Stiamo vivendo in un mondo sempre più regolamentato dal politically correct, le parole vanno pesate, calcolate, calibrate… mai avrei pensato di essere tacciato di sessismo(!) solo per il fatto di essere musicista!
Ebbene si, da non credere, ma il politicamente corretto è entrato anche nel mondo musicale. Ci ha pensato il PAMA, Professional Audio Manufacturers Alliance, associazione americana di produttori di materiale audio, che ha deciso di fare qualcosa per regolamentare la spinosa questione una volta per tutte.
Inclusione
La parola d’ordine è inclusione, bisogna affrontare problemi di linguaggio e terminologia obsoleti per incoraggiare l’inclusione, la non gettizzazione di categorie che potrebbero ritenersi offese, equalizziamo tutto.
“L’intento è fare in modo che i membri di PAMA raccomandino l’adozione di una struttura interna alle loro organizzazioni per l’implementazione di una terminologia unificata in tutto il settore, nello spirito di inclusività e coerenza. È una questione di vicendevole rispetto”, ha spiegato Karam Kaul, presidente del consiglio di amministrazione dell’associazione e membro del comitato per l’inclusione.
Sessisti e razzisti!!
Veniamo al dunque. Quante volte avete infilato uno spinotto maschio in uno femmina? Basta con questo sessismo, bisogna utilizzare le parole spina e presa o all’inglese plug e socket.
E quante altre volte siamo stati poco sensibili con terminologie del tipo master/slave? Molto meglio primario/secondario.
E che dire della whitelist/blacklist? Quanto razzismo in questa terminologia…
Ma la notizia, nata come semplice proposta, ha cominciato a fare il giro del web quando hanno abbracciato la causa SoundGirls, associazione che “supporta le donne che lavorano nella produzione audio e musicale professionale, mettendo in evidenza il loro successo e fornendo loro un luogo per connettersi, fare rete e condividere consigli ed esperienze”, una sorta di movimento femminista musicale (ma sarà inclusivo anche dei poveri maschietti? Mah).
Karrie Keyes, direttrice esecutiva di SoundGirls, monitor engineer dei Pearl Jam per 25 anni e professionista che ha seguito i tour di band come Soundgarden e Red Hot Chili Peppers, ha commentato: “Un plauso per PAMA che cerca di introdurre un linguaggio neutro nell’industria audio. È un’impresa enorme, ma bisogna continuare a lavorare per portare cambiamenti significativi in questo settore”.
E dunque neutralità sia! Il documento è chiaro
Riportiamo i punti salienti del nuovo nomenclatore
Non usermo più i termini sessisti Maschio/Femmina piuttosto Presa/Spina – Plug/Socket
Mai più gli insensibili Master/Slave, meglio Primario/Secondario – Primary/Secondary
Basta razzismo con Whitelist/Blacklist, useremo Lista di inclusione/esclusione – Inclusion/Excludion list
Per tutelare la sensibilità di chi soffre di patologie non diremo Check/Sanity check ma Validazione/Verifica – Validate/Verifiy
Parole offensive come Dummy vanno sostituite con segnaposto – placeholder, basta con i termini Crazy/Insane/pazzesco/folle, ci vuole sensibilità anche nel linguaggio!
Ma c’è di più
Fortunatamente nella lingua italiana si può fare in modo abbastanza relativo, ma se vi trovate a parlare in inglese basta dare un sesso alle cose, basta con LO spinotto, LA presa ecc… basta con gli appellativi “He/She/him/hers/his” , da oggi tutto va appellato con un neutrale “It” o se dobbiamo scrivere un plurale utilizziamo il nuovo carattere schwa (Ə) che non discrimina uomo/donna!
E dunque potremmo trovarci presto di fronte ad una frase del genere “Forza ragazzƏ, inseriamo gli spinotti nella prese, facciamo la validazione dell’impianto. Tutto quello da non utilizzare è nella lista di non-inclusione, non dimenticate di collegare il primario al secondario.
E’ stato sconsiderato stasera (evitare “pazzesco”)! Grazie a tuttƏ!“