc.
Géneros: Blues, blues-rock, fusión.

Hermida Audio – Zendrive:

Si Robben Ford dice de viajar por el mundo con este pedal para recrear en cualquier lugar, con un normal Twin o Super Reverb “reissue” puestos a disposición desde los servicios locales, el sonido de su Dumble, dobemos creerlo absolutamente. Y si Robben Ford hizo famoso el Drive Zen, el Zen Drive hizo famoso Alfonso Hermida -su constructor – que, en pocos años, tuvo la fama y creciente consideración en el campo de la guitarra, ampliando progresivamente el catálogo de sus creaciones – rigurosamente artesanales – para guitarra.
El Zendrive ha construido en California y se parece a una pequeña caja, muy ligera, con cuatro controles: volumen, gain, tono y “voz”(Fig. 4)
(Fig. 4 – Zendrive)

El aspecto general y el peso de este pedal, dan una impresión de bajo costo. El Zen Drive, de hecho, está cableado en un contenedor estándar anónimo (uno de los que son fácilmente asequibles para construcciónes autónomas electrónicas). La superficie superior está cubierta con una capa de Lexan con serigrafías, las perillas de los potenciómetros son bastante modestas: un clásico, repito, de los productos para la electrónica de “bricolaje”.
Dentro, se ven pocos componentes cableados en un circuito muy pequeño y todo está estrictamente cubierto con una pintura oscura para proteger los secretos del “Guru” Hermida. (Fig. 5)
(Fig.5 – Detalles internos del Zendrive)

El timbre del Zendrive es atribuible – muy aproximadamente – a la familia “Screamer”, con un gain poco fuerte y un timbre general promedio.
Las primeras veces “Zen”, podrían defraudar las expectativas, pero, atención, esto stomp es único en su género. Y la singularidad, en mi opinión, proviene de la capacidad poco común de este pedal de dar – pido disculpas por el juego de palabras – una “distorsión limpia”: Todas las características relacionadas con un sonido saturado (compresión, espesor, sustain), coincidan perfectamente, de hecho, con un timbre global básicamente “limpio”. Podríamos comparar esto Zendrive con un boost para guitarra, pero con las características dinámicas típicas de una distorsión.
Y es la “dinámica” la característica clave que aleja esta unidad de la familia Ibáñez / Screamer: El Zendrive es verdaderamente diferente en la respuesta a la púa, lo que se traduce cuando la intensidad varía, más en variaciones de timbre /expresión, que en excursiones de volumen. Sin embargo, si al principio estamos confundidos (“… pero no es dinámico?”), Más tarde aprenderemos a apreciar las grandes habilidades vocales y la capacidad de escuchar una guitarra limpia que … produce acople.
Las regulaciónes son bastante estándar. Dignos de mención: La ganancia significativa en dB de que es capaz el control del volumen y el control “voz”. Esto, más que oscurecer o aclarar, da la impresión de una acción eficaz contra la “estructura” del sonido, con una fuerte propensión a timbres estridentes y más distorsionadas a medida que se gira el control hacia la derecha. incluso con regulaciónes más fuertes en el rango de agudos, esto stomp – y es una cosa bastante rara en el mundo de los overdrive – es nunca molesto.
El Zendrive, de hecho, es una voz solitaria en los distorsiónes para guitarra, tiene gran elegancia y personalidad a pesar de, probablemente, una flexibilidad limitada en términos de géneros musicales, que se refrenan definitivamente en ámbito… Robben Ford.
Lo que – créanme – no es poco.

INFO:

Fabricante: Hermida Audio Technology
Modelo: Zendrive
País: U.S.A.
Página web: http://hermidaaudio.com
Distribuidor italiano: N/A
Precio: 199 USD
Géneros: Blues y similares.

