Make Music cambia politica. Basta produrre versioni annuali del software (per altro talvolta molto simili tra loro). Con Finale 2014 nasce una nuova mentalità: ampliarne le caratteristiche, risolvere i piccoli bug interni che il software si trascina da anni e fornire continui aggiornamenti gratuiti per offrire un prodotto sempre più legato alla vita del musicista e meno a quella del programmatore…
Certo, per chi proviene da versioni particolarmente vecchie del software (ad esempio 2005 – 2007 ecc…) il salto “generazionale” è sicuramente notevole (come accade del resto in tutti i software, non solo quelli musicali). Ma una volta accasati i vantaggi sono molti; serve solo un po’ di pazienza e non lasciarsi vincere dalla nostalgia. Del resto, come sapete benissimo, il mondo della tecnologia musicale corre costantemente e stare al passo è uno dei nostri obblighi (se vogliamo farne parte).

Finale 2014D è dunque ormai perfetto? No. Perfettibile, come sempre. La moltitudine di richieste, di tipologie di scritture musicali differenti, di necessità notazionali e di organici diversi, inevitabilmente ci restituisce un quadro della situazione caleidoscopica, sempre in evoluzione, proprio come del resto in evoluzione è la musica stessa (per non parlare dei sistemi operativi… “Il capitano” di Apple sembra sempre di più un capitano di sventura attualmente!)
Ecco, brevemente, le principali novità della versione D:
*Finale ascolta finalmente i consigli dei musicisti. All’installazione dell’aggiornamento D vi verrà chiesto di aderire al miglioramento di finale (facoltativo). Non è una richiesta sterile. Funziona davvero e l’implementazione del software parte proprio da questa analisi mondiale. Già alcune funzioni della versione D sono state sistemate e reintrodotte proprio grazie al monitoraggio costante dell’utilizzo del software da parte degli utenti.
Ecco la finestra con la richiesta formale di Make Music (richiesta assolutamente rispettosa della vostra privacy e in particolare del vostro lavoro, del vostro brano musicale. Make Music, attraverso il vostro consenso, analizzerà solo come utilizzate le funzioni e le finestre del software non ovviamente cosa state scrivendo ne tantomeno i vostri dati personali) (Fig.1).

*Ecco poi il primo grande frutto dell’interazione tra musicisti e programmatori: nella versione D ritornano in Windows, collocate nel menu Finestre, le tavolozze File, Modifica, Visualizza e Configura e la loro possibilità di personalizzazione. Tavolozze presenti in Finale 2012 e, per scelte “non musicali”, scomparse stupidamente nelle precedenti versioni del 2014. Eccole, ampliate e reintrodotte (Fig.2 e 3).


*Nelle opzioni del programma, sempre su richiesta degli utenti, alla voce Tavolozze e Sfondi è stata inserita la possibilità di ingrandire la dimensione delle icone: questo per sopperire all’esclusione ( a mio avviso giusta) della personalizzazione folle che fino a finale 2012 vedeva la possibilità di modificare (con risultati a mio avviso incomprensibili) il disegno e il colore delle icone stesse (Fig.4).

*Anche le forme intelligenti ricevono un ulteriore piccolo ma significativo miglioramento: dopo le “maniglie” del crescendo e diminuendo che sicuramente permettono ora al musicista una collocazione più precisa del segno in partitura, è possibile “legare” queste forme alla misura o alla nota e agganciarle o meno alla pulsazione. Questo permette interventi in partitura che garantiscono massima libertà di scrittura ma anche grande praticità (Fig.5).

Next steps
– Nei prossimi mesi Make Music rilascerà un nuovo aggiornamento di Finale 2014: si chiamerà 2014.5. Novità? Certo. Novità nelle funzioni, sistemazione di piccoli bug ecc…
Un bagno di umiltà della casa madre Make Music (e dei suoi localizzatori) che, consapevole della spietata concorrenza, sta affinando e migliorando il software il più possibile, partendo dai musicisti e per i musicisti.
– Procede nella stessa direzione di umile e attenta innovazione tecnologica anche la recente acquisizione da parte del colosso americano della ditta francese Weezic, specializzata in software notazionali per la didattica, il live, i tablet ecc..
– Nella direzione dell’innovazione viaggia anche uno degli ultimi progetti Make Music: la creazione di una Music Notation Community Group.
Community basata essenzialmente sullo sviluppo e l’aggiornamento costante delle specifiche del formato universale di comunicazione tra i software notazionali (Music XML) e del SMuFL (Standard Music Font Layout).
Conclusioni
Siamo dunque, a mio avviso, di fronte ad una vera svolta, non solo per Finale ma per tutti i software notazionali e musicali in genere.
Tuttavia, nonostante le mille sfaccettature o difficoltà temporanee, siamo tutti concordi nel dire che la tecnologia musicale è ormai diventata indispensabile nella vita di ogni musicista (anche per il più conservatore).
La sfida vera di questi anni non sarà dunque quella di vivere (o convivere) con la tecnologia musicale bensì quella di mettere sempre più la tecnologia stessa al nostro servizio (attraverso implementazioni e semplificazioni) e non viceversa.
Alla prossima
Beppe Bornaghi