E’ da qualche anno che seguo attentamente l’evoluzione di Presonus. Da marchio dedicato banalmente all’home studio di tipo quasi amatoriale, a poco a poco ha creato un solco che la sta portando ad essere considerata tra i brand top per quanto riguarda il pro audio e infatti la cosa non poteva sfuggire ai big del settore, tant’è che un brand come Fender ha rilevato il marchio statunitense, cosi da avere anch’essa un affaccio su quello che è il settore dell’audio professionale sia studio che live.
In questo caso, ho testato un modello della nuova linea di mixer StudioLive III, il 24R, un unità digitale a rack totalmente pilotabile da Windows, Android, iPad e quant’altro. Si tratta della via di mezzo tra l’unità più grande (la 32R) e la più piccola denominata 16R.

Pannello Frontale
Dando un primo sguardo al 24R, osserviamo che è su due unità a rack. Sul pannello frontale abbiamo 24 ingressi XLR\combo molto comodi in sede live, un uscita cuffie con potenziometro del volume, un pulsante all mute (anch’esso decisamente utile in caso di emergenza) e uno slot di registrazione su scheda SD.
Pannello Posteriore
Sul pannello posteriore troviamo invece da sinistra a destra lo switch on\off con relativo ingresso VDE, una porta USB per interfacciare l’unità a un pc ed utilizzarla come scheda audio 64×64, un ingresso ethernet denominato control che ci permette di controllarlo tramite pc o tablet, un ingresso audio network necessario per l’utilizzo ad esempio dei personal monitor Presonus EarMix tramite protocollo AVB. A seguire abbiamo 12 mix out jack trs, due uscite XLR per il master e un ingresso stereo RCA denominato 23\24 che va a bypassare i canali anteriori. Parlando di questa unità è possibile anche aggiungere delle stage box digitali NSB per ampliare ad esempio il numero degli ingressi cosi da portarlo a 40.

Parametri presenti sul mixer
Non perderemo troppo tempo ad analizzare tutti i parametri presenti su questo mixer, in quanto è l’esatta copia in versione rack della serie top 24\32\64s. Infatti abbiamo lo stesso approccio alla Channel strip denominato Fat Channel. Ovvero, selezionando ogni singolo canale, “esplode” tutti i parametri della sezione input, gate, comp ed eq sulla schermata (oppure sulla parte alta del mixer “fisico”….). La sezione input è praticamente identica a quella del mixer tradizionale. Abbiamo, per ogni canale, controllo di gain, 48v, fase, stereolink, filtro high\pass e delay. Come anche nella versione tradizionale sono presenti tutte le modalità “alternative” per quanto riguarda equalizzatore e compressore, infatti possiamo trovare semplicemente selezionandole dal menù a tendina, le varie emulazioni vintage che possono andare a sostituire su ogni singolo canale (quindi non occupando uno slot dei processori in insert come su X32\M32 ad esempio), la versione standard sia dell’equalizzatore che del compressore. Possiamo trovare svariate emulazioni, con tutta probabilità derivate dalle versioni presenti su Studio One, come Pultec, Eq e Comp Neve, La2a, UA 1176 e altro ancora. Ogni canale tramite la modalità Fat Channel ha la possibilità di avere la modalità A\B, ovvero avere praticamente due preset separati su ogni canale. Essendo l’esatta replica del software della versione standard, anche in questo caso i vari parametri di eq, comp e Gate vanno attivati su ogni canale, per essere più chiari, a differenza di tanti mixer come Yamaha o Midas ad esempio, tutte queste sezioni hanno sempre bisogno di essere attivate tramite il simbolo ON presente nella relativa sezione. Niente di che, ma spesso in fasi concitate durante un live show, sarebbe meglio avere meno parametri possibili a cui dover prestare attenzione e infatti non vi nego che un paio di volte sono dovuto tornare sul relativo canale prima di rendermi conto che l’eq o il compressore fosse disattivato!
Considerazioni personali 1
Sul mixer tradizionale Presonus questa cosa è più comoda perché tramite la visualizzazione di tutti i parametri del FAT Channel. Selezionando il singolo parametro di gate\comp o eq, senza utilizzare la schermata, è possibile attivare il singolo processore tramite un pulsante dedicato, mentre sull’iPad avrei preferito, appunto, avere meno controlli da dover gestire.
