Ciao a tutti!
Ho realizzato una trascrizione del nono movimento delle “Variazioni su un Tema Enigma”, “Nimrod”, ed è stato quasi una sfida per me.
Una sfida perché l’obiettivo era riportare un’intera orchestra sulla chitarra classica, strumento che non ha tutta la potenza e il sustain del mondo, e farlo cercando di essere il più fedele possibile alle intenzioni del compositore (Edward Elgar). A circa metà del lavoro, mi sono ritrovato ad avere un brano tutto sommato ascoltabile, ma con diversi punti decisamente deboli. Allora mi sono accorto che qualcosa non andava e dovevo, seppur rimanendo fedele al compositore, reinventare e riproporre qualche elemento in maniera originale e più adatta per uno strumento come la chitarra classica. In questo articolo volevo condividere quest’esperienza, parlare dei problemi incontrati durante questa trascrizione e illustrare le soluzioni che ho adottato:

1. VELOCITÀ DI ESECUZIONE
Per il motivo di cui ho parlato sopra, ossia che la chitarra non ha tutto questo volume e sustain, le note molto lunghe di Nimrod non sono facilmente replicabili in modo efficace sulla chitarra. Per questo ho pensato che un compromesso accettabile potesse essere aumentare leggermente la velocità di esecuzione, d’altronde anche tra le varie incisioni dell’originale dell’orchestra c’è molta differenza ritmica.
2. DINAMICHE
La partitura orchestrale parte in piano pianissimo, dinamica che difficilmente funziona sulla chitarra a inizio pezzo perché si sente davvero poco e non è incisiva come un’orchestra. Inoltre ci sono diversi crescendo su una sola nota, ovviamente impossibili da riprodurre sulla chitarra. Ho dovuto ripensare completamente le dinamiche nel pezzo per adattarle in maniera più efficace alla chitarra, anche Elgar lo aveva fatto nella sua trascrizione pianistica.

3. PARTITURA MOLTO RICCA
La partitura orchestrale non è, ovviamente, riproducibile in toto sulla chitarra. Da qui nasce l’esigenza di selezionare le voci e individuare quelle più funzionali all’interno del pezzo. Per fare questo lavoro non ho avuto bisogno solo della partitura orchestrale ma anche di quella pianistica e, di tanto in tanto, davo uno sguardo a quella corale (arrangiata da John Cameron, dal titolo “Lux Aeterna”).
4. ARMONICI FINALI
Forse questa è la libertà più grande che mi sono preso in tutta la trascrizione. Nimrod si conclude con la stessa frase esposta all’inizio, la prima semifrase in fortissimo, la seconda in pianissimo. Questo contrasto, espresso benissimo dall’orchestra, non riuscivo a renderlo sufficientemente efficace sulla chitarra. Ho provato così a introdurre gli armonici come elemento di novità, cercando di preservare il fortissimo iniziale e poi introducendoli nella seconda semifrase. Non mi piaceva ancora. Così ho sacrificato il fortissimo e ho messo gli armonici sull’intera frase. Suonava molto meglio e, anche se è un’idea lontana da quella originale di Elgar, ho pensato che introdurre una novità in quel frangente rendesse l’intero passaggio più ascoltabile sulla chitarra classica. Questi sono i principali problemi che ho affrontato, devo dire che è stata una trascrizione abbastanza complicata ma di sicuro è stata una sfida da cui ho appreso molto e spero di esservi stato di aiuto nel condividervi la mia esperienza.
Alla prossima!
Notizie Utili
Spartito realizzato da Pietro Ruscigno: Link
Sito Pietro Ruscigno: www.pietroruscigno.com
Brano suonato da Pietro Ruscigno: Variazioni su un Tema Enigma Nimrod.