Nel giro di pochi anni la sE Electronics si è imposta all’attenzione del pubblico grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo dei suoi prodotti. L’accordo, di pochi mesi fa, con Rupert Neve ha fatto crescere ulteriormente la curiosità verso i prodotti di questo marchio che ha centrato la sua produzione soprattutto nella costruzione dei microfoni: oggetti del presente test sono, infatti, i modelli sE2200a ed sE4400a.

Silenzio! … e la registrazione ebbe inizio
Il microfono, come tutti sanno, è il primo anello della catena audio e ci permette di catturare il suono. Elemento di tipo elettro-meccanico, svolge l’importantissimo ruolo di trasdurre, ovvero trasformare le onde sonore (variazione della pressione dell’aria) in segnali elettrici che verranno poi successivamente lavorati. L’importanza di questo elemento è fondamentale per la giusta riuscita della registrazione. Se la cattura del suono è corretta, il suono stesso può essere successivamente lavorato ed elaborato secondo i nostri gusti e le necessità del brano, ma se durante la cattura del suono vi sono delle alterazioni essenziali dello stesso o, peggio ancora, verranno perse delle informazioni (per incapacità del microfono di catturarle), allora sarà molto difficile ottenere un buon risultato finale. Mi piace inoltre ricordare che parliamo di microfoni, ossia di elementi elettro-meccanici che, allo stato attuale di progresso tecnico, non riescono a soddisfare contemporaneamente tutte le leggi della fisica (estensione in frequenza, risposta dinamica, resistenza alla pressione sonora, direttività ecc.): possiamo “accontentarci” di trovare in commercio diversi modelli che differiscono per tipologia di funzionamento (dinamico, condensatore, …) o per diagramma polare (omnidirezionale, cardioide, ipercardioide, …), o per altri fattori: ciascuno di essi enfatizzerà, a secondo del contesto d’uso, alcuni aspetti caratteristici della trasduzione.
Diagramma Polare
Il diagramma polare, come dice lo stesso nome, è un diagramma che esprime la capacità del microfono di rispondere (sensibilità nel riprendere il suono) in funzione dell’angolazione della sorgente. L’angolazione viene misurata in gradi: “0” gradi è il punto esattamente di fronte al diaframma, mentre “180” gradi indica la posizione opposta, cioè dietro al microfono. Ogni corona concentrica, a partire dalla più esterna, indica una perdita di 5 dB, mentre esternamente troviamo indicata, in gradi, l’angolazione della sorgente.


Il microfono in relazione al suo diagramma polare può essere distinto in:
Omnidirezionale (circolare):
il microfono è egualmente sensibile in tutte le direzioni dello spazio (Figura a 8: il microfono capta al meglio i suoni provenienti sia da dietro che davanti, ma risulta poco sensibile ai suoni provenienti dalle direzioni laterali);
Cardioide:
il nome deriva dalla linea a forma di cuore del diagramma. In questo caso, i suoni provenienti da dietro il microfono vengono drasticamente attenuati;
Super cardioide:
risulta come il diagramma cardioide, ma con caratteristiche di direzionalità accentuate. Compare un piccolo lobo posteriore che indica una certa sensibilità ai suoni provenienti dai 180°;
Iper cardioide:
è come il super cardioide ma con direzionalità ancora più marcata. Anche la sensibilità posteriore, in questo caso, risulta ancora maggiore. Nelle figure 1 e 2 trovate i grafici dei diagrammi polari e della risposta in frequenza rispettivamente dell’sE 2200a e dell’sE 4400a.
Modelli in esame
I due microfoni in prova della sE Electronics sono modelli a condensatore con diaframma largo. La costruzione dei microfoni della sE Electronics avviene in Cina, cercando di far conciliare alta qualità e basso costo. sE (Sound Engineering) è un marchio ben conosciuto nel settore dei microfoni da studio, con una fama in espansione: basti pensare che nella sua pur breve storia è già diventato il marchio più venduto in Gran Bretagna e con il più veloce incremento di diffusione in Europa. Utilizzati anche da numerosi professionisti, i trasduttori sE si sono imposti in questi anni per un buon connubio tra qualità ed economicità. È bene sottolineare che i microfoni sE sono realizzati con un ciclo di produzione di tipo artigianale: le capsule sono interamente costruite a mano e ogni singolo microfono, prima di uscire dalla fabbrica, viene sottoposto ad un test specifico per verificarne il corretto funzionamento. Inoltre va segnalato che è in corso una collaborazione tra Rupert Neve e la sE Electronics per la realizzazione di una nuova gamma di microfoni “Rupert Neve Signature”.
