Sin dai suoi albori, la sintesi additiva è sempre stata vista come una tecnica con grandi potenzialità ma difficilmente gestibile ed esosa di risorse. Strumenti come il DK Synergy o il Kawai K5000 hanno dato un assaggio delle potenzialità di questa tecnica sebbene limitati per questioni fisiche (capacità di calcolo dei processori) e per il numero di controlli disponibili.
Il teorema di Fourier afferma che qualunque segnale periodico può essere scomposto nella somma di sinusoidi dove il primo ha la frequenza base del segnale considerato (la nota che percepiamo, qui detta fondamentale) con una serie di multipli di essa dette armoniche. La sintesi additiva si basa proprio su questo principio, sommando differenti sinusoidi al fine di generare un segnale complesso. Il nodo gordiano di questa tecnica è appunto la grande quantità di parametri da dover gestire in quanto vanno moltiplicati per ogni armonica.
Morphine, prodotto dalla belga Image-Line, la stessa che sviluppa anche Fruity Loops ormai giunto alla versione 8, viene incontro a queste problematiche fornendo uno strumento molto complesso in un’interfaccia essenziale e funzionale.
Primo aspetto:

Morphine Generator A Panel
La schermata che ci appare non appena lanciato il programma corrisponde al Generator e, di primo acchito, può sembrare ostica. Nella parte superiore troviamo tutto ciò che riguarda le caratteristiche armoniche del suono ergo i parametri che possono essere manipolati. Possiamo definire il volume di ogni singola armonica delle 128 disponibili, la sua posizione nel panorama stereo, eventuali variazioni d’intonazione ed, infine, la serie armonica vera e propria denominata Window. L’insieme di questi parametri definiscono un singolo Breakpoint. Prestate attenzione perché qui viene il bello: la sezione subito sottostante funziona come generatore di inviluppo dove ogni singolo punto rappresenta un Breakpoint. Aggiungendo un nuovo punto, tramite il pulsante destro del mouse, e modificando i parametri spettrali otteniamo una variazione timbrica nel tempo. In parole povere il suono muta continuamente permettendo di ottenere con pochi semplici tocchi dei timbri complessi ed evolutivi.
Se volete cimentarvi in una prova, aggiungete semplicemente un armonica (o più contemporaneamente, a seconda del tipo di Tool che selezionate dall’apposito menu), aggiungete un punto nella sezione Spectrum e ritoccate la curva armonica. Quando suonerete potrete ascoltare il vostro timbro variare nel tempo.
Resintesi:
Uno dei punti di forza di Morphine è il suo motore di resintesi, ovvero la capacità di ricreare un suono partendo da un campione permettendoci poi di manipolarlo a nostro piacimento nel suo contenuto spettrale. Vi confesso che inizialmente ero piuttosto scettico riguardo le capacità di questa tecnica, ma mi son dovuto presto ricredere. Cliccando sul pulsante Charge Smp, posizionato nella parte sinistra del programma, possiamo selezionare il campione che vogliamo ricreare ed ascoltarne un’anteprima tramite il pulsante Play. Con l’ausilio della manopola Balance possiamo ascoltare la differenza tra il suono originario e quello che verrà importato effettuando, all’occorrenza, eventuali modifiche all’intonazione tramite i valori Note e Detune. La fedeltà della ricostruzione è direttamente proporzionale alla risoluzione selezionata in Resolution, così come il tempo impiegato per elaborare il campione. Il primo tentativo è stato fatto ricampionando un piano digitale con risultati che davvero non mi aspettavo. Il suono risulta abbastanza fedele e, contrariamente a quanto accade con i campionatori, i tempi di caricamento sono istantanei. E’ possibile quindi ricostruire abbastanza fedelmente strumenti acustici in un ambiente privo di campioni.
Diversa la situazione per suoni con evoluzione più complessa, tipo linee melodiche o ritmiche. I risultati, e non potrebbe essere altrimenti, non sono altrettanto soddisfacenti se le vostre intenzioni sono quelle della riproduzione fedele. Se, invece, volete creare nuovo materiale da vecchi campioni allora sfondate una porta aperta. Le possibilità offerte dalla manipolazione dello spettro e dalle modulazioni fornite dal sintetizzatore vi permetteranno di creare nuovi soundscapes in pochissimo tempo.