Fulltone – OCD:

Este Fulltone es probablemente el pedal que me gustaría llevar conmigo en la famosa isla desierta: La versatilidad es su primer punto fuerte. Con un OCD y, por ejemplo, una Stratocaster SSH (single / single/humbuking), podríamos evitar muchos problemas. Pop, blues, jazz-fusión, rock (aunque si es poco ligero!): este pedal está siempre a su gusto en los diversos géneros y estilos musicales y provee soluciones del caso, cuando son requeridos, aunque con un cierto compromiso evidente, en comparación con los pedales más especializados .
La realización es ejemplar: la mezcla perfecta de lujo y artesanía. Creo que las fotos no le hacen justicia; esto Fulltone es realmente muy agradable y hermoso en su librea de color crema. Estamos, entonces, en la tradición de “boutique stomps” de la Fulltone. (Fig. 6)
(Fig. 6 – Fulltone OCD)

La categoría de esto overdrive es de descripción más difícil. Al escucharlo, la palabra que me volví más a menudo a la mente es “clásico”. El OCD es un overdrive clásico de vocación principalmente rock, con una reserva verdaderamente notable en términos de gain y un equilibrio sólido en todos los rangos: bajos medidos, medios pulidos y agudos nunca estridentes. Todo esto, tal vez, se empuja hasta el límite de la impersonalidad, pero sin duda es el resultado de una considerable atención y, yo diría, de verdadero virtuosismo constructivo.
La única nota discordante, es el nombre dado por el fabricante: OCD (obsessive/ compulsive/ drive) que, en mi opinión, es inadecuado por un overdrive “normal”, aunque … muy elegante.
Los tres controles de la unidad, rematadas por “pointer knobs” negros, son similares al TS 808 (volumen, tono, gain) y se caracterizan por un control de los tonos bastante gradual y poco extremo en excursiones y una reserva de drive realmente sorprendente si es empujada a los límites.
Por último, un micro-switch con dos posiciones se coloca en la parte superior de la caja y selecciona dos modos diferentes de funcionamiento (HP-LP). No sé si el comando afecta el pre-amplificador o inserte/ excluya diferentes componentes, pero en definitiva, la posición más alta (HP) – mi favorita – incrementa el drive de la unidad y la posición baja (LP) favorece a los sonidos crunch con un general mejoramiento de la ya elevada dinámica.
El OCD suena muy bien, su diseño de lujo asegura notas dobles (fat) y llenas de “twang”, una impresionante blandura, también con el gain al máximo y dinámicas excelentes: Nunca he oído otros pedales capaces de niveles similares de gain unidos a estas cualidades de dinámica.
El máximo fue utilizar los pickup humbuking cuando el pedal activa toda su (medida) saña. Pero incluso con la Stratocaster Stratocaster se alcanzan niveles de drive realmente inusual.
Si realmente había que buscar un fallo de este Fulltone, podría estar en su uso en los niveles bajos de la unidad en busca de estilo boost/ Screamer. Con estos ajustes, especialmente con la Stratocaster, el pedal muestra una cierta debilidad y un drive incierto. Pero, probablemente, es una evaluación subjetiva.
Lo recomiendo a cualquiera en busca de un overdrive “general”, pero realmente de lujo en el sonido y en la construcción.

INFO:
Fabricante: Fulltone
Modelo: OCD
País: U.S.A.
Página web: www.fulltone.com
Distribuidor italiano: 440Hz (www.440hz.it)
Costo: 179 Euros IVA incl.
Géneros: Rock (ante todo) y cualquier otro tipo que no requiere distorsiones extremas (por exceso o por defecto).

MI Audio – Crunch Box Distortion:

Después de Tommy Emmauel y las guitarras Maton, esto Crunch Box es probablemente el producto australiano para guitarra más conocido en el mundo.
Para esto pedal, comercializado por MI audio desde 5 años, es lo contrario de lo que se dijo sobre el Fulltone OCD: Nunca nombre fue menos apropiado. De “crunch” aquí hay muy poco porque hemos dejado a la familia de los overdrive y hemos aterrizado en la que de las distorsiónes … malas.
Muy bonito la pequeña caja. Además de tamaño estándar (como los pequeños MXR), pero en un rojo de fuego, templado por serigrafías y perillas “pointer style” color blanco. (Fig. 7)
(Fig. 7 – MI Audio Crunch Box Distortion)