Sonorità del mixer
Per quanto riguarda la parte prettamente sonora, anche in questo caso non ho notato nessuna differenza con la versione standard. I preamplificatori sono molto silenziosi, con un buon valore di guadagno, pari a 65db e un rapporto s\n di 94db e anche in questo caso (peculiarità ad esempio dei mixer Midas, ma non Yamaha o Allen Heath), bisogna “tirare” un bel pò i preamplificatori per scaldare il segnale. Anche portato quasi al limite sul master, il 24r mantiene una buona qualità audio senza compromette troppo il segnale, segno di un’ottima headroom.
Sezione effetti
Per quanto riguarda la sezione effetti, abbiamo 4 slot con diverse tipologie di riverbero e delay sempre d’ispirazione vintage. Per quanto riguarda il routing, è davvero facile passare per ogni singolo canale ad un input tramite ingresso fisico, tramite digital stage o tramite ingresso usb. Abbiamo a disposizione un numero notevole di uscite (16) assegnabili indistintamente come aux, subgroup o Matrix ognuno con eq parametrico a 6 bande e delay e infine DCA (ben 24!!!)
Considerazioni personali 2
Una scelta che non condivido è stata quella di avere sul pannello posteriore 12 uscite fisiche Jack Trs. La risposta più ovvia è “Dove volevi lo spazio per mettere 12 uscite XLR su un pannello due unità rack, considerando che è lo stesso della versione a 32 canali?” Sono d’accordo, però questo è un mixer che si piazza un gradino sopra ai vari XR18\MR18 di Behringer\Midas che sono delle semplici versioni light, sia per qualità che per prezzo e che immaginiamo abbiano un utilizzo in piccoli live club o piccole band, dove trovo 16in e 8 out XLR… Quando invece si parla di un “bestione” di questo tipo, dunque di un mixer che è l’esatta fotocopia della versione tradizionale, è lecito pensare che possa essere utilizzato su palchi decisamente più impegnativi e dove lo standard delle uscite monitor (sia per quanto riguarda casse con finale che casse attive) raramente è su TRS, ma nel 99% dei casi, sarà su XLR! Voglio pensare che questa scelta sia stata fatta perché essendo a rack si possa presumere che sia a rack anche il monitoraggio, dunque in-ear, semmai wireless e quindi su 12 uscite avremo 6 coppie stereo… Nel frattempo, in questo periodo di TEST, per il live, ho dovuto sempre portarmi 6 adattatori XLR\JACK TRS.
Utilizzo con Tablet
Passiamo ad analizzare la gestione per quanto riguarda l’utilizzo con il tablet, dov’è la vera differenza con la versione standard, Innanzitutto la configurazione tramite modem esterno, è stata davvero molto semplice. Dopo aver effettuato l’upgrade del firmware, così da poterlo sincronizzare con la nuova App di controllo su Mac e poi sul tablet, è bastato effettuare pochi passaggi per allineare il mixer con il modem esterno, un normalissimo TP-Link che già utilizzo su altri mixer, infatti se avete già esperienza per quanto riguarda l’interfacciare un mixer digitale con le relative app su tablet o pc, non ci sarà nessun problema di sorta. Un problema invece c’è stato nel momento in cui è terminato il soundcheck e sono andato via dalla sala col mio bel tablet. Una volta rientrato, scopro che l’app non si risincronizza per nulla, dopo aver perso il segnale per un pò di minuti (ad esempio con Midas o Allen Heath questa cosa non da mai problemi). Di conseguenza ho dovuto riavviare l’app e risincronizzare il tutto. Riprovando in un secondo momento questa cosa in studio ho notato che accade sempre, dopo che cade la comunicazione tra mixer e tablet per un pò di minuti, sembra che sia un bug che verrà eliminato nella prossima release software.
Per quanto riguarda le schermate di controllo delle varie sezioni, ovviamente è tutto molto più compatto rispetto al mixer tradizionale (anche se è presente comunque la possibilità di avere l’intero l’esploso in stile Fat Channel se volete…). Infatti sullo stesso pannello possiamo avere tutte le sezioni a portata di mano, mantenendo sempre un occhio sulla sezione di input. L’eq è abbastanza immediato per quanto riguarda l’utilizzo, anche se lo trovo ancora troppo lento nella risposta al tocco, ma il feeling è praticamente identico al 32s ad esempio, quindi credo che il problema non sia da imputare alla versione touch su tablet. Per il resto, avendo avuto già esperienza con il 32s, non ho avuto nessun problema ad utilizzarlo tramite tablet.