Il microfono ha una forma cilindrica (Fig. 3) con un’altezza di circa 20 cm ed un diametro di 5. L’ sE 2200a è un microfono a condensatore cardiode Classe A con diaframma da “1” placcato oro (possibile intravederlo in trasparenza) e pad da 10dB.

Fig.3 – sE 2200A
La confezione di vendita include una bella valigia in alluminio, ottimamente rifinita ed imbottita, ed un apposito skockmount (più comunemente conosciuto come “ragno”) (Fig. 4). La forma dell’ sE 4400a (Fig.5) ricorda moltissimo quella di un altro microfono storico: l’AKG 414. Tra le caratteristiche principali troviamo il Pad da 10 e 20 dB, 2 filtri Low Cut e 4 pattern polari (Cardioide, Ipercardioide, Omni e Figura 8). Analogamente a quanto fornito a corredo con il suo fratello “minore”, anche il 4400a viene venduto in una bella valigia di alluminio e uno skockmount dedicato (Fig. 6). Il modello 4400a è l’ultimo nato in casa sE e la sua progettazione parte come evoluzione del modello 2200a, cercando di migliorarne il più possibile la flessibilità. Ecco quindi che le capsule da 1” diventano due consentendo, in questo modo, di poterlo configurare in uno dei 4 pattern polari: come indicato nelle caratteristiche tecniche sono per l’appunto Cardioide, Ipercardioide, Omni e Figura 8. Sul corpo del microfono, inoltre, troviamo il micro switch del filtro passa alto (HPF) con due tagli a 60Hz o 120Hz ed il micro-switch dedicato al Pad di attenuazione con selettore di riduzione a 10dB o 20dB. 
Prova sul campo
Home Studio
Una delle prove è stata condotta nel mio Home studio (S. Aversano), già noto ai miei più fedeli lettori. Com’è prassi per i miei test, ho cercato di influenzare il meno possibile il suono catturato, creando un percorso del segnale il più breve possibile. Ecco quindi che il segnale microfonico, attraverso dei cavi Reference, entra direttamente nell’ingresso Mic della mia RME Fireface 400 e, quindi, è registrato su una DAW PC Based mediante il software Cubase, con assenza totale di elaborazioni intermedie.
Studio Professionale
Per questa prova i due microfoni sono stati collegati, mediante un cavo Mogami, prima al preamplificatore microfonico della scheda audio Fireface 800 – per effettuare alcuni take di riferimento – e successivamente ad un Pre valvolare stereo – ideale per ottenere, ad avviso di chi scrive, un suono molto avvolgente tipico anni ’70 -, precisamente il LA 610 MK2 della Universal Audio, per passare infine alla RME Fireface 800. La registrazione è stata effettuata con una risoluzione 24 bit/96 KHz. I monitor utilizzati sono stati i PMC TB2S-A, per un ascolto standard da posizione ravvicinata, e le Dynaudio Bm5 Compact, utilissime, secondo me, per ascoltare il prodotto finale in versione radiofonica oppure trasformato nell’orribile, ma diffusissimo e comodo, formato mp3. Nella “prova su strada” entrambi i microfoni, com’è ovvio, sono stati sottoposti in maniera accurata ad una serie di test effettuati sia su voci sia su vari strumenti a corde e a percussione. Potrete ascoltare i vari file audio per rendervi conto delle caratteristiche di entrambi gli sE. Doverosa premessa è che le tecniche di posizionamento utilizzate per il 2200a sono state le medesime anche per il 4400a (… e per l’AKG 414 messo a confronto con il precedente).
