Waldorf – Rocket

Roberto Miele

Lo scoop ! Quest’inverno Waldorf annuncia, sorprendendo la maggior parte degli utenti, un nuovo prodotto. I più si sarebbero aspettati il lancio del Pulse, in cantiere da ormai da più di un anno. Le attese saranno ancora prolungate in quanto un altro prodotto, come un razzo, è arrivato primo al traguardo : il Rocket.

Di cosa parliamo?

In breve si tratta di un synth monofonico (con modalità parafonica illustrata in seguito) con controlli ridotti all’essenziale, ma che riesce comunque ad essere potente e cattivo all’occorrenza. La parte analogica del synth é il filtro multimodo.

Com’è fatto?

Fig.1 Rocket Waldorf
Fig.1 Rocket Waldorf

Esteticamente molto compatto (Fig.1), trasmette subito una sensazione di solidità, certo i potenziometri non rappresentano il massimo della qualità ma nel complesso l’ho trovato molto funzionale. Le foto potrebbero ingannare, nella realtà il Rocket non è eccessivamente piccolo come può e ciò agevola l’utilizzo dei controlli non eccessivamente ravvicinati.

A cosa lo colleghiamo?

Le connessioni (Fig.2) sono quelle basilari: midi in e out, uscita cuffia (mini jack, regolabile come volume) uscita audio (jack, il cui volume non è regolabile), un mini switch dedicato alla selezione del canale midi di ricezione e trasmissione (il suo utilizzo è immediato: basta tenerlo premuto e inviare una nota sul canale desiderato, il rocket automaticamente si selezionerà su quel canale per ricevere), ingresso jack che consente di inviare un segnale esterno verso il filtro, e una presa USB per lo scambio dei dati midi verso un computer attraverso il quale lo strumento viene alimentato.

Fig.2 Waldorf Rocket back

Cosa c’è dentro?

Il percorso del segnale è primordiale quanto efficace: un oscillatore digitale, un inviluppo semplificato al massimo, un filtro analogico Low-pass/band-pass/hi-pass. Completano la dotazione un arpeggiatore e un LFO (anche essi piuttosto spartani).

Eviterò di dilungarmi su come selezionare le svariate modalità dell’oscillatore, ritengo che la scelta di realizzare una versione digitale sia dettata da aspetti economici (si possono ottenere risultati che con una versione analogica sarebbero stati molto più costosi). Prendiamo ora in considerazione le diverse modalità di Rocket partendo dalla selezione di una forma d’onda saw.

Parafonia

L’oscillatore può essere impostato in modo da poter simulare 8 oscillatori. Essendo però sia l’inviluppo sia il filtro monofonici, il risultato appare alquanto strano al primo ascolto. Sia l’inviluppo sia il filtro vengono triggerati ogni qual volta viene suonata una nuova nota. In conclusione si tratta di una modalità che ho trovato piacevole ma non di eccessiva importanza.

Modalità simil supersaw

Devo ammettere che trovo questa modalità estremamente interessante. È costituita da un oscillatore a dente di sega, al quale è possibile aggiungere da 2 a 8 oscillatori in unisono. È inoltre possibile impostare un detune in grado di portare l’intonazione al caos. Il suono così ottenuto è molto grasso e possente. Se aggiungiamo inoltre un filtro Low pass con release veloce otterremo sonorità di bass synth molto accentuate.

Modalità armonizzazione

È possibile aggiungere alla nota fondamentale suonata altri oscillatori intonati su terza, quinta, settima e ottava superiore, tutto ciò partendo da un minimo di 2 fino ad un massimo di 8 oscillatori per formare svariati accordi. Abbinare a questa modalità l’utilizzo di un arpeggiatore permette di ottenere risultati estremamente originali.

Modalità hard-sync

È possibile simulare l’utilizzo di 2 oscillatori (come per il Prophet 08), il ciclo dell’oscillatore slave sarà sincronizzato alla frequenza dell’oscillatore master, in questo modo un oscillatore controllerà l’intonazione generale e l’altro il contenuto armonico ottenendo un classico sweep da hard sync.

L’altra forma d’onda selezionabile è l’onda quadra, con la quale è possibile sfruttare le armonizzazioni di fino ad 8 oscillatori, regolare la lunghezza dell’impulso (manualmente oppure ottenendo il classico effetto pwm ciclico).

Il filtro

Si comporta egregiamente, personalmente lo preferisco in modalità LPF, le altre modalità le utilizzerei prevalentemente per filtrare materiale audio esterno. Con valori di resonance elevati il Rocket inizia ad urlare e ad auto oscillare. È presente, inoltre, uno switch per il tracking da tastiera con impostazioni off, 50% e 100%, oltre ad un controllo di modulazione del filtro tramite l’inviluppo.
Una funzione interessante è il boost del segnale in ingresso al filtro. Questo viene azionato da un interruttore che permette di aggiungere una distorsione molto interessante, e che rende il suono ulteriormente incattivito. Consiglio di usarlo con settaggi abbastanza generosi di resonance del filtro.

Inviluppo

Sono presenti soltanto il controllo del tempo di decay e due switch che permettono di “agganciare” la regolazione del sustain e del decay al parametro Decay .

Arpeggiatore/ LFO

L’lfo è assegnabile sia alla frequenza dell’oscillatore, sia alla frequenza di taglio del filtro, sia all’arpeggiatore. Di conseguenza l’LFO non può essere utilizzato come sorgente di modulazione se l’arpeggiatore è in uso
Una caratteristica molto interessante è un pulsante denominato “Launch”, che permette di inviare al Rocket l’ultima nota midi ricevuta.
Un aspetto da non sottovalutare è la trasmissione/ricezione dei dati midi di tutti i controlli (tranne i selettori del tipo di filtro e dell’audio boost). A tal proposito va ricordato che il tasto Launch permette il dump veloce del suono programmato. Utilizzando dunue il Rocket attraverso una DAW, sarà sufficiente registrare all’inizio della traccia MIDI il dump del suono per poterlo facilmente richiamare ad ogni caricamento del progetto.

Conclusioni finali

Se in studio avete un Moog Voyager oppure un Alesis Andromeda forse il Rocket vi risultera’ superfluo, ma se vi spostate spesso e volete allestire un setup leggero non posso far altro che consigliarvelo. Il suono è ben definito, potente, e in questa fascia di prezzo (rovistando nel mercato dell’usato si potrebbe ipotizzare l’acquisto di un DSI Mopho) difficilmente si trova un prodotto migliore. Un’ipotetico diretto concorrente potrebbe essere il Volca Keys di Korg, prossimo alla messa in commercio. Il Rocket è un prodotto consigliato anche al chi desidera avvicinarsi al mondo analogico evitando considerevoli investimenti economici

Pro:

  • Il rapporto qualità prezzo è decisamente alto.
  • La facilità’ di utilizzo (nonostante le molteplici modalità di funzionamento per la sezione oscillatore).
  • La qualità generale del suono (anche se confrontato con un Prophet 08, sia in modalita’ mono, sia in unison)

Contro:

  • La mancanza della regolazione del volume master.

Esempi audio :

1 Saw con hard sync
2 Super Saw
3 Arpeggiatore e funzione audio boost

INFORMAZIONI UTILI:

Produttore: Waldorf
Modello: Rocket
Website: www.waldorfmusic
Distributore italiano: www.midiware.com
Prezzo: 220,00 EUR 

 

 

 

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