Velociraptor! Così si ripresentano in scena i Kasabian: con l’irruenza di un punto esclamativo. Velociraptor! è una bestia feroce celata dall’ingannevole sensualità delle melodie accattivanti. Rinnegando l’ormai defunto britpop di Oasis e Suede, lontani dal buonismo da hit parade dei Coldplay, la band di Leicester scava più a fondo nella tradizione, attingendo a piene mani dal ricchissimo background musicale della propria terra madre.
Davvero sorprendente la varietà di generi che riescono a mescolare in queste 11 tracce. Di West Ryder Paper Lunatic Asylum, terzo (altrettanto ben riuscito) album, resta una sorta di maestosità da colonna sonora, che colloca i nostri musicisti britannici una spanna sopra la maggior parte dei sedicenti “indie-rockers”, termine dal significato vago e ingiustificatamente inflazionato.
Il lamento iniziale tra le trombe di Let’s Roll Just Like We Used To introduce un brano retrò, perfetto per un vecchio film di spionaggio, dalle sonorità anni ’60 alla Scott Walker. Per intenderci: quello stile al quale gli inglesi Alex Turner (Arctic Monkeys) e Miles Kane (The Rascals) si sono ispirati per il loro side project The Last Shadow Puppet.
Days Are Forgotten è uno dei singoli “da radio” più belli del 2011. La poca cantabilità di una strofa monotòna – ma non per questo monotona (caratteristica che Tom Meighan ha mostrato fin dagli esordi) – conferisce una potenza alla melodicità del ritornello che riesce ad emozionare. Una canzone che appare semplice e non troppo originale, ma che riesce nel suo intento: mettere radici nei nostri padiglioni auricolari. E ci resterà a lungo, credetemi.
La terza traccia è forse l’unica ad essere poco incisiva: Goodbye Kiss, un lento da ballo di fine anno tutto chitarre acustiche, violini e “sha-la-la ci perdi solo tu se non m’ami più” (cantavano I Camaleonti) che convince poco.
Gli improvvisi sofisticatissimi passaggi maggiore-minore di La Fee Verte sono un riferimento troppo spudorato alla beatlesiana Strawberry Fields. A volte pare proprio che gli inglesi non riescano a liberarsi del fantasma dei quattro di Liverpool, ma è apprezzabile l’onestà della citazione, confermata subito dal testo (“I see Lucy in the sky tellin’ me I’m high”). Alla voce non il solito frontman, bensì il chitarrista Serge Pizzorno, uomo nell’ombra e forse effettivo leader della band essendo l’autore di quasi tutti i brani.
Dopo esserci inabissati su uno yellow submarine al termine dell’inno alla “fatina verde” (quella dell’assenzio), risaliamo velocemente in superficie con la violenza di Velociraptor!, un moderno brano dance-rock, che riempie di adrenalina a tal punto da essere stato scelto come main title della colonna sonora di FIFA2012 (noto videogame calcistico).
Acid Turkish Bath è la prova di quello che possono creare questi ragazzi prendendo un po’ qui, un po’ là: batteria con ritmo da bossanova, cambi di tempo, archi che suonano scale arabe da mille e una notte e ricordano la psichedelia fine anni ’60, quando mete obbligate di un artista erano l’India e le droghe sintetiche. Con una magia riescono anche a piazzare nel pentolone un altro chorus cantabilissimo.
Passano soli 6 minuti e la macchina Kasabian ci catapulta in tutt’altro mondo. L’animo profondamente elettronico di I Hear Voices potrebbe definirsi un inaspettato quanto piacevolissimo moderno chiptune da videogame anni ’80.
Con Re-wired si va sul sicuro. Un brano dal sound più classicamente rock anni ’70 con un’accattivante linea di chitarra funkeggiante, non senza interventi di moderni synth e un raffinato finale affidato ai violini. Passare dal twang dell’onnipresente Rickenbacker 481 di Pizzorno in Man Of Simple Pleasures, uno slow tempo impregnato di sixties, al techno-rock di Switchblade Smiles, ipnotico primo singolo estratto dall’album, può far sentire piuttosto disorientati se si è abituati alla monotonia degli album pop preconfezionati. Ma non è il caso dei nostri lettori, azzardo a dire. L’album non si chiude con l’energico punto esclamativo che ci aspettavamo. Neon Moon è piuttosto una sorta di reprise dei principali temi musicali del disco (anni ’60 vs. elettronica). Ne vien fuori qualcosa di abbastanza inaspettato, una specie di segreto e sconosciuto b-side di Moon Safari degli Air, tenuto nascosto fino ad oggi. Diceva il critico Lionel Trilling “l’artista dilettante imita, quello professionista ruba” e i Kasabian, bisogna dirlo, sono stati dei “ladri” eccezionali.
Thumbs up for: Let’s Roll Just Like We Used To, Days Are Forgotten, La Fee Verte
Thumbs down for: Goodbye Kiss
KASABIAN – VELOCIRAPTOR!
Prodotto da: RCA Records / Columbia
TRACKLIST:
1. Let’s Roll Just Like We Used To
2. Days Are Forgotten
3. Goodbye Kiss
4. La Fee Verte
5. Velociraptor!
6. Acid Turkish Bath (Shelter From The Storm)
7. I Hear Voices
8. Re-wired
9. Man Of Simple Pleasures
10. Switchblade Smiles
11. Neon Moon



