Il Suono e la Musica

In questo breve articolo vi parlerò di sua maestà il Suono, e del suo “migliore amico”, il Timbro, non nel loro aspetto fisico/tecnico, ma come “essenza”, con la capacità di determinare le caratteristiche di un brano ed influenzarne la composizione.

Spesso bastano pochi secondi d’ascolto di un brano per poter identificare un suono caratteristico, l’artista ideatore e il  genere musicale a cui appartiene, ancor prima di riconoscere il brano stesso.
Quindi:  SUONO=> ARTISTA=> BRANO => GENERE sono legati in modo indissolubile. Se riflettete, nella musica contemporanea, e non solo, spesso il suono “fa il pezzo”, ancor prima della struttura melodica-armonica della canzone.
Pensate cosa è stato il suono del clavicembalo per la musica barocca, il suono dell’organo per la musica sacra, l’insieme dei suoni di Piano- Batteria- Contrabbasso  per il Jazz. Tutti sappiamo che la grande rivoluzione della beat generation e del rock  ha tra le sua fondamenta  l’avvento del suono della chitarra elettrica e del suo uso innovativo e creativo.
Altro strumento che ha profondamente influenzato la musica dagli anni ’70 dello scorso secolo in poi è stato il sintetizzatore. Tutto questo solo per citare qualche piccolissimo esempio. 

In ogni rivoluzione scientificaculturale (e la creazione di un nuovo strumento con relativo suono ed il suo uso creativo è una rivoluzione scientifica-culturale), si parte sempre da qualche mente geniale che “vede oltre”, ossia vede quello che gli altri non percepiscono, aprendo così nuove strade.

Ritornando al suono e al timbro di uno strumento e alla sua elaborazione, questo è frutto generalmente della ricerca dell’artista e rappresenta una sua precisa impronta. Esistono numerosissimi esempi di ARTISTA => SUONO. Come tutti abbiamo provato, spesso quando si ascolta una “canzone”, nei primissimi secondi iniziali, ancor prima di riconoscere il brano, riusciamo a individuare un suono caratteristico e ad attribuirlo all’artista che lo ha creato, identificando facilmente il genere musicale e solo dopo la canzone.
Il suono della chitarra di Santana, Metheny, Gilmour, Hendrix, Hackett… solo per citarne alcuni, sono riconoscibili da subito. Così le sonorità del Rock, del Jazz, del Blues, della Musica Classica….. sono identificabili ancor prima dell’individuazione del brano stesso.
Da un punto di vista evolutivo, il nostro cervello si è sviluppato con la capacità di identificare suoni e rumori e di farlo anche in brevissimo tempo. I suoni vengono immediatamente classificati (per sopravvivenza  o socialità) come segnali di pericolo o familiari, di gioia, di tristezza, ecc. spesso con grosso coinvolgimento emotivo.

Esempio massimo di quanto affermo è il riconoscimento della voce umana. Un neonato è capace di distinguere da subito la voce della mamma tra le tante, e poi la voce dei propri familiari, distinguendole da quelle degli estranei.  Ogni voce ha il suo suono, il suo timbro, e il nostro cervello si è evoluto con la capacità di distinguere anche piccole sfumature. Questo vale per moltissimi suoni, anche se con capacità cerebrali di screening diverse. Volendo illustrare l’esempio suonopericolo-riconoscimento, possiamo sintetizzare che gli antichi progenitori, che non avevano la capacità di riconoscere, tra tanti suoni, quelli che rappresentavano un chiaro segnale di pericolo, non hanno potuto più trasmettere i loro geni alle generazioni successive…  La capacità di riconoscere i suoni, per questioni di sicurezza/sopravvivenza/sociali si è evolutivamente affermata sempre più.

Ritornando alla musica, e in particolare alla musica moderna, ogni grande artista-musicista  (chitarrista, bassista, tastierista, percussionista…) ha il suo suono, la sua impronta digitale musicale che lo caratterizza e che definisce il genere che lui esegue.
Quindi, il messaggio per i musicisti “naviganti” non può che essere: cercate il vostro suono, un suono che sia vostro e vi rappresenti, che vi faccia sentire a vostro agio durante le esecuzioni e che permetta di esprimervi senza sottrarre niente alle vostre idee, anzi amplificandole.
Il vostro suono sia il punto di partenza per la vostra musica
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Salvatore Savio Aversano

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