Guthrie Govan Masterclass – Il maestro all’ opera

Antonio Cangiano
Guthrie Govan

Il tour delle sedi della MMI tocca anche la Campania con la sede di San Giorgio a Cremano, che oltre a essere la patria di Massimo Troisi è anche la sede non solo della scuola MMI ma anche dell’ associazione Ultrasuoni.

La sede di Ultrasuoni, così come tutte le altre sparse in giro per l’Italia, ha ospitato le masterclass di uno dei migliori chitarristi moderni sulla faccia della terra, Guthrie Govan.

La masterclass è iniziata, dopo una breve introduzione sulla storia di Ultrasuoni e sulla sua divenuta sede della scuola MMI con le esibizioni di Claudio Acampora e Mimmo Langella, entrambi professionisti del settore da molti anni per poi passare al piatto forte della serata.

Giorgio Sannino,Guthrie Govan,Claudio Acampora.

 
Non basterebbe un dizionario, anglosassone o italico, per definire Guthrie Govan, musicista dal genio incrollabile e una vera a propria killing machine a sei corde, turnista di grandissimo livello per tantissimi artisti ha prestato le sue doti chitarristiche per album come Hand Cannot Erase di Steven Wilson oppure XY del nostro talento nostrano Ciro Manna.

Dopo averci ampiamente spettinato con il suo primo brano di apertura, durante il question & answer Govan ha mostrato quello che per lui è stato un excursus molto fisico e analogico verso la musica, di come si sia impegnato a cercare di imitare i suoni dei dischi che aveva in casa e di come si sia improntato verso al trascrizione nei suoni primi anni di collaborazioni con le riviste musicali inglesi, dove appunto pubblicava trascrizioni di brani e di assoli.

Subito dopo aver concluso la masterclass con il suo ultimo brano “Ner Ner”, vi è stato il classico Meet&Greet dove Guthrie ha incontrato i fan per foto e autografi.

Guthrie Govan Masterclass

 
Guthrie Govan ci ha concesso un piccolo spazio del suo tempo per una piccola intervista, vediamo cosa ha da dirci:

Come si è evoluto il Gutrie Govan musicista dagli esordi fino a oggi?

In realtà io sono sempre rimasto lo stesso, ho cominciato all’età di 3 anni e per me è necessario suonare, mi piace farlo e lo sento come una parte di me, un momento importante della mia vita è sicuramente stato quando all’età di cinque anni ho fatto il mio primo concerto.

Io per molto tempo ho suonato perché mi piaceva ma a 21 anni ho pensato poi di farlo come mestiere perché non sarei mai stato contento di fare un altro lavoro, quando ho cominciato di intraprendere questa vita da musicista professionista ho capito che la mia vita stava prendendo una svolta importantissima.

Cosa ritieni non debba mancare ad un aspirante professionista e a un aspirante insegnante?

Non esiste effettivamente una regola specifica, ognuna suono in modo  proprio, la cosa importante è capire perché vuoi suonare e cosa ti aspetti che il mondo della musica ti dia in cambio, ci sono delle persone che vogliono solo scrivere una canzone, chi suonare la chitarra, chi battere il record mondiale di velocità sullo strumento.

Ci sono altri invece che vogliono solo conoscere tutto del mondo della musica, quindi se tu capisci dove vuoi andare e cosa vuoi fare avrai una via in discesa e un obbiettivo da raggiungere.

Come ritieni si stia evolvendo la chitarra come strumento negli ultimi anni?

Guarda, sinceramente non so, molti chitarristi hanno imparato da soli, se questi mostri sacri avessero avuto un percorso seguito dal punto di vista didattico avrebbero avuto si una tecnica molto più performante ma non avrebbero forse avuto quella spinta di innovazione che li ha resi poi dei grandi.

La tecnica della chitarra si sta evolvendo perché è ovviamente uno strumento nato da pochi anni, se paragoni con il pianoforte la chitarra non ha nemmeno un decimo della tradizione scolastica che ha questo strumento.

E’ uno strumento ancora in evoluzione e mi risulta difficile prevedere come si potrebbe evolvere, sta al tempo  darci la risposta . .

 

Antonio Cangiano
 

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