Morphing e Modulazioni:

Come già accennato in precedenza, Morphine permette di creare sonorità evolutive tramite il concetto di Breakpoint. La sezione Morph/Mix permette di miscelare i quattro Generators utilizzando un pannello X/Y che richiama la sintesi vettoriale presente sui vecchi Korg Wavestation e SCI Prophet VS e le possibilità di variare il suono non finiscono qui. Il pannello Modulation fornisce infatti la classica matrice di modulazione, con 12 slots a disposizione, e quattro generatori di inviluppo aggiuntivi. Infine è possibile selezionare un campione nella sezione Noise, con relativo filtro Lowpass, per inserire ulteriore colore al suono. Tutto ciò aggiunge innumerevoli varianti timbriche alla già ben fornita dotazione del prodotto.
Effetti:
Morphine è anche dotato di una piccola sezione effetti comprendente un Chorus, un Delay, un Riverbero ed un Equalizzatore ad 8 bande nonché di un Distorsore posto di fianco al Master Level. Nulla di eccessivamente spettacolare, ma fanno egregiamente il loro lavoro senza gravare sulla CPU. Peccato che il riverbero, a mio parere, possa risultare un pò troppo metallico anche se in determinati contesti questa si rivelerà più una peculiarità che una lacuna. Peccato, inoltre, che non vi siano parametri per la distorsione o la possibilità di scegliere almeno un paio di algoritmi diversi. Questi piccoli accorgimenti renderebbero Morphine ancora più appetibile.
Come suona?
Morphine vanta un ecletticità che raramente possiamo trovare nel panorama degli strumenti virtuali. Può essere usato sia per sonorità classiche che per timbri totalmente innovativi ed inusuali, ricostruzione di strumenti acustici così come pad eterei ed avvolgenti.
Valutazioni:
Potente e con ampie potenzialità timbriche. Interfaccia essenziale e ben progettata. Non grava eccessivamente sul processore. Può risultare inizialmente ostico per chi non ha mai avuto a che fare con un approccio alla sintesi nel dominio delle frequenze. Si sente la mancanza di alcuni controlli generici, quali l’intonazione per singolo generatore senza dover andare a modificare ogni singola armonica per ogni Breakpoint. Una sezione d’effetti più corposa o qualche parametro in più potrebbero rivelarsi un notevole valore aggiunto per il prodotto. Uno strumento da avere sicuramente nel proprio arsenale di Sound Design.
Conclusioni:
La sfida rappresentata dal proporre agli utenti un sintetizzatore additivo è sempre notevole. La maggior parte degli strumenti di sintesi si basano sulla sottrattiva e quei concetti ormai sono radicati nel nostro modus operandi. Lavorare nel dominio delle frequenze può essere ostico in quanto, come accennatovi all’inizio dell’articolo, si ha a che fare con innumerevoli parametri. Il compromesso tra funzionalità e semplicità d’uso resta sempre uno degli scogli più difficili da superare per i programmatori e devo dire, con sincerità, che quelli della Image-Line sono riusciti ad ottenere un buon risultato. Chi non ha dimestichezza con la programmazione potrà abusare delle capacità di resintesi, modificando dei campioni in modi che normalmente non potremmo ottenere con campionatori ed affini. L’utente più smaliziato, invece, potrà divertirsi manipolando atomicamente il suono nella sua parte più intima ovvero lo spettro. Di funzionalità se ne potrebbero aggiungere tantissime e sono sicuro che molti di voi, durante la programmazione, si chiederanno quali altri risultati si otterrebbero se ci fossero stati altri parametri. Questo, però, significherebbe intaccare il buon equilibrio che gli sviluppatori sono riusciti ad ottenere con questo prodotto rendendolo validissimo, lo ribadisco, sia per semplicità d’uso che per capacità timbriche.
Informazioni Utili:
Prezzo indicativo: $ 159,00
Sito: Image-Line Morphine