Personal monitor EarMix
Oltre al mixer 24r abbiamo avuto in dotazione anche due personal monitor EarMix…
Analizzandolo velocemente da un punto di vista esterno, ho la la sensazione che i prodotti usati per realizzare lo strumento non siano all’altezza di quelli usati per i mixer, soprattutto sulla sezione pulsantiera. Abbiamo sul pannello frontale 16 pulsanti associati ai relativi segnali provenienti dal mixer principale, in alto abbiamo una sezione molto comoda di salvataggio e recall, al centro la sezione di equalizzazione, indipendente per ogni canale, poi la sezione pan e limiter (molto importante quando si ha a che fare con mix da effettuare in cuffia). Infine abbiamo la possibilità di switchare tutto in mono e di selezionare in ascolto l’ingresso aux input presente sul pannello posteriore. Passando al pannello posteriore, appunto, abbiamo inoltre un’uscita cuffie, un line out stereo, ingresso AVB In Ethernet proveniente dal mixer e AVB Thru che permette di collegare in cascata un altro EarMix.

La configurazione è stata abbastanza immediata. E’ bastato un semplice cavo Ethernet e il personal monitor ha riconosciuto subito tutti i canali. Ovviamente tramite switch ethernet è possibile splittare un unico segnale AVB verso più personal monitor. L’utilizzo è stato davvero immediato e anche i musicisti a cui l’ho affidato non hanno tardato molto ad apprenderne l’utilizzo. Ho notato un paio di elementi che non mi hanno convinto molto, innanzitutto il volume in uscita per quanto riguarda le cuffie. Collegando direttamente degli In-ear Shure215 ho notato che il volume non era troppo soddisfacente. Provando a collegare le mie Sennheiser HD25 la situazione non è migliorata granché. Prendendo ad esempio la diretta concorrenza, ovvero i Powerplay P16 Behringer, ma anche i Midas DP48, con le stesse cuffie, il volume era soddisfacente. Altra pecca che ho potuto notare è l’assenza di ingressi analogici e ADAT sui vari switch messi in commercio da Presonus per interfacciare i vari prodotti tramite protocollo AVB, cosa che avrebbe potuto rendere un attimo più semplice l’utilizzo stand alone di questi prodotti anche in studio di registrazione.
Conclusioni
Con questa nuova serie StudioLive III (particolarmente la 32 e la 64s), Presonus abbandona definitivamente quello status un pò ibrido che aveva finora ed entra definitivamente nel novero dei migliori marchi anche sul fronte dei mixer digitali di medio livello, parliamo dunque di Midas M32, Allen Heath SQ, azzarderei anche ad avvicinarlo alla serie QL Yamaha sotto certi aspetti, anche se andrebbe analizzato meglio per quanto riguarda ad esempio la versatilità in un utilizzo ad esempio teatrale o da musical, tra Recall Safe, software che pilotano audio\video ecc. . Per quanto riguarda il 24r, come anche il 32 o 64s si tratta di ottimi prodotti con tutto il necessario per portare a casa un evento senza nessun problema di sorta. Ricordo ancora il macchinoso Studiolive 16.0.2 che tanto mi ha fatto dannare durante dei live, qui siamo su tutt’altro pianeta.
Probabilmente all’azienda statunitense mancano ancora feedback importanti provenienti da un ambiente live davvero “PRO” e da anni di utilizzo intensivo che possano far svoltare definitivamente questi prodotti, correggendo alcuni aspetti, soprattutto da un punto di vista software che risultano essere ancora un pò macchinosi e non sempre comprensibili come scelta. Anche la gestione tramite protocollo AVB va migliorata, perché in un utilizzo intensivo tramite switch con personal monitor, digital stage, FOH\Stage e acquisizione tracce tramite interfaccia audio, ci potrebbe essere qualche problemino come segnalato da qualche utente. Ma la strada è quella giusta e non manca molto per vedere Presonus scavallare anche la fascia dei mixer digitali mid-level. Aspettiamo i nuovi aggiornamenti firmware.
Informazioni Utili
Prodotto: Presonus Studiolive III 24R
Prezzo: Circa Euro 1.400
Prodotto: Presonus EarMix 16M
Prezzo: Circa euro 370,00
Distributore italiano: Midimusic SRL