sE 2200a
Per questo microfono abbiamo utilizzato diversi tipologie di chitarre: dalla classica a quella acustica, dal genere classico al rock. La sensazione che si riceve ascoltando la timbrica generale di ripresa è che sembra di avere a che fare con un microfono con la prerogativa di voler aggiungere qualche cosa al suono. Questa sensazione si è avvertita in special modo quando, come stadio di preamplificazione, è stato usato quello della scheda audio RME. Nella registrazione della chitarra classica il risultato non è stato fra i migliori, in quanto il segnale in ripresa è risultato abbastanza snaturato sulle basse frequenze. In particolare si è avuta la sensazione di avere una sorta di compressore fra microfono e scheda audio. Per la ripresa della chitarra acustica è stata utilizzata anche la tecnica bi-microfonica con due sE 2200a, posizionati in maniera standard, uno a destra e l’altro a sinistra dello strumento. Subito si è notata un’apertura stereofonica ma con alcune zone d’ombra. Il suono della chitarra in generale è risultato molto ricco, con una leggera difficoltà nella gestione dei transienti in esecuzioni ritmiche e in arpeggi. Al contrario della classica, nella ripresa della chitarra acustica l’sE 2200a ha restituito quell’attacco netto ed a tratti cattivo, tipico dei microfoni dinamici stile Shure SM57. Le alte frequenze sono mediocri, medi abbastanza lineari, addirittura più precisi del Rode NT2, bassi molto ricchi e profondi. Il suono manca leggermente di ariosità e di ambiente. L’effetto prossimità non è ben gestito: consiglio, a tal proposito, di registrare ad una distanza non eccessiva dal microfono, secondo una posizione ideale che si riesce a trovare semplicemente con l’uso. Quando il microfono è stato registrato con la sezione PRE della UAD, il suono è diventato più dolce ed amalgamato, sempre molto presente.
sE 4400a
L’sE 4400a è fra gli ultimi nati della famiglia dei microfoni sE Electronics. Si tratta di un microfono, a detta dei produttori, ideale per moltissime applicazioni, sia in studio che per soluzioni broadcast e live. Anche se l’ SE 4400a ricorda esteticamente molto il modello AKG 414, il prodotto è a mio giudizio profondamente diverso da questo. Trovo infatti che mentre il 414 è un microfono più aspecifico che meglio si adatta alle riprese di diverse sorgenti sonore, il 4400a predilige (con ottima resa) alcune sorgenti come la ripresa di bassi e contrabbassi acustici, nonché utile per rinforzare le voci maschili.

sE 4400a Voce Maschile e femminile
Rispetto al 2200a ho trovato il modello 4400a molto più interessante per la registrazione vocale. Già dal primo take si nota immediatamente una progettazione simile ai Rode oppure Joemeek, non per la loro pasta sonora, ma per questa prerogativa di avere un sound pronto per l’uso. Mi è piaciuto molto sulle voci maschili, in quanto anche senza utilizzare nessun PRE professionale in abbinamento, riesce comunque a riprodurre molto bene la sezione delle basse e medie frequenze, restituendo una pasta sonora leggermente colorata, ma non sporca o confusa. Anche sulle voci femminili il 4400a risponde bene, ma con qualche problematica in più soprattutto sui registri alti. Se si collega il microfono direttamente ad uno stadio di preamplificazione troppo neutro, tipo scheda RME, oppure PRE stile Millennia, bisogna evitare che la cantante di turno si muova troppo durante la sua esecuzione per evitare l’effetto prossimità. Inoltre, nei passaggi di registro dai toni medi a quelli più acuti, a volte il microfono sembra non riuscire a gestire il segnale con coerenza con una perdita di aereosità. Come sempre, a tutto si può cercare di porre rimedio: in questo caso, infatti, è provvidenziale sfruttare al meglio l’effetto prossimità. Essendo il microfono in questione un modello a diaframma largo, bisogna cercare meticolosamente il punto di ripresa vocale. Consiglio, per le voci con grande energia sulle alte frequenze, di usare una distanza di circa 15/20 cm. Per i neofiti, consiglio di switchare il mic sia sul pad di attenuazione che sul filtro HP presente sul corpo del microfono; inoltre è buona norma utilizzare un filtro Antipop e soprattutto evitare di portare il segnale in registrazione a 0dB. Molti addetti storceranno il naso a questa ultima affermazione, ma personalmente ritengo importante che, in una registrazione professionale, il tenersi a circa – 3 dB sotto lo 0 permetterebbe in fase di mastering di avere una buona soglia d’intervento per scolpire – o meglio ancora equilibrare – il suono.
