Frame drums è una collezione composta da 4 strumenti percussivi appartenenti alla tradizione popolare.
Le percussioni, specialmente in territori musicalmente più contaminati, conferiscono note di colore ai brani e impreziosiscono i lavori musicali con accenti ritmici dal suono spesso esotico. Esse rappresentano nel mix un elemento che può davvero fare la differenza. Vediamo nel dettaglio come si comporta.
Si tratta di una libreria per Kontakt che comprende i seguenti contenuti e caratteristiche:
– 19 strumenti Kontakt (.nki)
– Più di 8 configurazioni Round Robin per sample
– Più di 3 Layers di Velocity per sample
– 160 samples totali, registrati con profondità di campionamento a 24bit/48KHz
– Samples disponibili nei formati Kontakt e WAV
La libreria ha un’estensione complessiva di 178 MB unzippati ed è disponibile per digital download sul sito www.audiothing.net oppure anche sull’hub delle librerie Kontakt (www.kontakthub.com), al prezzo di 20 euro.

AudioThing è una società irlandese di produzione di software audio, focalizzata su VST Plug-ins e Sample Libraries. E’ stata fondata nel 2011 dal compositore, sound designer e programmatore Carlo Castellano, che, per la produzione dei suoi software, si avvale della collaborazione di alcuni freelancers per il sound e graphic design e in ambito di Digital Signal Processing.
Frame Drums si colloca nel ricco comparto delle librerie dedicate agli strumenti percussivi. Essa ci presenta il sampling di 2 Bodhràn e di 2 Tamburelli, quindi stiamo parlando di due fra i principali tamburi annoverabili nell’ampia categoria strumentale dei tamburi a cornice (frame drums in inglese, da qui il titolo del lavoro di Audiothing).
Trattasi di strumenti di origine antichissima costruiti con un telaio di legno curvato (originariamente mediante vapore), con o senza sonagli, sul quale viene montata una pelle di animale diversa a seconda del tipo di percussione. Esiste materiale iconografico cha data di più di 6000 anni che raffigura interpreti intenti a suonare questo tipo di strumenti, soprattutto durante cerimonie o rituali religiosi. Potrà ad esempio risultare interessante sapere che da alcuni studi etnografici sarebbe emerso che il primo suonatore di un tamburo a cornice sia stato una donna di nome Lipushiau, nipote di un re sumero in Mesopotamia. Costei visse nella città di Ur 5000 anni fa e pare suonasse per eseguire rituali di guarigione nel tempio dedicato alla Luna.
Per quanto concerne i tamburi qui campionati, come anticipato, abbiamo a disposizione una coppia di Tamburelli e una coppia di Bodhràn. I tamburelli sono diffusi da tempo immemore in tutte le civiltà antiche, dagli Ebrei agli Egizi, dai Sumeri agli Ittiti. Si sono sviluppati particolarmente nell’ Europa mediterranea. Celeberrimi sono quelli utilizzati nei repertori delle tarantelle del sud Italia. Siamo dunque in pieno regno popolare, anche se la cosiddetta tecnica moderna, ha da qualche anno emancipato il tamburello dalla dimensione esclusivamente tradizionale in cui si origina, espandendone esponenzialmente gli impieghi e le tecniche esecutive in altri contesti musicali, quali Rock, Jazz, Swing, Ethno-World, improvvisazione ritmica, sperimentazione, etc…, avvicinando in alcuni casi i suoni dello strumento a quelli prodotti da una classica batteria.
Il Bodhràn è un tamburo a cornice più recente (le prime tracce della sua esistenza risalgono alla fine del 1600). Esso è un discendente irlandese e celtico del tamburello e , a partire dalla sua comparsa, ha gradualmente soppiantato il progenitore nell’accompagnamento ritmico di gighe e reels. Questo tipo di tamburo monta tipicamente una pelle di capra e viene spesso suonato servendosi del tipper, una bacchetta lignea tornita e arrotondata alle estremità, ma può essere suonato anche usando direttamente la mano. Il nome dello strumento deriverebbe dalla parola gaelica Bodhor, che significa “dal suono morbido o sordo”, richiamando così il tipico timbro di questo tipo di tamburo, a seconda dell’accordatura della pelle.

Ma ora tranquillizzatevi, la lezioncina è finita… diamo fuoco alle polveri e vediamo un po’ come si comporta questa libreria.
ANALISI TECNICO-STILISTICA DEI CONTENUTI
Veniamo subito al cuore pulsante della libreria. Frame Drums dispone di 19 strumenti Kontakt. Vediamoli nelle loro caratteristiche salienti.