Equipo estándar en lo que respecta las regulaciónes (volumen / tono / gain), (Fig. 8), con la “joya” de un trim “presence” dentro de la unidad, que tiene por objeto de adaptar la voz del efecto a la voz más o meno cristalina del amplificador. El incremento del trimmer hacia la derecha enfatiza los sonidos agudos arrastrando, obviamente, una gran cantidad de armónicos en beneficio del drive global: muy útil.
La membresía familiar de esta casilla (perdónenme los puristas y especialistas) es la “Boss DS-1 style”, es decir, la de un efecto de distorsión que, tan single que humbuker, ruge mucho. El timbre general me recuerda, en cierto modo, el Catalinebread “Superchage”, sobre todo en los ritmos distorsionados espectaculares que devuelven una pared de armónicos como una guitarra a … 7 cuerdas. La Les Paul Standard (Custom Shop ’58 reissue) mostró toda su resolución, haciendo que se sienta todo el “peso” de su caoba y todo el sustain del que es capaz, el sonido final es nada menos que aterrador.
Esto Crunch Box me gustó mucho: también con bajos niveles de drive vuelve una distorsiónes homogéneas y músicales. Con el gain a horas nueve y el tono un poco más agudo, estamos en contexto Plexi y mientras que oscurecen el timbre y aumentamos la distorsión, atracamos en territorios hi-gain como los de un Marshall.
Esta caja es realmente mágica: Es pequeña, tiene ajustes básicos e inmediatos, es alimentado por 9 voltios y encontrará su lugar en cualquier pedalera.
Lo recomiendo a cualquier que necesita en su arsenal de timbres heavy sin complicar mucho su vida, con inmediatez, sencillez y un precio muy bueno.
(Fig. 8 – Regulaciónes Crunch Box)

INFO:
Fabricante: MI Audio
Modelo: Crunch Caja
País: U.S.A.
Página web: www.mieffects.com
Distribuidor italiano: Joe Music
Costo: 150 Euros IVA incl.
Géneros: Pop/rock, rock, rock’n roll, hard rock, metal.

Y ahora, como puedo distorsionar?

Esta breve revisión de pedales para distorsión está terminado. El espacio disponible no permite de explayarse sobre más pruebas, hablar de las diferencias encontradas con diferentes cables, con transmisor o switcher; así como de analizar algunos ajustes interesantes o, más, añadiendo un overdrive sobre un otro (he obtenido algo de interesante acoplando Hermida/TS808).
Pero en este momento … como puedo distorsionar? cada consejo es inútil para nos guitarristas: compraremos todos los stomp, y quizás, alguien lo vendaremos, y después probablemente los compraremos un otra vez … En definitiva, “las pruebas son finitas” y ahora tenemos que ir a jugar.
Pero esa es un otra historia. Es la magia del guitarrista inquieto: eliminada la mano de su cartera, se olvida inmediatamente y la pone nuevamente … sobre el corazón.
Para la próxima.

Todas las fotos fueron realizadas por Bruno Mazzei y son propiedad de Age of Audio

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Nato a Napoli nel 1964 ed inizia ad appassionarsi alla chitarra prestissimo grazie al classico regalo natalizio dei genitori ed alla passione per la musica dei Beatles, dei Platters e di Edoardo Bennato. Quell’oggetto rimase per qualche tempo un arredo privo di vita fino a quando qualche amico non gli spiegò che una chitarra andava accordata e che, premendo semplicemente la quarta e la quinta corda al secondo tasto, veniva fuori un accordo chiamato Mi minore… Il repertorio di Bennato, apparentemente semplice ma capace di aperture armoniche imprevedibili, lo inizia allo studio –da autodidatta- degli accordi e della chitarra ritmica e lo conduce all’acquisto della fantastica Ranger XII della Eko, purtroppo poi venduta. Negli anni settanta ed ottanta prosegue lo studio della chitarra rock affascinato dall’ascolto di Hendrix, Blackmore e Page, con risultati abbastanza frustranti e con tonnellate di cassette e 33 giri consumati. L’uscita di Van Halen e, soprattutto, lo studio del repertorio dei Rush lo inducono alle prime lezioni “serie” ed all’immediata comprensione di quanto detto da Andres Segovia: “La chitarra è uno strumento facile da suonare male”. In quegli anni aumenta l’interesse parallelo per la liuteria, il customizing e lo studio di tutte le tecnologie legate alla chitarra elettrica. Per circa due anni lavora presso uno storico liutaio napoletano dove apprende i rudimenti tecnici legati alla chitarra acustica ed alle riparazioni in genere. La passione per Pat Metheny, Larry Carlton, la musica brasiliana e l’acid jazz lo avvicinano allo studio dell’armonia jazz anche se in modo discontinuo a causa degli impegni di lavoro e familiari. In questa fase si avvale, anche se per periodi piuttosto brevi, delle lezioni e degli insegnamenti di alcuni fantastici musicisti partenopei. Attualmente suona stabilmente in una band di cover funk ed acid jazz e dedica il tempo libero allo studio dello strumento.
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