Nota 1: Una cosa che ho notato con piacere su entrambi i microfoni è che, a differenza di diversi loro “colleghi” per i quali è poi difficile lavorare sull’EQ, ci si può lavorare a posteriori con tranquillità senza che il segnale si deteriori perdendo così l’intelligibilità del cantato. Le più grandi soddisfazioni le ho ottenute quando, con il 4400a, ho registrato la voce maschile su un canale Universal Audio LA 610 MK2. In questo caso infatti, ho potuto dare una colorazione giusta e veloce alle voce, che potete ascoltare nei file sottostanti, controllando perfettamente anche la problematica dell’effetto prossimità.
Nota 2: Grazie alla presenza contemporanea in studio dell’sE4400a e dell’AKG 414 mi è venuta spontanea la curiosità di un breve confronto tra i due ed in particolare sulla ripresa della voce maschile. Il cantante, Stefano Esposito (nella foto iniziale), ha una voce con dei medi abbastanza graffianti, stile Kelly Jones degli Stereophonics, o John Rzeznick. Gli è stato chiesto di cantare dei brani che evidenziassero questa sua caratteristica. Sono state fatte le stesse impostazioni e mantenute le stesse distanze per entrambi i microfoni ed è stato ascoltato il risultato ottenuto entrando direttamente nei preamplificatori della RME. L’sE 4400a risulta riprodurre il sound in maniera più precisa e coerente, mentre l’AKG era più gradevole: in quanto più colorato, personalmente mi piaceva di più. La stessa prova è stata fatta anche con una voce pulita e l’impressione è stata, sia per me che per il secondo fonico, che l’AKG aveva una spinta leggermente più alta e quel poco di “sonorità” in più che rendeva più facile la vita ad un fonico. Chi lavora a livello professionale e ha la possibilità di utilizzare macchine di un certo calibro, naturalmente avrà capito che c’è sempre il rovescio della medaglia, in quanto è pur vero che in questa prova l’AKG è risultato più gradevole, ma nel momento che la stessa prova è stata fatta con channel strip con un colore abbastanza accentuato, come i prodotti Neve ed SSL, il microfono 4400a è stato più facile da gestire permettendoci di ottenere la giusta colorazione senza lavorarci troppo.
sE 4400a Basso
Dopo aver già chiuso e inviato l’articolo per l’impaginazione, il caso volle che andassi a trovare il mio amico Fabrizio Piccolo mentre stava registrando, nel suo studio, il basso di un gruppo rock stile americano: gli Hesitant Ballad. Il bassista aveva un bel Music Man 5 corde Ray e Fabrizio voleva riprendere il suono della sua cassa Ampeg a 4 coni. Trovandomi proprio in un momento di pausa della sessione, chiesi a Fabrizio se gentilmente potevamo provare a registrare il suono del basso con microfoni diversi. I microfoni a disposizione erano un sE 4400a, il 414 B-XL2 e un 421 Sennheiser. I 3 microfoni vennero posizionati a circa 8/10 cm dalla cassa in maniera che ognuno con il proprio diaframma risultasse perpendicolare ad un cono; al di sotto della cassa fu posizionato un tappeto per evitare il rientro di frequenze indesiderate. I primi 2 microfoni sE 4400a e l’AKG sono stati switchiati in modalità cardiode senza aver bisogno di utilizzare il loro Pad di attenuazione. Il risultato è stato impressionante: il 4400a ha restituito il basso in maniera veritiera, attacco precisissimo e un’ottima punta del suono. Naturalmente il 421 in questo confronto è risultato perdente. Di seguito, quindi, i risultati ottenuti.
sE 4400a Molla rullante
Nel file che trovere nella sezione prove audio del sito potete ascoltare la prova di registrazione della molla del rullante, inclinando l’sE4400a in maniera tale da non riprendere eccessivamente altri suoni della batteria e, soprattutto, non captare anche il suono della pelle, come avverrebbe se il microfono fosse stato posizionato in maniera perpendicolare al rullante. Il risultato, sarete d’accordo con me, è ottimo, anche se di fatto un poco sprecato per registrare la “molla”: tuttavia siamo comunque al di sopra dei soliti standard di registrazione.
