Behringer sferra l’attacco dei cloni

Vincenzo Siani
Behringer

Behringer è balzata prepotentemente alla ribalta in occasione della chiusura del NAMM 2019.
Dopo l’enorme successo del Model D, sintetizzatore versione rack ispirato al MiniMoog, del Neutron, sintetizzatore modulare, e del DeepMind, sintetizzatore analogico a 12 voci, l’azienda tedesca con base in Cina (più che una base ormai è una vera e propria città) ha dato vita a ben cinque novità, sempre provenienti dal mondo dei sintetizzatori, pallino del fondatore Uli Behringer, sin dagli anni ’80, quando progettò il synth UB-1, che però non vide mai la luce.

Grazie al supporto tecnologico proveniente da Midas, Klark Technics e Tc Electronics, storiche aziende entrate a far parte della famiglia Behringer, sotto il marchio MusicTribe, hanno visto la luce il Behringer Odyssey, l’MS-101, il Pro-1, il VC340 e l’RD-808.

Come appare chiaro anche dai nomi, parliamo di cloni di macchine che hanno segnato la storia della musica. A giudicare dalle prime demo disponibili online, parliamo di prodotti davvero interessanti.
Il Behringer Odyssey (Pic.1) si ispira allo storico Odyssey, introdotto nel 1972 dalla ARP in risposta all’immissione sul mercato del MiniMoog.

Pic.1 – Behringer Odyssey

Parliamo di un sintetizzatore duofonico, a doppio oscillatore, con un’ampia gamma di variazioni tonali. Sono presenti Ring Modulation, Oscillator Sync, Sample & Hold, Pulse Width Modulation e tre filtri ricavati da tre modelli differenti di Odyssey.
In aggiunta, Behringer ha introdotto funzioni di sequencer, arpeggiatore, USB\MIDI e una sezione di effetti digitali. Altra caratteristica decisamente attraente è la presenza di una tastiera 37 tasti full-size, a differenza della versione Korg che presenta gli odiosissimi tasti-mini.

Altra novità è l’MS-101 (Pic.2), ispirato al Roland SH-101. Parliamo di un sintetizzatore monofonico, con a disposizione 4 forme d’onda (triangolare, saw, square e una square datata di sub-oscillatore) LFO, VCF, ADSR, 6 sorgenti FM per la modulazione VCF, sequencer a 32 step, arpeggiatore, USB\MIDI, 32 tasti full-size e ingresso audio esterno per la modulazione di segnali provenienti da altre sorgenti.
Inoltre, è dotato di kit per poterlo imbracciare durante le performance live e di una custodia rigida.

Pic.2 – Behringer MS-101

La terza novità del catalogo Behringer è il Vocoder VC340 (Pic.3), un autentico Vocoder Analogico. Non ci sono tantissime notizie al riguardo, nonostante anch’esso verrà immesso sul mercato a marzo, ma comunque, essendo ispirato al famoso Roland VP330, prevediamo che possa avere caratteristiche similari, con l’implementazione di funzioni più moderne.

Pic.3 – Behringer VC340

Quarto prodotto presentato al NAMM 2019, è il Pro-1 (Pic.4), sintetizzatore monofonico che rende omaggio al Sequential Circuits Pro-One.
Parliamo di un sintetizzatore monofonico con 2 oscillatori a chip Curtis 3340 e un filtro Curtis 3320 a 24db. Sono presenti due ADSR, una per la sezione amp e una per il filtro, un sequencer, un arpeggiatore e una buona presenza di punti patch CV. Non ci sono ancora altre informazioni al riguardo, ma questo nuovo synth che affianca sul mercato il model D e il Neutron vedrà la luce verso la metà dell’anno corrente.

Pic.4 – Behringer Pro-1

Ultima novità, ma non certo per importanza, dal mondo Behringer è l’RD-808 (Pic.5), clone della storica Drum Machine Roland TR-808. L’RD 808 è una versione completamente analogica dello storico modello Roland, dotata di uscite jack da 1\4” per ogni suono e consente persino di controllare il pitch del kick via midi, per creare linee di basso o sincronizzarsi sulla tonalità della traccia. Maggiori dettagli tecnici sono attesi a breve, visto che il prodotto verrà immesso sul mercato a marzo.

Pic.5 – Behringer RD-808

Infine, una chicca rilasciata dall’azienda contestualmente alla chiusura del NAMM (va sottolineato che la Behringer non ha partecipato all’evento, preferendo organizzarne uno proprio).
Si tratta del Behringer Crave (Pic.6), synth semimodulare con 16 note di polifonia, filtro VCO derivato dal Prophet 5, filtro ladder di derivazione Moog, sequencer a 32 step.


Pic.6 – Behringer Crave

Con il rilascio di questi nuovi prodotti, Behringer potrebbe anche star ferma per i prossimi anni, invece è già in cantiere una versione aggiornata dello storico Oberheim OBX. Inoltre, circa un mese fa, l’azienda si è aggiudicata, a un’asta di vecchio materiale utilizzato in tour dai Tears for Fears, nientemeno che un Prophet 5, un Emu Emulator II, un PPG Wave 2.2 e una drum machine Simmons. Grazie a questi acquisti possiamo già immaginare le future intenzioni del colosso tedesco.

I prezzi di questi nuovi prodotti? Come annunciato da Uli Behringer qualche mese fa, l’inizio dell’attività dell’ultima parte della loro “città” in Cina ha garantito un abbassamento dei prezzi di tutti i prodotto del catalogo Music Tribe, parliamo di cifre attorno al 40% inferiori all’anno passato. Possiamo notarlo infatti anche dai prezzi annunciati per i nuovi prodotti.

Behringer Odyssey – 499$
Behringer MS-101 – 299$
Behringer VC340 – 599$
Behringer Pro-1 – 299$
Behringer RD-808 – 299$
Behringer Crave – 199$

Insomma, bollono in pentola un bel po’ di novità, che potrebbero incidere profondamente sul modo di fare musica. Attendiamo di provarle per vedere se mantengono le promesse.

Vincenzo Siani

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