Tutti gli strumenti dispongono di una pratica e attrezzata interfaccia che comprende una sezione controlli equipaggiata di quattro moduli:
– Envelope, mediante il quale si possono regolare i valori di attacco, decadimento e release del suono
– Reverb, dotato di sette diversi ambienti e dei controlli di Size e Wet (Amount)
– Equalizer, con un equalizzatore a 4 bande (Low, Mid Low, Mid High, High)
– Un pulsante RR che, dove disponibile, abilita o disabilita le ripetizioni dell’algoritmo di alternanza del Round Robin
Il Bodhràn Big campionato è un tamburo di 18 pollici. E’ disponibile nelle seguenti articolazioni:
– Bodhràn Big. Hand Mute. Suono chiuso. Riproduce il suono ottenuto suonando il Bodhràn con la mano aperta colpendolo nella parte centrale e lasciando la mano a contatto con la pelle evitando così di farla vibrare. Ne risulta un colpo secco e definito. Può essere portato anche sul bordo per ottenere un suono ancora più chiuso. Il suono dei samples di questo .nki sono davvero convincenti, secchi ma al contempo non privi di buone coloriture.
– Bodhràn Big. Hand Slide Loop. Viene passata la mano delicatamente sulla pelle per produrne un lieve fruscio. Utilizzando le impostazioni di default, i samples suonano piuttosto poco credibili. Troppo ronzio di fondo. Comunque è possibile migliorare di parecchio l’articolazione agendo sui controlli di attack e di release e sull’equalizzatore. Si otterrà un suono discreto.
– Bodhràn Big. Hand Slide. Potete fare un copia-incolla del commento appena esposto, solo che in questo strumento i samples non sono looppati come sopra.
– Bodhràn Big. Hand Slow. Questo strumento mi ha molto colpito. Riesce praticamente a tirar fuori da un tamburo dei veri e propri soundscapes, se non quasi dei droni se incrementiamo i valori Low dell’equalizzatore! E’ veramente una bella sorpresa. Non ha acusticamente molto a che fare con un Bodhràn, ma arricchisce la libreria di un timbro veramente inaspettato.
– Bodhràn Big. Hand. Suono aperto. Il colpo viene portato ancora con la mano, ma qui lasciando vibrare la pelle. I campioni suonano puliti, limpidi e decisamente realistici. Anche cambiando la Room in cui sono virtualmente suonati, il risultato è sempre ottimo e ricco di risonanza.
– Bodhràn Big. Mallet Ring. Qui passiamo agli strumenti ottenuti campionando il bodhràn con la tipica bacchetta in legno. In questo caso il colpo viene portato con la bacchetta sulla cornice. I samples suonano molto bene se si resta nel registro sonoro basso e medio basso della tastiera del Kontakt instrument. Qui sembra proprio di colpire il legno col legno. Provare per credere. Nei registri medi e alti della tastiera il risultato invece è decisamente molto meno entusiasmante.
– Bodhràn Big. Mallet Slow. I suoni sono molto simili a quelli dell’omologo strumento suonato a mano aperta. Stesse potenzialità timbriche arricchite, dunque, anche se sinceramente mi sembra un po’ un doppione.
– Bodhràn Big. Mallet. Suono aperto ottenuto portando il colpo mediante il tipper. Questa è la tecnica esecutiva forse più diffusa per suonare il bodhràn e i samples campionati per questo instrument sono molto buoni. Soprattutto nei registri più gravi sembra proprio che nella stanza ci sia qualcuno che stia fisicamente suonando!
I successivi 5 instruments dedicati al Bodhràn campionano un tamburo dalle dimensioni più piccole, ma le articolazioni e le tecniche stilistiche eseguite sono le stesse già viste per il fratello maggiore (Hand Slow, Hand, Mallet Ring, Mallet Slow, Mallet). Chiaramente, essendo questo Bodhràn più piccolo, i suoni prodotti si collocano in uno spettro di frequenze più alte. Risulta ottimo in un mix accoppiare esecuzioni simultanee di entrambi i Bodhràn, ottenendo in questo modo una sessione percussiva completa.

I restanti 6 Kontakt Instruments della libreria sono dedicati invece al tamburello. Rispettivamente, 3 strumenti per il Tambourine Big (misura di 8 pollici) e 3 strumenti per il Tambourine Small.
Ovviamente vediamo anche questi:
– Tambourine Big. Gestures. Viene riprodotto il suono dei sonagli attraverso l’esecuzione di tre gestualità di movimento specifiche (gestures). Esaltando un po’ le frequenze High dell’equalizzatore e incrementando l’amount del riverbero, si ottiene un suono estremamente cristallino e ricco di armoniche. Peccato che ci siano solo queste tre gestures.
– Tambourine Big. Hand. Suono aperto. Il colpo viene portato con la mano al centro della pelle. I campioni disponibili sono solo otto, ma grazie ai Round Robin e ai Velocity Layers multipli si ottiene un ventaglio di timbri e sfumature ben assortiti. Solo un consiglio: date un po’ di boost alle basse e alle medio basse altrimenti lo sferragliare dei sonagli rischia di coprire molto i colpi portati sulla pelle.