Considerazioni finali
sE 2200a: questo tipo di microfono è risultato ottimo quando lo si usa con PRE o una channel strip caratterizzanti per esaltarne l’anima leggermente pop, anche a discapito della raffinatezza e della linearità del suono. Completamente sconsigliato se si desidera ottenere un suono il più lineare possibile, ma si sa che ogni prodotto ha una sua collocazione di mercato e musicale. Tra i pregi di questo microfono troviamo certamente il prezzo, una “personalità” molto spinta e una presentazione già pronto all’uso. Piacerà sicuramente a tutti gli utenti che hanno bisogno di un sound con una forte spinta sui bassi, anche a discapito di una leggera perdita nella linearità.
Nota 3: … questa è stata anche la grande fortuna dello Shure SM58, un microfono poco preciso, ma molto gestibile dal vivo tanto da diventare uno standard.
sE 4400a: rispetto al 2200a, il 4400a appartiene ad una categoria diversa, per prezzo e qualità, e la cosa risulta molto evidente all’ascolto. Sentendo infatti le riprese effettuate con il 4400a si nota una buona trasparenza e fedeltà nella ripresa della sorgente sonora. Rispetto al 2200a gli attacchi sono ben presenti e la parte bassa appare molto meglio controllata. Anche sulle medie il microfono pare avere la giusta enfasi che lascia un buon margine di intervento agli Eq e quindi al proprio gusto. Volendo trovare un neo, credo sia da sottolineare un carattere appena marcato dell’sE 4400a, che forse lo rende un po’ meno neutro rispetto ai diretti concorrenti quali l’AKG 414 o l’Audiotecnica AT 5050. Il microfono, tuttavia, risulta essere abbastanza silenzioso. Nella registrazione della voce, oltre ad usare un anti-pop ed allontanare di qualche palmo il cantante, si è reso indispensabile l’utilizzo – non proprio leggero – del filtro per l’effetto di prossimità sulle palatali, altrimenti fastidiose. Non è un microfono a 360 gradi che può essere utilizzato in tutte le occasioni, ma sulle riproduzioni di voci maschili e in special modo sui bassi e contrabbassi credo sia di gran lunga superiore a microfoni più blasonati. Probabilmente proprio questa sua specificità è anche il suo pregio: meglio un buon microfono che funziona bene su alcune categorie di strumenti che uno troppo generico, con un rendimento medio su tutto. Per entrambi si ricorda che sono assemblati artigianalmente e che ogni microfono viene fornito con il suo diagramma. Ciò, per chi cerca la singolarità del prodotto, rappresenta sicuramente un ulteriore e sicuro valore aggiunto.
Caratteristiche tecniche
sE 2200a – Risposta in Frequenza: 20Hz-20KHz – Sensibilità: 14.1mV/Pa -37 ± 1.5dB – Diagramma polare: Cardioide – Impedenza: 200 Ohms – Rumore equivalente: 17dB (pesati in classe A)
sE 4400a – Risposta in Frequenza: 20Hz-20KHz – Sensibilità: 14.1mV/Pa -37 ± 1.5dB – Diagramma polare: Cardioide, Figure 8, Omni, supercardioide – Impedenza: ≤ 50 Ohms – Rumore equivalente: 17dB (pesati in classe A) Max SPL per 0.5% THD@1000Hz: 130dB – Alimentazione: Phantom power 48V±4V Max SPL per 0.5% THD@1000Hz: 125dB – Alimentazione: Phantom power 48V±4V
Pro:
sE 2200a – Prezzo, suono pronto all’uso.
sE 4400a – linearità, naturalezza.
Contro:
sE 2200a – colorazione eccessiva.
sE 4400a – prezzo, gestione picchi nei transienti.
INFORMAZIONI UTILI
Produttore: sE Electronics
Modello: sE 2200a
Website: www.seelectronics.com
Distributore: Midiware
Prezzo: 199,00 +IVA
INFORMAZIONI UTILI:
Produttore: sE Electronics
Modello: sE 4400a
Website: www.seelectronics.com
Distributore: Midiware
Prezzo: 519,00+IVA
Buona registrazione a tutti!
Antonio Campeglia e Savio AversanoDentro de alguns anos, embora Electronics estabeleceu-se a atenção do público, graças à excelente relação qualidade / preço de seus produtos. O acordo, há alguns meses atrás, Rupert Neve cresceu ainda mais a curiosidade sobre os produtos desta marca, que tem focado a sua produção, principalmente na construção dos microfones: objetos deste teste estão na sE2200a fato de modelos e sE4400a.