– Tambourine Big. Mallet. Il colpo viene stavolta portato sul tamburello attraverso una bacchetta. Non è una tecnica esecutiva molto usuale per il tamburello, però questo esperimento origina dei campioni dal suono chiaro e pervasivo. Suonando questo instrument non sarà tra l’altro necessario operare delle correzioni in sede di equalizzazione: i suoni sono già di loro ben distribuiti e sia i colpi sia i sonagli si ritagliano bene il loro spazio nel mix.
– Tambourine Small. Gestures. I sonagli sono più piccoli e risuonano meno, ma l’articolazione è molto simile a quella del primo instrument dedicato al tamburello. A differenza che qui abbiamo ancora meno gestures a disposizione. Solo 2.
– Tambourine Small. Hand. Strumento omologo della versione maggiore, qui declinato sul tamburello più piccolo. Se devo essere sincero però non noto differenze timbriche sostanziali. Stessi pregi e difetti del Tambourine Big nell’articolazione Hand.
– Tambourine Small. Mallet. Qui invece, rispetto alla versione Big, si notano parecchie diverse coloriture nel suono del tamburello più piccolo. E sono molto convincenti e pronte a spiccare per bene nel mix. Forse però, non essendoci uno strumento in articolazione Ring dedicato al tamburello, qui sarebbe stato possibile inserire almeno qualche sample in quella configurazione.

Questa è in sostanza la rassegna completa dei contenuti che Frame Drums ci offre se utilizzata in ambiente Kontakt. Vi sono poi, come anticipato, 160 samples disponibili in formato WAV. I samples sono registrati con una buona profondità di campionamento e difatti suonano in modo pulito e realistico, soprattutto grazie alle numerose articolazioni.
I Bodhràn sono disponibili in samples articolati in Big Hand, Big Hand Mute, Big Hand Slide, Big Hand Slide Loop, Big Mallet, Big Mallet Mute, Small Hand, Small Hand Mute, Small Mallet, Small Mallet Mute, tutti con svariate configurazioni Round Robin (fino a 8).
In ambito tamburello abbiamo: Big Gesture A, Big Gesture B, Big Gesture C, Big Hand, Big Hand Mute, Big Mallet, Big Mallet Mute, Small Hand, Small Hand Mute, Small Mallet e Small Mallet Mute.
USI CONSIGLIATI E POTENZIALI DESTINAZIONI
Frame Drums è una libreria di tamburi a cornice. Sarà certamente adatta per composizioni che si inseriscono nel solco della tradizione popolare, sia essa di matrice celtica, dove i Bodhràn la faranno da padrone, oppure di estrazione mediterranea, dove il tamburello occupa un posto di riguardo nelle strutture ritmiche di tarantelle e tammurriate. Detto banalmente questo, la libreria si presta poi a caratterizzare l’accompagnamento di molti altri generi musicali. La presenza di svariate articolazioni, alcune delle quali decisamente sperimentali, ne garantisce la possibilità d’impiego anche in territori sonori più variegati; può essere d’aiuto a creare un buon tappeto ritmico per produzioni destinate al film o al game scoring o, perché no, anche ad essere utilizzata in sessioni prettamente live per arricchire di accenti e coloriture etniche brani rock, pop e orchestrali.
Nelle piccole demo audio riguardanti la recensione di questa libreria che potrete trovare sul Soundcloud di Age Of Audio, potrete avere un assaggio della versatilità di questo titolo.
CONCLUSIONI
Frame Drums non è certo una libreria dalle dimensioni monumentali. Gli strumenti campionati sono solo due in un panorama, quello dei tamburi a cornice, che comprende un’infinità di strumenti. Solo per citarne alcuni fra i più noti: Pandeiro (Spagna), Daf (Iran) e Kanjira (India). Tuttavia, costando relativamente poco, non ci si poteva aspettare molto di più, e c’è da dire che sugli strumenti sui quali si è focalizzata, l’equipe di Audiothing ha svolto nel complesso un lavoro piuttosto convincente. Comprate qualche pacchetto di sigarette in meno e se vi avanzano 20 euro, ve la consiglio.
PREGI
– Svariate articolazioni di Round Robin e Velocity Layers che rendono i suoni molto realistici e scongiurano il fastidioso “effetto mitraglietta”
– Comparto controlli ed effetti dell’interfaccia .nki molto curato e completo
– Ottimo rapporto qualità/prezzo
DIFETTI
– Articolazione Hand Slide Loop del Bodhràn con davvero troppo rumore di fondo
– Alcuni instruments sono praticamente il doppione di altri
– Veramente poche articolazioni di gestures disponibili per il Tamburello
https://soundcloud.com/ageofaudio/frame-drums-audiothing-bodhrans-audio-demo
https://soundcloud.com/ageofaudio/frame-drums-audiothing-tambourines-audio-demo
Pietro Fraccavento